<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909</id><updated>2012-02-17T05:31:04.937+01:00</updated><category term='Personal Coaching'/><category term='Persona Coaching Alert'/><category term='Società'/><category term='Imprese'/><category term='Coach Training'/><category term='Nomadismo Tecnologico'/><category term='Costumi'/><category term='Professional Coaching'/><title type='text'>Il Franti</title><subtitle type='html'>Appunti di uno psicologo delle organizzazioni e psicoterapeuta tra la riconquista della fiducia e la difesa dell'etica.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>192</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-4432038803351086340</id><published>2012-01-27T18:32:00.001+01:00</published><updated>2012-01-27T18:32:22.301+01:00</updated><title type='text'>Come ricevere gli aggiornamenti dal mio Tumblr</title><content type='html'>…basta inserire l'indirizzo dove vuoi ricevere gli aggiornamenti nello spazio del modulo qua sotto e seguire la procedura fornita da FeedBurner di Google.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;form action="http://feedburner.google.com/fb/a/mailverify" method="post" onsubmit="window.open('http://feedburner.google.com/fb/a/mailverify?uri=Nomadware', 'popupwindow', 'scrollbars=yes,width=550,height=520');return true" style="border: 1px solid #ccc; padding: 3px; text-align: center;" target="popupwindow"&gt;Inserisci il tuo indirizzo di posta elettronica qui sotto:&lt;br /&gt;&lt;input name="email" style="width: 140px;" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="uri" type="hidden" value="Nomadware" /&gt;&lt;input name="loc" type="hidden" value="en_US" /&gt;&lt;input type="submit" value="Fai Clic" /&gt;&lt;br /&gt;Fornito da &lt;a href="http://feedburner.google.com/" target="_blank"&gt;FeedBurner&lt;/a&gt;&lt;/form&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Benvenuto!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Ennio&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-4432038803351086340?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/4432038803351086340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/come-ricevere-gli-aggiornamenti-dal-mio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4432038803351086340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4432038803351086340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/come-ricevere-gli-aggiornamenti-dal-mio.html' title='Come ricevere gli aggiornamenti dal mio Tumblr'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-4088309250869383775</id><published>2012-01-27T17:44:00.001+01:00</published><updated>2012-01-27T18:38:59.603+01:00</updated><title type='text'>Sto passando a Tumblr</title><content type='html'>Chi mi legge da più tempo conosce la storia. Senza farla troppo lunga, nei miei primi anni di Internet (correva l'anno 1994) i primi scritti migravano dalle BBS (Znortlink della rete Omninet con il mitico FirstClass) ad essere ospitati nei primi siti (Sestante per tutti). Poi vennero Tripod, Geocities e Angelfire, i primi siti gratuiti ed infine la possibilità di acquistare domini e spazi web a cifre abbordabili (Aruba è stato un pioniere da questo punto di vista).&lt;br /&gt;È stato un periodo di sbronze di web: ne avevo tanti e cercavo di scrivere un po' dovunque.&lt;br /&gt;Poi vennero i blog e anche di quelli ne ho aperti un mucchio cercando di averne uno per argomento. Infine ho collegato i blog ai miei domini trovando un comodo sistema per avere una pubblicazione pratica e nello stesso tempo personalizzata sui miei siti.&lt;br /&gt;È arrivato poi il periodo dei Social Network e la mia attenzione si è rivolta a questi mezzi di comunicazione decisamente stimolanti: soprattutto, ovviamente, FaceBook e Twitter che, come si sa, hanno modalità e target differenti. Alcuni escamotage mi consentivano di trasferire i blog sui Social Network. Di SN ne sono apparsi ovunque e di tutti i tipi e credo di essermi iscritto alla maggior parte di essi senza neppur ricordarmi più della loro esistenza&lt;br /&gt;Infine è subentrata una certa stanchezza e l'inflazione di testi in rete così ho cominciato ad abbandonare molti dei miei blog e a dimenticare molti siti lasciandoli al passato. Sentivo il bisogno di avere un solo posto dove poter appuntare i miei pensierini senza dovere alimentare più contenitori. In definitiva un'area dove scrivere per me stesso e che apparisse a mio nome a prescindere dal tema e dagli argomenti di cui andavo parlando. E volevo che questo spazio fosse anche facilmente interfacciato ai principali social network.&lt;br /&gt;Così mi sono ricordato della mia iscrizione a &lt;a href="http://www.tumblr.com/" target="_blank" title="Tumblr"&gt;Tumbler&lt;/a&gt; di qualche anno fa cui non ho poi dato seguito, sia perché lo strumento era acerbo, sia perché non riuscivo ancora a capirne la dinamica. Un po' com'era accaduto con Twitter, a venire incontro alle mie difficoltà sono stati i programmi per iOS (specialmente Tumbita) e ho cominciato ad usare questo che ritengo sarà la vera riscoperta degli anni a venire.&lt;br /&gt;Accanto a Tumblr sto collaborando con due rubriche, una di &lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/prompt/"&gt;epigrammi&lt;/a&gt; e una dedicata alla &lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/"&gt;tecnologia amichevole&lt;/a&gt;, al sito &lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/" target="_blank" title=""&gt;Quotidiano Piemontese&lt;/a&gt; del mio amico Vittorio Pasteris.&lt;br /&gt;Questo IlFranti su cui sto scrivendo mi è ancora caro perché molti amici ricevono gli aggiornamenti dei miei pensierini tramite esso, altrimenti l'avrei già chiuso da tempo. Ed è per questo, cogliendo in me la stanchezza per i troppi posti da seguire su Internet che avviso con questo post proprio i miei amici che, se fra non molto non vedrete più miei pezzi sarà per una delle due ragioni: o sono morto (capita ai vivi, si dice), altrimenti è perché ho incominciato ad abbandonare tutto per passare a Tumbler dove, per la cronaca, le mie esternazioni hanno come indirizzo &lt;a href="http://enniomartignago.tumblr.com/" target="_self" title="Nomadware"&gt;enniomartignago.tumblr.com&lt;/a&gt; (sembra proprio l'indirizzo di un sito, vero), all'insegna di uno dei titoli storici a me più cari, Nomadware, che oggi ha anche un account Twitter, dopo aver chiuso i battenti su Ning passato a pagamento. Fatevi un giro da quelle parti e, se non subito fra qualche tempo, ci sarà modo di iscriversi ad una newsletter che arriverà per e-mail a tutti gli interessati.&lt;br /&gt;A presto, su Tumblr, dunque.&lt;br /&gt;Come sempre affezionatamente vostro&lt;br /&gt;Ennio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt;Aggiornamento:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt;Per ricevere per posta i miei articoli e gli appunti da Tumblr mano a mano che li pubblico…&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;…basta inserire l'indirizzo dove vuoi ricevere gli aggiornamenti nello spazio del modulo qua sotto e seguire la procedura fornita da FeedBurner di Google.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;form action="http://feedburner.google.com/fb/a/mailverify" method="post" onsubmit="window.open('http://feedburner.google.com/fb/a/mailverify?uri=Nomadware', 'popupwindow', 'scrollbars=yes,width=550,height=520');return true" style="border: 1px solid #ccc; padding: 3px; text-align: center;" target="popupwindow"&gt;Inserisci il tuo indirizzo di posta elettronica qui sotto:&lt;br /&gt;&lt;input name="email" style="width: 140px;" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="uri" type="hidden" value="Nomadware" /&gt;&lt;input name="loc" type="hidden" value="en_US" /&gt;&lt;input type="submit" value="Fai Clic" /&gt;&lt;br /&gt;Fornito da &lt;a href="http://feedburner.google.com/" target="_blank"&gt;FeedBurner&lt;/a&gt;&lt;/form&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Benvenuto!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Ennio&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-4088309250869383775?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/4088309250869383775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/sto-passando-tumblr.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4088309250869383775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4088309250869383775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/sto-passando-tumblr.html' title='Sto passando a Tumblr'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-8267721780920449839</id><published>2012-01-27T17:07:00.001+01:00</published><updated>2012-01-27T17:47:28.271+01:00</updated><title type='text'>Perché m'interessa tanto Apple</title><content type='html'>&lt;p class="post" style="margin-top: 20px; margin-right: 0px; margin-bottom: 70px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); "&gt;Da circa una ventina d’anni dò prova di un coinvolgimento smoderato nelle vicende di Apple.&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;Un umanista, uno psicologo così appassionato di tecnologie a molti amici e colleghi è sembrato strano e sono in molti a prendermi per un fanatico della mela.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ora al contrario accade che gli amici del Mac non apprezzino la vena critica spesso presente nei miei commenti e sono insoddisfatti per la scarsa attenzione di molti dettagli tecnici, quando “gli altri” lamentano proprio un eccesso di questi tecnicismi.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ho cominciato a seguire gli eventi di Cupertino poco dopo la prima uscita di scena di Steve Jobs e già allora trovavo eccezionale quello che lì veniva fatto. Questo fino a che l’eredità del gruppo fondatore non si esaurì e le varie amministrazioni non condussero questo gioiello allo sbando.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Con il ritorno di Jobs il mio entusiasmo ha cominciato a risvegliarsi, abbandonando - ma soltanto gradualmente - le critiche. Questo è avvenuto a mano a mano che Steve ha perfezionato sempre più il suo gruppo, ricostruendo un team simile a quello che costruì il Macintosh, ma senza gli errori di gioventù di allora.&amp;nbsp;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il primo grande interprete del suo pensiero è stato sicuramente il designer inglese&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=johnatan%20ive&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CDMQFjAA&amp;url=http://it.wikipedia.org/wiki/Jonathan_Ive&amp;ei=RHUgT_gYhOPhBJm69IUP&amp;usg=AFQjCNHNhfyYI9FPk_MKPUtMpSuwxpGV2A&amp;sig2=PhzEd74q5XK7Y2yYlG8Iuw"&gt;Jonathan Ive&lt;/a&gt;&amp;nbsp;con il quale nacque la coppia perfetta, dal primo iMac azzurro all’iPad e al MacBook Air.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questa squadra tradusse le visioni di Jobs sul futuro in presente.&lt;br&gt;&lt;br&gt;E arriviamo al punto: quello che mi ha sempre attratto di Apple è la meraviglia che mi coglieva quando Jobs svelava, un pezzo alla volta, la sua precisa visione del futuro.&lt;br&gt;&lt;br&gt;E quando egli concluse la sua iperbole con la rivelazione dell’iPad che sancì la fine dell’epoca del Personal Computer e del compimento delle tecnologie al servizio di quelle che chiamava le “arti liberali” ma che volevano dire la creatività e l’espansione della mente, assieme alla malinconia per la fine di una grande avventura c’era la meraviglia, appunto, di aver potuto scorgere il compimento del suo disegno.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Apple per me è stata la visione del futuro delle tecnologie a misura d’uomo (iniziata con Doug Engelbart, Alan Kay e tutto il gruppo Xerox), la dimostrazione che tutto questo poteva essere semplice come l’uovo di Colombo e che tante grandi imprese con in mano tutte le risorse non riuscivano a vedere altro che un modo per schiavizzare le persone trasformandole in automi.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L’ultima cosa che mi ha coinvolto in Apple è stato il modo geniale di organizzare il lavoro e l’innovazione; la capacità che non ha negato a nessuno di imparare come si fa a cambiare il mondo, anche se nessuno è stato al livello della loro perfezione.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma Jobs avrebbe fatto un cattivo lavoro se fosse finito con Apple: come avrebbe potuto mostrare il mondo del dopo-PC se Apple fosse stata la sola a seguirlo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Oggi le facce del diamante Apple si sono frammentate e sono state raccolte da tante imprese: Google, Facebook, Samsung, ma soprattutto con grande stupore (soprattutto grazie all’apporto del poi dimissionario Ray Ozzie) sembra che ancora una volta Microsoft abbia imparato la lezione di Jobs e questa volta si direbbe proprio bene con Windows Phone e con il prossimo Windows 8.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Assisto agli ultimi raggi che risplendono dall’eredità di Steve, come questo di un mondo di autori autoproduttori e sul serio (non come le tante buone idee senza integrazione degli esordi dell’autopubblicazione) e mi dispiace che una società così forte si attacchi alla proprietà del testo. Nonostante errori come questi continuo a guardare il futuro attraverso il lavoro del gruppo Apple, ma osservo anche quelli - non moltissimi - che proseguono su quel solco.&lt;br&gt;Al momento è impossibile prescindere da Apple per guardare a quello che sarà il rapporto fra le persone e le tecnologie creative e confidenziali.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Tuttavia, grazie al loro lavoro, la forbice fra la visione e la vista, fra il disegno del futuro e l’uso del presente è decisamente prossima all’incrocio e chissà che non nasca qualcuno che, magari usando anche questi mezzi, mostri il superamento della società capitalistica occidentale che a detta di tutti è arrivata al capolinea.&lt;br&gt;&lt;br&gt;È certo che le tecnologie sociali (come il telelavoro o la condivisione) sono un passo obbligato per arrivare a questa meta. Tuttavia questo dovrebbe prevedere un ritorno al tribale, ai potlac, al baratto a tutto quello che è open, dal software ai contenuti, ma questo non avverrà mai fino a che ci saranno persone che realizzano grandi ricchezze anche tramite lo sfruttamento della generosità e del disinteresse.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questa è però storia di altri. Per ora spero di avere solamente fatto capire perché il mio verso Apple non è tecno-fanatismo e neppure brand-fanatismo, ma casomai “visio-dipendenza”.&lt;/p&gt;&lt;p class="bottom" style="width: 770px; "&gt;&lt;font class="Apple-style-span" color="#000000"&gt;&lt;a href="http://enniomartignago.tumblr.com/post/16484277332/perche-minteressa-tanto-apple" class="time"&gt;11:27PM&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;|&amp;nbsp;&amp;nbsp; URL:&amp;nbsp;&lt;a href="http://tmblr.co/Z78mDyFMYXnK"&gt;http://tmblr.co/Z78mDyFMYXnK&lt;/a&gt;&lt;br&gt;(&lt;a href="http://enniomartignago.tumblr.com/post/16484277332/perche-minteressa-tanto-apple#disqus_thread"&gt;vedi i commenti&lt;/a&gt;)&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="clear"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="notecontainer" style="margin-top: 20px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1px; margin-left: 0px; padding-top: 1px; padding-right: 10px; padding-bottom: 10px; padding-left: 10px; "&gt;&lt;p id="disqus_thread"&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: -webkit-auto; margin-top: 5px; "&gt;&lt;a href="http://disqus.com/" class="dsq-brlink"&gt;&lt;font class="Apple-style-span" color="#000000"&gt;I commenti alimentati da&amp;nbsp;&lt;span class="logo-disqus"&gt;Disqus&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id="pagination" style="text-align: -webkit-auto; border-top-width: 3px; border-top-style: solid; border-top-color: rgb(32, 32, 32); border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: rgb(32, 32, 32); padding-top: 8px; padding-right: 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 0px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-8267721780920449839?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/8267721780920449839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/perche-m-tanto-apple.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/8267721780920449839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/8267721780920449839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/perche-m-tanto-apple.html' title='Perché m&amp;#39;interessa tanto Apple'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-7343920831913736790</id><published>2012-01-22T13:44:00.001+01:00</published><updated>2012-01-22T13:44:13.691+01:00</updated><title type='text'>Privatizzare le carceri</title><content type='html'>&lt;p&gt;&amp;nbsp;L'articolo 44 del documento sulle liberalizzazioni sembra preveda l'arrivo delle carceri private. Beh, intanto terziarizzare sta roba, dove ogni giorno di un ospite vessato e ridotto ai minimi termini ci costa più che mantenerlo in un hotel di extra-lusso, a me non pare così male: difficile fare peggio di com'è adesso! In più ad un terzo puoi chiedere delle certificazioni che lo Stato non chiederà mai a se stesso per non farsi troppo male.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oltretutto nel nostro paese quella delinquenziale potrebbe essere una risorsa economica ai livelli del turismo stesso, non fosse che la maggior parte dei delinquenti veri sia fuori e che chi sta dentro spesso lo è a torto, o perché ha messo una firma nel posto sbagliato o ha pestato i piedi a qualcuno dei delinquenti ricchi e potenti che stanno fuori.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Esiste però un rischio ulteriore: che l'occupazione carceraria aumenti la disoccupazione esterna. Poco male: le camere del lavoro e le adecco di turno potranno sempre contare su un nuovo bacino di occupazione: concorsi per posti alle carceri. I migliori entrano come carcerieri in stage semestrali gli altri come carcerati, ma per entrambi il solo stipendio sarà alloggio e vitto (pane e acqua, ovviamente).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Su FaceBook c'è chi si domanda: "e adesso che cosa facciamo?", come dire che non si può accettare sta roba. Perché è meglio quella che c'è adesso? Poi, come sempre, dipende tutto da come le fai le cose che in sé e per sé non sono a priori belle o brutte.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Facciamo dunque delle ipotesi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Prima ipotesi: le facciamo fare a francesi e tedeschi che ci trattano da colonia e ci fanno godere per i masochisti che siamo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Seconda ipotesi: seguiamo Il modello dei Paesi Bassi dove queste cose sembra funzionino bene… ma, ahimè, sarebbe troppo efficiente per il carattere italiano: finirebbe che delinquiamo tutti pur di andare a star meglio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La terza ipotesi, che le si faccia noi, è in ogni caso è da escludere: con burocrazia, tasse e soprattutto la nostra cultura del profitto sarebbe come le privatizzazioni delle aziende pubbliche, non le vorrebbe nessuno, dovremmo pagare altri incentivi di lusso e sarebbero cattedrali nel deserto come le fabbriche al sud.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'unica possibilità che rimane per tenere tutto in casa, e in fondo la più efficiente è che le faccia la 'ndrangheta che con qualche politico colluso sono in fondo quelli che portano più risultati, conoscono la cultura e sanno come parlare alla gente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sacra Corona, Camorra, Cosa Nostra avrebbero di fatto in mano il ciclo integrato (daremmo anche lavoro ai consulenti di PMl - Process Management Lifecycle): dalle risorse umane agli stabilimenti!…&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-7343920831913736790?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/7343920831913736790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/privatizzare-le-carceri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7343920831913736790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7343920831913736790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/privatizzare-le-carceri.html' title='Privatizzare le carceri'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3314882327493882262</id><published>2012-01-20T16:34:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T16:34:14.412+01:00</updated><title type='text'>Scrivere è un'avventura nuova e richiede gli strumenti giusti</title><content type='html'>&lt;p&gt;&amp;nbsp;Fino ad oggi l'autore di libri che intendesse pianificare e gestire a dovere il proprio lavoro poteva avere come riferimento un programma che si è imposto con una dura gavetta nel corso degli anni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scrivener arrivato alla seconda edizione è un programma estremamente ricco e leggero, ideale per lo scrittore tradizionale che vede come prodotto un testo stampato, ma anche un e-Book dalle caratteristiche comunque alquanto tradizionali per il layout editoriale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il programma non è particolarmente caro ed esiste per Mac da anni e da qualche tempo anche per Windows, mentre si sa che si sono messi a lavorare anche per un'edizione da iPad.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'annuncio di ieri della messa a disposizione per di più gratuita di un'applicazione Apple per produrre e-Book di altissima qualità con uno standard nuovo del formato ePub, ricco di tutta la multimedialità consentita dall'HTML5 sarà stato un colpo al cuore per i produttori di Scrivener e per i tanti imitatori che non sono mai arrivati al suo livello.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oltre a quanto detto finora, Scrivener richiede un lungo apprendistato specifico per rendere al massimo (si pensi solo al fatto che gli stili si trovano in un sotto-menu oscuro e non si chiamano neppure così ma con l'oscuro termine di "preset") ed è privo di porting in altre lingue diverse dall'inglese, mentre iBook Author è immediato, intuitivo e chiarissimo per tutti quelli che usino un qualsiasi programma iWork ed è disponibile in tutte le lingue, anche se non esiste una versione per Windows e soprattutto ancora non si parla di una per iPad.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quello dei due che arriverà per primo sui tablet, una piattaforma estremamente diffusa e comoda per scrivere dovunque con una forte sinergia con il programma per desktop (iCloud, ma anche Dropbox o Otixo) probabilmente conquisterà per qualche tempo un margine di vantaggio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tuttavia, le cose per Scrivener non vanno del tutto male, a patto che riesca a sintonizzarsi sul target residuale all'avvento di iBook Author. Intanto dovrebbe sviluppare una maggiore sinergia con Amazon, oltre che con iTunes iBook, poi dovrebbe al più presto uscire con la versione sincronizzata per iPad e infine integrare il formato ePub3.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Così facendo, potrebbe diventare un sistema agile e robusto per compilare testi corposi, molto articolati e di frequente rimaneggiamento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Queste caratteristiche non esistono nel prodotto Apple che è molto bello, ma è soprattutto un kit di montaggio multimediale per materiali eterogenei, ambiziosi, ma pesanti (il solo volume di prova pesa quasi un giga byte) e tutto sommato contenuti nella parte testuale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il target di Author è quello degli insegnanti, mentre Scrivener è per romanzieri e saggisti che ben difficilmente hanno gli strumenti o le risorse per produrre o pagare le royalty per un florilegio di materiali multimediali che spesso deflorano la purezza l testo. La maggior parte degli autori sono e rimarranno per molto tempo creatori di contenuti essenzialmente testuali: vi sfido a rende multimediale "Prolegomeni per una futura metafisica di Kant". D'altro canto in quanti lo leggono?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Diverso è il discorso per un Harry Potter: ma in quel caso ci sarebbero due prodotti, uno editoriale ed uno di "movie-book", da stage cinematografico. Avremo un domani libri-libri come i film in 2D e libri extra come i film in 3D. Nessuno prevarrà sull'altro, semplicemente coesisteranno per generi e target differenti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Attenzione però all'insegnamento della storia! Un tempo esistevano dei publisher avanzati per pubblicazioni corpose, il più importante dei quali, almeno di quelli per le piattaforme generali, si chiamava FrameMaker. E si chiama ancora così, perché Adobe che lo ha acquistato decenni fa lo ha fatto arrivare alla decima vita. Il programma era nato per i server editoriali SUN-Solaris per poi approdare all'editing popolare di Apple, dove un meno potente, ma molto più facile Page Maker di Aldus (anch'esso poi accaparrato da Adobe) lo spedì a cercar fortune in ambiente Windows (dove sopravviveva un prodotto stentato come Ventura Publishing). Adobe, dopo averlo integrato nel suo monopolio del DTP, di fatto lo ha ghettizzato nei sempre più magri confini del batch publishing, ovvero delle routine di produzione industriale automatizzata, mentre il prodotto di punta veicolato in tutte le Suite della casa è inDesign, tutto lustrini, estetica e grafica: un Photoshop delle pagine e non certo un prodotto di authoring.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco quello a cui dovrà fare attenzione Scrivener ed ecco anche quello che gli autori dovranno capire: che il software migliore è quello che va meglio per il proprio genere e i propri lettori; che facile è meglio di difficile; che mobile e stabile è meglio che solo uno dei due; che leggero è meglio di pesante; che integrato nella catena distributiva è meglio che separato; che da oggi bisogna pensare molto di più il prodotto prima di mettersi a realizzarlo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3314882327493882262?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3314882327493882262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/scrivere-e-un-nuova-e-richiede-gli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3314882327493882262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3314882327493882262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/scrivere-e-un-nuova-e-richiede-gli.html' title='Scrivere è un&amp;#39;avventura nuova e richiede gli strumenti giusti'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-151960280756544241</id><published>2012-01-19T18:06:00.001+01:00</published><updated>2012-01-19T19:17:04.814+01:00</updated><title type='text'>Andate e pubblicatene tutti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both;text-align: center"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17423.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17423.jpg" id="blogsy-1326997014514.0627" class="aligncenter" alt="" width="500" height="330"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Questa volta Apple potrebbe proprio avere assestato un nuovo colpo grosso al comparto di mercato più succulento della cultura: la formazione e la didattica e quel che è per noi più interessante è che potremmo anche non esserne tagliati fuori. Anzi, tutto declinerebbe per farci credere che la lobby editoriale italiota, se non arriva un altro golpe Levi bipartisan, con i tentativi di trovare mammasantissima alla amatriciana come Telecom e f.lli ha preso una buca dolorosissima.&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;text-align: left"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-20gen2012-04431.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-20gen2012-04431.jpg" id="blogsy-1326997014476.557" class="alignleft" alt="" width="300" height="200"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left"&gt;Già Amazon con Kindle ha dimostrato quanto poco ci voglia a far pubblicare libri a orde di autori più o meno interessanti, solo rendendosi disponibile per accettare le creazioni e metterle in catalogo.&lt;/p&gt;&lt;p class="blogsyText" style="text-align: left"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;text-align: right"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17412.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17412.jpg" id="blogsy-1326997014491.4282" class="alignright" alt="" width="180" height="240"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;p style="text-align: left"&gt;Ora Apple fornisce loro, oltre tutto questo, un ambiente, un ecosistema cloud e soprattutto un programma &lt;i&gt;iBook Author &lt;/i&gt;gratuito per risvegliare il loro appetito e la voglia di tirarsi su le maniche. Ora non c'è più bisogno, che Zanichelli, La Nuova Italia, Lemonnier e compagnia cantante, con una mancia a qualche ghost writer storcano il naso e rifiutino gli accordi con il gigante dell'MP3 e delle App: ora il professor Rossi può preparare il suo libro anche usando i copia e incolla parziali di brani di altri autori e prendere la lauta percentuale offerta dalla compagnia californiana che parla di prezzi inferiori ai 15 dollari (poco più che 10 euro) contro le vagonate di cartamoneta che ci dissanguano ad ogni ritorno dalle ferie.&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;text-align: left"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17424.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17424.jpg" id="blogsy-1326997014545.3687" class="alignleft" alt="" width="300" height="198"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.theverge.com/2012/1/19/2718646/ibooks-author-hands-on#2879838" target="_blank" title="iBook Author in diretta"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left"&gt;&lt;a href="http://www.theverge.com/2012/1/19/2718646/ibooks-author-hands-on#2879838" target="_blank" title="iBook Author in diretta"&gt;Guardate un po' qui quanto è facile scrivere un libro con il nuovo programma&lt;/a&gt; per di più gratuito di Apple e capirete perché chiunque abbia qualcosa da dire oggi non ha più scuse per lasciarlo ai posteri. E pensate alle aziende e ai manuali di istruzioni oggi "ancora in PDF" (Adobe si gratta la capoccia preoccupata più di tutti gli altri messi insieme), ai consulenti, ai corsi di formazione… a tutto quello che fa cultura e comunicazione d'impresa, in definitiva.&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;text-align: left"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17452.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17452.jpg" id="blogsy-1326997014532.1392" class="clearleft" alt="" width="855" height="600"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;text-align: center"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17453.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17453.jpg" id="blogsy-1326997014545.1501" class="aligncenter" alt="" width="855" height="600"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;text-align: center"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17433.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17433.jpg" id="blogsy-1326997014559.8748" class="aligncenter" alt="" width="902" height="596"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left"&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;text-align: left"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17462.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17462.jpg" id="blogsy-1326997014524.1375" class="alignleft" alt="" width="300" height="198"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left"&gt;E poi c'è una nuova App per iPad in grado di farci consumare corsi universitari, anche molti di quelli gratuiti. Le spocchiose università italiane che hanno fatto accordi con altri magliari della lobby per poi non concludere niente potrebbero dovere fare i conti con un e-learning oltreoceanico che al prezzo di un apprendimento linguistico oggi inevitabile renderebbero desueta l'offerta ballanzona.&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: right;"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17434.jpg" target="_blank" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17434.jpg" id="blogsy-1326997014529.7646" class="alignright" alt="" width="300" height="198"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left"&gt;E se è vero che Apple ha già stretto accordi con editori del calibro di Pearson, McGraw Hill e Houghton Mifflin Harcourt da soli in grado di soddisfare il 90 percento della richiesta didattica statunitense qui le cose, in tempi di sdegno diffuso, potrebbero farsi più radicali. Si potrebbe fra non molto, ad esempio, &lt;b&gt;esigere&lt;/b&gt;, in qualità di clienti di avere i testi a disposizione sul server della scuola per i nostri alunni tavolettizzati e che i docenti mettano insieme il loro libro di testo, normale integrazione dell'insegnamento d'aula troppo spesso evitato per delegarlo al libro di qualcun altro.&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17465.jpg" target="_blank" style="margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-17465.jpg" id="blogsy-1326997014574.048" class="clearleft" alt="" width="500" height="330"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left"&gt;Si tratta quasi sicuramente del primo dei tesoretti lasciati in eredità dal grande genio irriverente di Jobs, ma anche senza il generale, i sottotenenti hanno dimostrato di sapere cavalcare il suo insegnamento e, senza il genio della comunicazione a lasciare parlare i propri prodotti non hanno fatto meno scalpore.&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-1912.jpg" target="_blank" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-1912.jpg" id="blogsy-1326997014512.4988" class="alignleft" alt="" width="375" height="500"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left"&gt;Come previsto la nuova versione di iBook integra la multimedialità alla perfezione e con l'HTML5 diventa autonoma, leggera e alla portata di tutti gli sviluppatori di plug-in e ipertesti evoluti. Il podcast entra dentro il libro con iTunes U e ora ci sarà solo più da domandarsi chi cavalcherà per primo la nuova onda.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left"&gt;E tutto gratis… a patto, ovviamente, di possedere un Mac e possibilmente un iPad, ovviamente…&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-151960280756544241?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/151960280756544241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/andate-e-pubblicatene-tutti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/151960280756544241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/151960280756544241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/andate-e-pubblicatene-tutti.html' title='Andate e pubblicatene tutti'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3848475778081193813</id><published>2012-01-19T16:09:00.001+01:00</published><updated>2012-01-19T16:09:19.036+01:00</updated><title type='text'>Mele Brunette nella cartella</title><content type='html'>&lt;p&gt;Fra meno di un'ora Apple svelerà i suoi nuovi progetti in ambito educational. Poca attenzione è stata data sul web e sulla carta a questo evento che, invece dei soliti centri per convegni, si svolgerà al Guggenheim Museum di New York, come per indicare il preciso significato culturale degli annunci che seguiranno. La ragione di questa disattenzione sta nel fatto che la gente da Apple si attende nuovi iPhone o iPad o piuttosto Mac, ma non noiosi libri di testo, come invece sembra si tratti.&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;text-align: center"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-1459.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2012/01/wpid-Photo-19gen2012-1459.jpg" id="blogsy-1326985744669.805" class="aligncenter" alt="" width="500" height="335"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Il mercato dell'editoria scolastica dà da mangiare a molte ditte svuotando le già povere tasche delle famiglie ogni anno di cifre cospicue, essenzialmente grazie a riedizioni irrisorie ad acquisto forzato. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il settore degli e-Book scolastici in USA ha già un player di tutto rispetto in Amazon e la concorrenza di Apple non può che fargli bene. Da un lato perché può abbassare i prezzi e se i libri di testo fossero alla stregua delle App beneficierebbero di aggiornamenti più frequenti e nuove edizioni comprese nell'acquisto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dall'altro, l'indiscrezione che oggi potrebbe essere presentata una versione del noto programma di composizione musicale di Apple GarageBand tutta dentro un e-Book ci fa pensare che un grande spazio venga dedicato alla release 3 del formato ePub, con l'integrazione del codice HTML5 con tutto il suo portato multimediale che potrebbe soddisfare le aspettative di Al Gore che in questo filmato mostra quale dovrebbe essere il modo di fare cultura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel frattempo &lt;a href="http://www.wired.com/epicenter/2012/01/apple-education-jobs/?intcid=postnav" target="_blank" title="Jobs sull'educazione"&gt;Wired riesuma un'intervista&lt;/a&gt; in cui Steve Jobs fa presente che quello che non va nell'educazione (dovuto soprattutto all'ipetrofia burocratica) non può essere riparato dalle tecnologie.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; E pensare che Jobs guarda allo scenario statunitense, dove i Brunetta con i giocattoli-netboocaioli per scolari che a casa hanno tecnologie infinitamente più avanzate e le faraonicamente inutili lavagne elettroniche piazzate qua e là fanno finta di fare innovazione in realtà che ancora ignorano l'esistenza di server e wifi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La questione nodale sta nelle liberalizzazioni, da un lato, e nelle lobbies che le impediscono, dall'altro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quelle scolastiche sono fra le lobbies più potenti per estensione e l'indotto editoriale dove la mano destra lava la sinistra e tutte e due eccetera, eccetera è fra le più intoccabili. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E pensare che l'autopubblicazione iniziata da Lulu, poi dal gruppo L'Espresso, da Amazon e ora anche da Feltrinelli potrebbe consentire delle vere innovazioni negli indirizzi di studio. Ma ci penserà un'altra legge Levi bi-partisan a bloccare anche questa possibilità di liberalizzazione. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per i giovani ormai spendere soldi in consolle e videogiochi non è più un tabù nella maggior parte degli strati di popolazione: figuriamoci avere un tablet che si trova a partire dal "cento euro". &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È vero che a rinforzare il problema la lobby degli insegnanti frena per il timore di essere costretta ad apprendere qualcosa di nuovo e di andare al passo con i tempi invece di vivere di rendita per quegli studi obsoleti condotti una quarantina d'anni prima della meritata pensione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il fatto è che se anche dovesse prendere piede l'affermazione dei libri di testo, ci sarebbe subito la coda dei marpioni della spaghetti-innovazione a trasformare l'olio d'oliva in rifiuto tossico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Proprio ora che chiudo il pezzo la conferenza va ad iniziare. Seguiamola meravigliati e delusi, tanto da noi quel che propongono arriverà magari per i nostri nipoti e chissà come…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3848475778081193813?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3848475778081193813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/mele-brunette-nella-cartella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3848475778081193813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3848475778081193813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2012/01/mele-brunette-nella-cartella.html' title='Mele Brunette nella cartella'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1133637259486337866</id><published>2011-12-28T20:27:00.000+01:00</published><updated>2011-12-28T21:50:30.394+01:00</updated><title type='text'>La fine delle e-mail aziendali</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;font class="Apple-style-span" size="4"&gt;Le lettere, dalla carta al monitor&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Esistono dei protocolli Internet che hanno fatto la storia e che oggi praticamente non esistono più. In quanti si ricordano ancora del &lt;i&gt;Telnet&lt;/i&gt; che caratterizzava il modo di consultare la rete e di comunicare dei primi tempi? Quanti altri poi sanno che cos'era il &lt;i&gt;Gopher&lt;/i&gt;, il primo&amp;nbsp;"Google" e del suo client chiamato amorevolmente &lt;i&gt;Veronica&lt;/i&gt;&amp;nbsp;che costituiva la risorsa principale per entrare nelle università e negli archivi di ricercatori? Altri, come FTP o IRC, vengono ancora utilizzati anche se a sapere che esistono e a che cosa servano sono proprio in pochi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Viviamo in tempi per cui, alla terza generazione che quando dice "Vai su Internet" intende "Apri Google", sta succedendone una quarta per cui Internet sono alcuni suoi prodotti, primo fra tutti &lt;i&gt;FaceBook&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Skype&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Messenger&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Frequento la rete delle reti dal '93, assieme ai primissimi browser che si chiamavano &lt;i&gt;Mosaic&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Cello&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Lynx&lt;/i&gt; (quest'ultimo per gli ambienti a carattere come il DOS). A quei tempi la posta elettronica si prendeva in &lt;i&gt;Telnet&lt;/i&gt; o più praticamente con &lt;i&gt;Eudora&lt;/i&gt;. E stiamo parlando di neppure vent'anni fa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se risaliamo nel tempo, quando ero piccolo e per almeno trent'anni ancora, si usava la posta cartacea; anche perché la maggioranza delle persone all'epoca non aveva telefono. Allora mia madre e la sua si mandavano una lettera all'anno o poco più e la loro comunicazione, a parte la villeggiatura settembrina, finiva lì. Con i fratelli le cose erano ancora più rare e non di rado assenti. Più facondi erano i pochi colti del dopoguerra che usavano maggiormente la posta (i rapporti fra colti e analfabeti oggi si sono ribaltati anche se i colti conoscono molto meno di allora la loro lingua e il suo uso è spesso distratto, impreciso, maleducato nei confronti del destinatario).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli snob nostalgici della piuma d'oca e della carta profumata dimenticano troppo facilmente che ai tempi in cui ha cominciato a diffondersi la posta elettronica, le lettere le scrivevano al massimo i fidanzati (e la burocrazia, ovviamente) e che il postino, a parte la pubblicità, consegnava soprattutto cartoline d'estate e sotto le festività.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qualcuno poi osservò a ragione che l'e-mail ha permesso per molti un ritorno alla scrittura e nello specifico alla comunicazione scritta. Era proprio così: la gente re-imparava (e spesso apprendeva ex-novo) a scrivere e a scriversi. Per un po' di tempo, fra &lt;i&gt;BBS&lt;/i&gt; e e-mail si è riscoperto il piacere di scrivere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font class="Apple-style-span" size="4"&gt;&lt;b&gt;Messaggi in azienda&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel giro di una decina di anni la mia cassetta postale, l'&lt;i&gt;inbox&lt;/i&gt;, era piena ogni giorno di messaggi di amici noti e non di rado nuovi e sconosciuti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora di e-mail ne ricevo un'esagerazione, ma si tratta per la maggior parte di spam e comunicazioni commerciali. Da questo il disamore per questo mezzo replica in fondo quello che decenni fa aveva colpito le lettere cartacee.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In azienda le cose non sono poi così diverse, anche se si verificano con lo stesso ritardo con cui sono iniziate: dalle mie prime e-mail private a quelle aziendali ufficiali sono passati circa 7 anni. Da quando è iniziato il grosso fenomeno dello spam ad oggi che il cattivo uso della posta elettronica in azienda ha reso la stessa inefficiente, rallentando le attività invece di facilitarle, e quindi una forma di spam autorizzata, stanno per passare gli stessi anni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I vizi della posta elettronica aziendale sono moltissimi: a partire dagli inoltri spietati e dalle copie per conoscenza a livello esponenziale, di una continua catena di sant'Antonio, per proseguire con la superficialità con cui si allegano documentazioni senza valore per gran parte degli interessati senza fare il benché minimo sforzo per sintetizzare il contenuto o fornire un contributo personale sullo stesso che porta il destinatario ad ignorarlo, finendo con l'impossibilità di gestire gli archivi documentali che sono passati dal &lt;i&gt;file system&lt;/i&gt; (le cartelle sul disco) all'&lt;i&gt;inbox&lt;/i&gt; sempre più difficile da consultare o da permettere ricerche.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello che sta accadendo nel mondo per così dire "consumer", il passaggio a delle piattaforme integrate al posto dei protocolli separati, è tutto sommato un ritorno al passato. Le prime esperienze di comunicazione elettronica, a parte i membri delle università, avevano luogo nelle BBS (&lt;i&gt;Bullettin Board System&lt;/i&gt; da noi ribattezzate "bacheche elettroniche") che già allora svolgevano buona parte dei servizi forniti da &lt;i&gt;Facebook&lt;/i&gt; e similari in maniera volontaristica e del tutto economica anche se allora non ci si poneva problemi di privacy (il mondo era più semplice allora).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;font class="Apple-style-span" size="4"&gt;&lt;b&gt;Le BBS in azienda&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;Bisogna dunque rassegnarci a rinunciare alle e-mail in azienda? Proprio ora che eravamo riusciti ad insegnare ad usarla? Il fatto è che l'abbiamo insegnato male: da un lato, si intasano le caselle di tutti e si fa perdere un gran tempo agli impiegati con la comunicazione verticale; dall'altro, chiunque abbia sperimentato l'esperienza di porre quesiti alle aziende tramite e-mail, sa che dopo aver atteso inutilmente risposta, dalla volta dopo ha imparato ad insistere al telefono. Il fatto è che anche che gli utilizzatori maneggiandola impropriamente hanno customizzato la posta elettronica stessa, trasformandola&amp;nbsp;spontaneamente&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); "&gt;in un mezzo di gruppo e di condivisione (proprio tramite CC, BCC, inoltri, citazioni, allegati condivisi…).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eppure, nonostante questo adattamento spontaneistico, bisogna prepararsi ad una faticosissima separazione: separarsi dalle abitudini è così difficile che si dice che dopo che hai sciolto la fune che lo lega al palo, l'asino continua a camminare in tondo, calpestando il solco fatto negli anni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché mai allora dovremmo passare ai wiki, ai social network, al messaging, al pairing e al micro-blogging?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le risposte principali sono di due tipi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La prima è che si tratta dell'evoluzione delle Intranet e della comunicazione interna nel senso della collaborazione e della destrutturazione organizzativa e gerarchica con una spiccata inclinazione alla condivisione delle conoscenze, dell'apprendimento, dell'innovazione e soprattutto dei processi e del workflow.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La seconda e più importante è l'accorciamento delle distanze fra cliente e dipendente e dal trasferimento di una mutua appartenenza, al punto che il cliente potrà diventare il migliore collaboratore dell'azienda (come preconizzato una dozzina d'anni fa da David Siegel in &lt;i&gt;Futurizza la tua impresa&lt;/i&gt;) e il dipendente sarà sempre meno burocratico e sempre più fornitore di servizio o consulente. Aziende all'avanguardia come Apple praticano questa filosofia addirittura da prima che esistesse Internet; non poche delle ditte nostrane falliranno prima di aver capito come questo principio può funzionare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bisogna però evitare di ripetere gli errori del passato: il passaggio alle piattaforme va accompagnato, va insegnato non solo nei tecnicismi dei menu e dei comandi, ma nei modelli di comportamento e di organizzazione. Un paziente lavoro che richiede, non settimane o mesi, ma anni per essere condotto in porto e quindi impone di accorciare i tempi e di cominciare subito prima che sia troppo tardi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando si avrà imparato ad usare correttamente le piattaforme e dopo che avremo abbandonato la posta elettronica con il suo spam, allora sarà il momento in cui si riprenderà ad utilizzarla, questa volta per farci le cose per cui funziona meglio, ovvero le stesse per cui un tempo si ricorreva a carta, busta e francobollo (forse si dovrebbe far pagare un francobollo ad ogni invio per spingere le persone a fare un uso più saggio del mezzo).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'organizzazione deve imparare a condividere fino a che la condivisione non insegnerà alle persone quale sia l'organizzazione più efficace, azienda per azienda, istituzione per istituzione: il cambiamento trasforma chi cambia in un modo inedito, diverso da quello pianificato, una sorpresa dei nuovi tempi che può nascere dalla palude e dalla nebbia che si diceva non avere fine.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1133637259486337866?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1133637259486337866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/12/la-fine-delle-e-mail-aziendali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1133637259486337866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1133637259486337866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/12/la-fine-delle-e-mail-aziendali.html' title='La fine delle e-mail aziendali'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-5245232411784429091</id><published>2011-12-02T21:11:00.001+01:00</published><updated>2011-12-02T21:21:10.844+01:00</updated><title type='text'>Il portale sostenibile</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.lulu.com/product/ebook/il-portale-sostenibile/18717985/thumbnail/320" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="320" width="226" src="http://static.lulu.com/product/ebook/il-portale-sostenibile/18717985/thumbnail/320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ripensare il portale web oggi, nell’era del wiki, della condivisione e della collaborazione innovativa, con parole quotidiane scevre da effetti speciali ipertecnologici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gran parte delle società e delle istituzioni hanno già dei loro siti. Quindi si fanno soprattutto modifiche o nuove release di siti per proseguire un discorso già iniziato da poco o da molto tempo. Quella che avete fra le mani è una guida turistica che vi dice: “lasciate pure le cose come stanno, ma trovate un altro modo per farle funzionare”. Il più delle volte non si tratta di aggiungere, ma di tagliare, di semplificare indirizzando ad obiettivi strategici e collaborativi, incitando alla creatività e all’intelligenza, all’innovazione saggia da perseguire con temperanza. Il portale come il punto di partenza di incalzanti e innumerevoli circoli virtuosi per discorsi infiniti nella semplicità quasi frugale di un ritorno alla convivialità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.lulu.com/product/ebook/il-portale-sostenibile/18717985"&gt;E-Book disponibile su lulu.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Corso%20Regio%20Parco,Torino,Italia%4045.090135%2C7.715972&amp;z=10'&gt;Corso Regio Parco,Torino,Italia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-5245232411784429091?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/5245232411784429091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/12/il-portale-sostenibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5245232411784429091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5245232411784429091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/12/il-portale-sostenibile.html' title='Il portale sostenibile'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-6214303755106053859</id><published>2011-10-11T00:13:00.001+02:00</published><updated>2011-10-11T00:13:01.801+02:00</updated><title type='text'>Jobs non fu un genio</title><content type='html'>La parola più abusata dalla scomparsa di Jobs è stata "genio". Ma a ben guardare i geni della storia diretta e indiretta di Apple sono stati ben altri. &lt;br /&gt;Intanto Wozniak che senza saperlo inventò il computer personale; poi Engelbart, Key e tutto lo Xerox Park che senza saperlo inventarono tutta l'informatica per come hanno imparato a conoscerla i nostri figli; Ian Raskin che senza riconoscerlo inventò il Macintosh o Jonathan Ive che pensando solo al bello inventò le forme di Apple per come ci hanno sedotto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di geni Apple si può dire che non ha mai fatto a meno: ne ha passati decine se non centinaia, migliaia se aggiungiamo presunti geni come Stallman, che nella loro vita non hanno saputo fare che parole e stupidaggini, ma Steve Jobs non era fra questi. Di quelli come lui i nostri anni - non solo Apple o le tecnologie - ne ha avuto solo uno. E il nome che merita è un altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Con tutte le sue ragioni e i suoi torti Steve Paul Jobs è stato un &lt;b&gt;&lt;i&gt;Profeta&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. &lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come Mosé o come Maometto vedevano il senso della creazione e sapevano essere la voce del loro Dio e soprattutto sapevano fare vedere e capire il suo disegno agli uomini semplici dei loro tempi, così Jobs seppe mostrare il futuro all'incrocio dell'arte libera e del potere tecnologico e soprattutto mettercelo in mano e farcelo usare come il fatto più spontaneo e luminoso che potesse esserci per noi. Come canta Jovanotti "ogni cosa è illuminata, ogni cosa nel suo raggio è in divenire". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è stato il profeta Steve, questo ci ha regalato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non chiamiamolo più genio, ma &lt;i&gt;Profeta&lt;/i&gt;: questo sarà per sempre il nome con cui dovremo ricordarlo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iPhone&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-6214303755106053859?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/6214303755106053859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/10/jobs-non-fu-un-genio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6214303755106053859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6214303755106053859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/10/jobs-non-fu-un-genio.html' title='Jobs non fu un genio'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1372023480343237017</id><published>2011-07-26T11:35:00.001+02:00</published><updated>2011-07-26T11:36:40.333+02:00</updated><title type='text'>Oltre il mito del controllo</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; "&gt;&lt;div class="mbl notesBlogText clearfix" style="margin-bottom: 20px; display: block; zoom: 1; font-size: 11px; line-height: 1.5em; word-wrap: break-word; "&gt;&lt;div&gt;&lt;blockquote style="border-left-width: 5px; border-left-style: solid; border-left-color: rgb(221, 221, 221); margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 15px; padding-bottom: 0px; padding-left: 15px; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="photo_left" style="clear: left; float: left; padding-top: 2px; padding-right: 10px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; max-width: 180px; "&gt;&lt;img class="photo_img img" src="http://photos-e.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/248478_257330907626795_194814940545059_1110400_5543215_a.jpg" alt="" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; max-width: 493px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; " /&gt;&lt;span class="caption"&gt;L'Oltreuomo (Viaggiatore al di sopra del mare delle nuvole, 1818 circa, Caspar David Friedrich, Amburgo, Kunsthalle, Olio su tela&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;"E da ultimo c’è la morte. È comprensibile che in una civiltà che separa la mente dal corpo, si debba o cercare di dimenticare la morte o costruire mitologie sulla sopravvivenza della mente trascendente. Ma se la mente è immanente non solo nei canali d’informazione ubicati dentro il corpo, ma anche nei canali esterni, allora la morte assume un aspetto diverso. Il ganglio individuale di canali che io chiamo ’me’ non è più così prezioso perché quel ganglio è solo una parte di una mente più vasta. Le idee che sembravano essere me possono anche diventare immanenti in voi. Possano esse sopravvivere - se sono vere.&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;dal libro di Bateson: "Verso un’ecologia della mente", Adelphi, pag. 484)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;strong&gt;La genesi scientifico-linguistica delle pratiche di controllo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Viviamo una vita improntata sul predominio del &lt;em&gt;Significato&lt;/em&gt;, ma anche sulla strumentalizzazione del &lt;em&gt;Significante&lt;/em&gt;. La dialettica tutta saussuriana che vede i due quasi momenti dell’espressione quasi in opposizione, in questi anni più che mai rivela come dominino due aree di governo del tutto complementari e profondamente affini.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Quella del Significato da intendere come “contenuto”, obiettivo finale del discorso che l’ermeneutica ha impoverito della sua univocità: “quello che si dice” non ha una sola possibile interpretazione, anzi sempre più spesso perde di credibilità (pensiamo al contenuto dei messaggi politici ed economici nei nostri giorni).&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Allo scarto fra verità ed apparenza che abbiamo visto essere nel regno del significato fa da contraltare quello tutto formale dell’apparenza del significante, dove a detrimento della sacralità del simbolo, originariamente inteso come la concentrazione di più pensieri in una forma in grado di contenere molteplici discorsi e filoni interpretativi, oggi è l'espressione di un relativismo improntato, non dagli approcci teorici, ma dalla moda intesa come tendenza di comportamento e influenzamento dalle opportunità offerte di soddisfare piaceri e compiacimento personale.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;In un simile contesto diventa difficile sostenere che il &lt;em&gt;setting&lt;/em&gt; terapeutico possa essere portatore di univocità interpretativa come hanno da tempo più o meno direttamente sostenuto la maggior parte degli approcci, da quello psicanalitico a quelli cognitivi.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Bene o male queste strade si basavano sulla verifica della &lt;em&gt;concomitanza fra il livello di realtà e quello della rappresentazione dell’individuo&lt;/em&gt;. Apparentemente decontestualizzati dai riferimenti moralistici, la maggior parte delle psicoterapie non ha potuto evitare, nel momento in cui si trova ad esprimere una valutazione sullo scarto fra realtà e rappresentazione, di esprimere giudizi o comunque valutazioni in termini di critica della correttezza esistente in questo scarto: “Tu ti vedi così, ma in realtà sei cosà. Fai le cose in questo modo, ma dovresti farle in quest’altro. Se fai così allora sei uno cosà”.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Questo atteggiamento frequentemente declina in una sentenza diagnostica, un meccanismo di&lt;em&gt;labeling&lt;/em&gt;, di etichettatura o di stigma (per usare i termini di Goffman): “Sei un depresso, sei un border-line…!”&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;In questi casi il significante è estremamente strumentale: la parola non determina una “cosa” e neppure un “concetto” o una “categoria” (nel senso kantiano), ma una procedura, una configurazione di connotazioni definitorie.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Per semplificare, possiamo immaginare che sia come in campo medico, dove c’è una differenza fra delle macchie sulla pelle, il morbillo e la sindrome psorica: il primo è un “oggetto” dai correlati fisici, il secondo un nesso causale fra oggetto e agente (il virus del morbillo), mentre  il terzo è una concomitanza di fenomeni selezionati a cui gli osservatori attribuiscono delle affinità e una comunanza di valore quasi statistico e comunque decisamente arbitrario.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Nel campo della sofferenza psicologia dai medici definita cacofonicamente psicopatologia ci si muove decisamente nell’ultimo ambito, in quanto non esistono oggetti circoscritti con un rapporto uno a uno fra cosa e parola e neppure fattori eziogenetici univoci. Questo vuol dire che potremmo creare tante sindromi quante sono le fenomenologie selezionabili e collazionabili sotto un unico termine da un osservatore con potere significante.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Ancora una volta, la superstizione su cui muovono queste prassi di potere “scientifico” è quella di potere esercitare un controllo sull’evento clinico o banalmente comportamentale. Di fatto per parlare di scienza occorre, seguendo il protocollo galileiano, potere riscontrare la ripetitibilità dei fenomeni e soprattutto la capacità preditiva, oppure, sotto il profilo popperiano, essere suscettibile di falsificazione del modello di spiegazione. E non è questo il caso. Si può quindi parlare più di “sapere” che di “scienza”, dove con il primo termine si intende una pratica di potere, come viene fatto dire al Nietzsche di Foucault che “Il sapere non è fatto per conoscere, ma per prendere posizione”.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;strong&gt;Il Bisogno di Controllo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Fra la &lt;em&gt;macchina significante&lt;/em&gt; (Lacan) del modello medicale psicopatologico, dal quale non sono esenti pratiche varie a partire proprio dalla stessa psicanalisi, e l’ipnosi ericsoniana sotto il profilo della gestione del potere passa un vero e proprio oceano.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Nonostante questa differenza, neppure Erickson è esente da meccanismi di giudizio decisamente forti. Ne sono esempi i seminari curati da Jay Haley dai quali escono fuori delle visioni spesso convenzionali sugli indirizzi insiti nell’individuo e nella coppia, quasi che avessero un valore universale che invece anche solo sotto il profilo antropologico sono facilmente smentibili. Tuttavia, fra l’esercizio del potere di una diagnosi dell’apparato stigmatizzante della psicopatologia medica e quella dell’uomo comune di Erickson, sul piano dell’onestà c’è un’enorme differenza a favore di quest’ultimo.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Il &lt;em&gt;pensiero debole&lt;/em&gt; dell’ermeneutica della fine del secolo scorso e ancora di più il modello di &lt;em&gt;società liquida&lt;/em&gt; descritto più recentemente da Bauman hanno da tempo attutito la zampata dell’orso terapeutica a vantaggio di pratiche più fluide, provvisorie, flessibili, deboli, paritetiche…&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;È anche vero, tuttavia, che la richiesta di diagnosi forti sta tornando imperiosa spesso da parte degli stessi clienti che sentono il bisogno di trovare un termine univoco per quello che si trovano a vivere, evitando che assuma i connotati sfuggenti che tutto sembra dover presentare in questo cambio di millennio. La gente vuole dare un nome a quello che prova e pensare che quelli che glielo danno almeno conoscano di che cosa si tratta: “Se anche devo morire è fondamentale che sappia di che cosa”, è l'autoritario e saccentemente presuntuoso modello dei telefilm del dr. House. È, cioè,&lt;em&gt; il paziente stesso che spesso richiede un controllo&lt;/em&gt;, l’esercizio di una polizia delle emozioni che eserciti un’autorità di contenimento sull’esperienza vissuta.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Dall’altro lato, &lt;em&gt;il terapeuta sente il bisogno di un apparato di significazione&lt;/em&gt; nel proprio bagaglio professionale per potere esercitare l’autorevolezza che gli permette di essere credibile e di fatturare per una prestazione fondata sulla certificabilità anche se del tutto soltanto letteraria (tanto le sfumature il cliente non le conosce). Anche il docente, il formatore, l’insegnante di materiali psicologici sente il bisogno di esercitare questo controllo garantito proprio dall’apparato significante fornito da vere e proprie metafore scientifiche. È il caso del connubio fra psicologie e neuroscienze, come dice la testata della rivista, fra “&lt;em&gt;Mente e Cervello&lt;/em&gt;”, dove la mente è un fenomeno concettuale filosofico e psicologico, mentre il cervello è l’oggetto studiato dai causalisti anatomo-fisiologici. Questo mix è del tutto aporetico perché due modelli in profondo conflitto di moventi, di metodi e di approdo come la fenomenologia e il causalismo non possono essere fatti incontrare per poi dire che sono la stessa cosa.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;strong&gt;Dal controllo alla transe&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Insomma, esiste una scelta politica di fondo che chi esercita una pratica di aiuto, sia essa terapeutica o di counseling, deve agire &lt;em&gt;a monte&lt;/em&gt; del proprio operato nei confronti del paradigma del controllo.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Scegliere sei vuole costruire una storia con un suo sviluppo e una sua morale &lt;strong&gt;assieme &lt;/strong&gt;al cliente/paziente o se si vuole attribuire un significato deterministico all’esperienza dell’altro. La prima strada è certamente più impegnativa e gravata dalle incertezze esistenzialiste, laddove la seconda è certa, autorevole, quanto arbitraria e autoritaria.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Una prima via democratica, come accennavamo, è quella delle &lt;em&gt;pratiche non direttive&lt;/em&gt;, dalla terapia del counseling orientato al cliente di Carl Rogers, alla pratica dei costrutti personali di George Kelly, fino all’ipnosi non direttiva di Milton Erickson.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Una seconda strada è quella del modello della &lt;em&gt;black box&lt;/em&gt; tipico, sia della fenomenologia sistemica e della terapia della famiglia dall’MRI in poi, che della NLP, la programmazione neurolinguistica tutte legate dalla teoria autopoietica e costruttivista. Questi approcci si fondano sull’&lt;em&gt;ignoranza programmatica operativa&lt;/em&gt; a proposito dei contenuti dell’altro.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Tacciata per questo, soprattutto dai contenutisti come gli psicanalitici, di superficialità, per i suoi sostenitori è piuttosto una pratica di libertà, di rispetto del mondo, dei valori e dei significati dell’altro. Anche in questo approccio esiste una qualche forma di controllo nella gestione del setting che prevede comunque un certo esercizio della valutazione e del giudizio. In questo caso, infatti, io, fornitore d’aiuto, non devo per questo fatto arrogarmi il potere di attribuire un significato, di valutare e in ultima analisi di giudicare o etichettare la persona che viene da me. Lavoro solo sulle sue (il Bilancoamento Dinamico parlerebbe delle "&lt;em&gt;nostre&lt;/em&gt;") modalità in funzione di un &lt;em&gt;cambiamento adattivo il più vicino possibile alla richiesta&lt;/em&gt; che mi viene espressa.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Spesso la trasformazione, soprattutto quando felicemente riuscita, può non venire neppure percepita dal destinatario se non per una progressivo &lt;em&gt;venire a mancare della domanda di terapia&lt;/em&gt;. È molto frequente la debole attribuzione al terapeuta o al counselor dell’efficacia, spesso riconosciuta al cliente stesso, a fattori ambientali o al caso. Queste pratiche usano il controllo esclusivamente sull’apparato tecnico e sugli utensili metodologici di natura frequentemente strategica utilizzati dal counselor.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Esiste infine una terza via che, pur sviluppandosi sul solco delle due strade appena presentate, dilata ulteriormente l’apporto del terapeuta. È un approccio che si fonda sulla &lt;em&gt;condivisione degli stati di conoscenza messi in atto nel setting&lt;/em&gt;, anche se in questo possono venire evocati paradigmi del tutto eterogenei. Gli strumenti sono intercambiabili ed eclettici come pure le teorie di riferimento che da metro di giudizio diventano tecniche, utensili, rinnegabili nel momento stesso della loro affermazione.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;La dilatazione e la contrazione dello stato di coscienza e la delega della funzione di attore terapeutico ad un’egida assente, sia essa l’inconscio, uno spirito guida, presenze angeliche, sia come oggetto di credenza, sia come puro e semplice stratagemma retorico sono le caratteristiche portanti di questo approccio utilizzato da consulenti che il più delle volte fanno riferimento a pratiche esoteriche o new age, sistematizzato e teorizzato dal&lt;em&gt; Bilanciamento Dinamico (DBM)&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;In questo caso il paradigma del controllo ha decisamente abdicato la propria funzione al punto, non solo di scomparire, ma persino di essere manipolato apertamente e dichiaratamente “Ti dico che è così, ma non lo so: penso solo possa essere utile farlo, ma se non ci convince possiamo fare esattamente l’opposto. L’importante è che riusciamo a sostenere una relazione soddisfacente e proficua che prosegue al di là del termine della seduta e dell’uscita dal setting”.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Il terapeuta&lt;em&gt; ignora le origini, se ne frega della verità e sa che non esiste una sola realtà univoca&lt;/em&gt;. A lui non importa se il cliente tornerà e come andrà a finire, anche quando propone un percorso o invita a un ritorno. Confida ardentemente sul destino che guida gli incontri e le separazioni. &lt;em&gt;Il percorso terapeutico è aleatorio&lt;/em&gt;, un costruirsi di senso da percorsi stocastici, come le forme scaturite nei cieli dai voli degli storni. Ma non è inconsistente e apparente, non è puro significante: si esprime al meglio nel concetto di &lt;em&gt;mindfullness&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;La pienezza di un’esperienza fondata sui &lt;em&gt;movimenti della coscienza in accoppiamento strutturale&lt;/em&gt; tipica della relazione di aiuto, carica di autorevolezza, quanto del tutto scevra di autorità e di procedure di controllo sono le caratteristiche di questa strada che porta ad una &lt;em&gt;relazione d’aiuto scalza&lt;/em&gt;, il cui svantaggio principale è il rischio di non essere certificata e quindi di essere oggetto di facile appropriazione indebita, come tutte le forme di democrazia, che più si fanno avanzate più sono fragili e possono far conto solo sull’onestà e sull’integrità di chi la esercita e di chi ne beneficia. Una strada insomma che richiede la maturità e la saggezza cui saremo costretti ad approdare in questo terzo millennio, se non vogliamo che l’intera specie umana scompaia meritatamente.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;È la via terapeutica dello Zarathustra di Nietzsche, “una corda tesa fra l’animale e il superuomo, una corda sopra un abisso”; quello della coscienza che sta fra noi e la mente dell’universo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1372023480343237017?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1372023480343237017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/07/oltre-il-mito-del-controllo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1372023480343237017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1372023480343237017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/07/oltre-il-mito-del-controllo.html' title='Oltre il mito del controllo'/><author><name>Ennio Mobile</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02464778651979580292</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3779211699138225264</id><published>2011-07-18T09:44:00.004+02:00</published><updated>2011-07-18T11:03:03.158+02:00</updated><title type='text'>"Casta": L'Italia peggiore siete voi!</title><content type='html'>C'è da domandarsi come possano marci gabellatori come il &lt;i&gt;venexiano a Roma&lt;/i&gt;, ma anche l'ipocrita &lt;i&gt;Agrippa meneghino&lt;/i&gt; dare lezioni di morale e d'onestà in giro quando il puzzo di lercio emana dal palazzo più soffocante che l'intera spazzatura partenopea!!!&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://speciali.rdbcub.it/uploads/pics/brunetta_albertone_02.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 346px; height: 416px;" src="http://speciali.rdbcub.it/uploads/pics/brunetta_albertone_02.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che i boiardi capitolini fossero una casta &lt;a href="http://www.amazon.it/casta-politici-italiani-continuano-intoccabili/dp/881702791X/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;amp;qid=1310975382&amp;amp;sr=8-1"&gt;è cosa nota da tempo&lt;/a&gt;. Che ci fosse il marcio &lt;a href="http://tv.liquida.it/focus/2011/03/17/le-iene-l-ignoranza-dei-politici-italiani-sull-unita-d-italia-e-il-17-marzo/"&gt;dell'ignoranza&lt;/a&gt; e la &lt;a href="http://www.crimeblog.it/post/815/droga-in-parlamento-le-iene-condannate-anche-in-cassazione"&gt;falsa coscienza del moralismo del tossico&lt;/a&gt; o del fedifrago virtuoso lo si è mostrato a piene mani. Che la rappresentatività indiretta fosse una forma di &lt;a href="http://www.amazon.it/Sudditi-Manifesto-contro-democrazia-grilli/dp/8831784129/ref=sr_1_2?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1310976040&amp;amp;sr=1-2"&gt;oligarchia dispotica mascherata da fantomatica democrazia&lt;/a&gt; non è stato mai abbastanza ripetuto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A questa consapevolezza di fondo si aggiungono &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/11_luglio_17/casta-facebook-montecitorio_7c326726-b054-11e0-b0ea-f35f7bc4068c.shtml"&gt;i fioretti provenienti da un vendicativo rappresentante della vessatissima quanto dilagante categoria dei precari&lt;/a&gt;: &lt;i&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/pages/I-segreti-della-casta-di-Montecitorio/232643153433351?sk=wall"&gt;SpiderTruman&lt;/a&gt; (Link a &lt;a href="https://www.facebook.com/pages/I-segreti-della-casta-di-Montecitorio/232643153433351"&gt;Facebook&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://isegretidellacasta.blogspot.com/"&gt;Blogger&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://twitter.com/#!/SpiderTruman"&gt;Twitter&lt;/a&gt;)&lt;/i&gt;. Truman difficilmente ha a che fare con il presidente americano o con lo scrittore Capote e Spider non centra con le macchine veloci, ma con il ragno, forse marveliano, ma anche solo aracnoide. Dalla figura retorica esce una realtà fittizia come il Truman Show di cinematografica memoria, dove il nostro faceva un vita fasulla fatto convinto di vivere nel migliore dei mondi possibili, mentre dietro ogni angolo si nascondeva menzogna e squallore; ragno anche perché si infila negli interstizi del palazzaccio dove la Società che pubblicizza di parlare un'Italia migliore non dovrebbe mai fare arrivare la corrente elettrica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ladri che accusano ignoti dei propri stessi furti, prebende su tutto, dai cellulari ai viaggi, estese a parenti e amici con pié di lista esorbitanti dove è impossibile non immaginare una complicità sul ricavato…&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un quadro che ricama sui dettagli lasciandoci fantasticare sul fatto che &lt;b&gt;di dettagli ce ne possono essere un'infinità&lt;/b&gt; in tutti gli angoli del palazzaccio dove qualche ragno riesce a intrufolarsi finché non arriverà la ciabatta del corrotto a spiaccicarlo nell'indifferenza generale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se questi sono i precari, caro Venexiano a Roma, a fronte della tua stupida boutade sono loro a dimostrarti senza timore di smentite o di abbagli che inequivocabilmente "Siete VOI quell'Italia peggiore".&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.liboriobutera.com/wp-content/uploads/2010/12/Brunetta.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 306px; height: 470px;" src="http://www.liboriobutera.com/wp-content/uploads/2010/12/Brunetta.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;L'Italia peggiore siete Voi! Voi! Voi!&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;…e quel che resta di sano in questo paese non può far altro ormai che girarvi le spalle e, proprio come il "brunettide offeso", uscire dal palazzo una volta per tutte, ma non per salire sull'Aventino: per chiudervi dentro una volta per tutte, spedirvi nell'inceneritore assieme al vostro fetore e ricominciare finalmente da capo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;Puliti, finalmente!&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3779211699138225264?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3779211699138225264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/07/casta-litalia-peggiore-siete-voi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3779211699138225264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3779211699138225264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/07/casta-litalia-peggiore-siete-voi.html' title='&quot;Casta&quot;: L&apos;Italia peggiore siete voi!'/><author><name>Ennio Mobile</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02464778651979580292</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-7145763346773369159</id><published>2011-07-17T17:51:00.003+02:00</published><updated>2011-07-17T18:14:34.086+02:00</updated><title type='text'>Pareto e la povertà degli italiani</title><content type='html'>La cosiddetta legge di Pareto, nelle sue interpretazioni, recita che l'80% delle ricchezze è in mano al 20% della popolazione (e che l'80% della povertà è concentrato nel 20% delle persone), ma anche che l'80% delle attività pregiate viene realizzato dal 20% della popolazione lavorativa. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sarebbe potuto anche stare, se almeno il primo 20% avesse un qualche rapporto con il secondo: invece il 20% che innova, che produce, che cambia, che dice la verità, che crede nelle persone… per l'80% della popolazione fa parte dell'80% che viene derubato dal 20% dei disonesti che hanno l'80% della ricchezza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è demagogia; è matematico, perché &lt;b&gt;nessun onesto che si possa veramente ritenere tale può permanere con la coscienza pulita in quel primo privilegiato 20%&lt;/b&gt;. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Purtroppo è anche vero che il 20% della popolazione esercita l'80% del potere, dell'arroganza e della violenza, ma…&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;…ma è vero anche che il 20% della popolazione ha fatto l'80% della rivoluzione francese, dove il 20% aristocratico che a suo tempo aveva l'80% delle ricchezze ha nutrito con le proprie teste l'80% del prodotto della ghigliottina.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-7145763346773369159?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/7145763346773369159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/07/pareto-e-la-poverta-degli-italiani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7145763346773369159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7145763346773369159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/07/pareto-e-la-poverta-degli-italiani.html' title='Pareto e la povertà degli italiani'/><author><name>Ennio Mobile</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02464778651979580292</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-7383168186721479101</id><published>2011-06-19T14:50:00.001+02:00</published><updated>2011-06-19T14:58:22.234+02:00</updated><title type='text'>Il Bosone di Dick</title><content type='html'>Molte, troppe concomitanze ci fanno osservare come questo fine di civiltà possa essere caratterizzato dall'accelerazione. L'acceleratore di particelle che dovrebbe portarci alla manifestazione del cosiddetto Bosone di Dio diventa il simbolo stesso di questa dinamica. Prima Barbault che descrisse la grande congiunzione che, iniziata negli anni '80 e in procinto di chiudersi nel 2012 e poi più di chiunque altro chiara e spietatamente logica, Lisa Morpurgo vide l'accelerazione dei cicli planetari passare dalla velocità di Mercurio, gli anni in cui scriveva, a quella repentina lunare verso un rivolgimento del sistema stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dovessimo usare una metafora, sarebbe quella di un uragano, un ciclone che si vede proiettati dentro il suo occhio attraverso il vortice a spirale sempre più veloce. È un po' quanto accade alle particelle che nella pista del CERN devono essere portate a velocità di rottura strutturale per dar vita a quella che René Thom chiamava catastrofe strutturale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversamente dal linguaggio comune, in matematica la catastrofe è una trasformazione della struttura in maniera discontinua rispetto agli stati del suo cambiamento precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come un nastro di Möbius, ad un certo punto e senza gradualità quello che è interno si ribalta, come una federa da dentro a fuori, e diviene esterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra realtà potrebbe, come in un racconto di Phil Dick, non farci neppure rendere conto del cambiamento e ribaltarsi nella parallela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza neppure accorgercene ci troveremmo improvvisamente e angosciosamente estranei a noi stessi. Dobbiamo conservare in noi stessi la spiegazione di questa possibilità, la chiara mente, la bodhicitta che ci permette di essere presenti nella continuità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altrimenti non ci rimane altro destino che un'anomia eonica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-7383168186721479101?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/7383168186721479101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/06/il-bosone-di-dick.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7383168186721479101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7383168186721479101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/06/il-bosone-di-dick.html' title='Il Bosone di Dick'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-6370630917018573122</id><published>2011-06-13T20:49:00.001+02:00</published><updated>2011-06-13T20:49:08.524+02:00</updated><title type='text'>Il Windows che verrà</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/06/20110613-072156.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/06/20110613-072156.jpg" alt="20110613-072156.jpg" class="alignnone size-full" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A fronte di un'eccitazione diffusa per quello che ci ha fatto vedere con la nuova interfaccia per Windows 8, Microsoft ha gettato nello sconcerto, nella rabbia furiosa e talora nella disperazione intere orde di sviluppatori certificati che per arrivare dove sono arrivati hanno speso fior di quattrini e anni e anni di gavetta quando ha fatto loro sapere che tutto quello che hanno imparato e comprato potranno buttarlo nel… cestino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Windows 8, infatti avra delle librerie (chiamiamole pure API) tutte nuove e userà dei linguaggi meno potenti ma piu universali (sulla falsa riga del WebOS di Palm) come JavaScript e soprattutto HTML5.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/06/20110613-073302.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/06/20110613-073302.jpg" alt="20110613-073302.jpg" class="alignnone size-full" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quest'ultimo è diventato famoso soprattutto da che Jobs lo ha indicato come il successore di quel Flash di Adobe che Apple ha sbattuto fuori dalla porta dei suoi iPhone e soprattutto iPad. Si tratta di un linguaggio per gestire i contenuti multimediali nei siti, ma nessuno vieta di usarlo come linguaggio di programmazione e Microsoft in Win8 lo ha scelto per la gestione dell'interfaccia così innovativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello a cui un tale cambiamento ci deve fare riflettere non è tanto quello che dovranno fare gli sviluppatori per programmare su Win8, ma piuttosto se Win8 sarà veramente il successore di Seven.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per farla breve basta tornare a dieci anni fa: verso il 2000 di Windows ce n'erano almeno 3: il più famoso si chiamava '95, poi '98 e successivamente SE ed era destinato ail'utilizzatore residenziale; poi c'era NT, particolarmente robusto, attrezzato per essere installato nei sistemi aziendali, dai server alle workstation; infine c'era Windows CE (poi Mobile) dedicato ai telefoni mobili, ma nato soprattutto per i dispositivi portatili, come palmari e handeld, i celebri Jupiter Series che furono in fondo gli antesignani degli attuali netbook (in minima parte anche dell'iPad).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi la serie '95 e quella NT si fusero in Win 2000 che spostò la distinzione fra Home Edition e Professional, con due diverse dotazioni per target diversi, ma fondamentalmente con un'anima unica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era la versione professionale a fare da modello per quella consumer.&lt;br /&gt;Domani è verosimile immaginare che esistano due tracce diverse: quella del mobile che deriva dal solco di Windows CE, che passando per il sistema per smartphone, Windows Phone 7, arriva al popolo consumer che così abbandonerà definitivamente la tradizione aziendale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente ritengo che Windows 8 non prenderà il posto di Seven: lo affiancherà.&lt;br /&gt;Gli sviluppatori certificati continueranno a lavorare per le aziende con le API e i linguaggi di sempre, mentre chi si rivolgerà ai consumatori finali, ma anche alla categoria dei manager e dei professional meno hardware (e system) intensive, dovrà cominciare a pensare in un modo nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segni dei Tempi: ieri il consumatore imitava l'esperienza del lavoro, mentre oggi sono i datori di lavoro a imparare dall'esperienza smart e di consumer dalle esigenze sempre più raffinate. Il paradosso sarà che saranno i cellulari, le utilitarie delle nuove tecnologie a dare l'imprinting agli uffici. Le Workstation continueranno a servire gli Hard Workers, gli impiegati quasi-terminalisti (da applicazioni ERP, da SAP ai CRM) e gli addetti ai lavori, come sistemisti, safety ecc…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una grande convergenza attraversa mondi in concorrenza molto più affini fra loro di quanto non siano quelli che lavorano per loro.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-6370630917018573122?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/6370630917018573122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/06/il-windows-che-verra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6370630917018573122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6370630917018573122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/06/il-windows-che-verra.html' title='Il Windows che verrà'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-2360998177046382754</id><published>2011-05-20T09:15:00.001+02:00</published><updated>2011-05-20T09:15:38.580+02:00</updated><title type='text'>Quotidiano Piemontese: kermesse pubblica di presentazione</title><content type='html'>Mercoledì 25 maggio dalle ore 18.00 alla Fnac di Torino in via Roma si svolgerà &lt;a target="_blank" href="http://www.pasteris.it/blog/2011/05/20/il-25-maggio-la-presentazione-di-quotidiano-piemontese-alla-fnac-di-torino/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+vittoriopasteris+%28Vittorio+Pasteris+ParoleFattiPensieri%29"&gt;la prima presentazione ufficiale di Quotidiano Piemontese&lt;/a&gt;. Presenti, alla Fnac e in collegamento da altre parti d’Italia, Vip del mondo Internet discuteranno con i fondatori e con la redazione di Quotidiano Piemontese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=FNAC%20-%20via%20Roma,%2056%20-%20Torino%4045.097279%2C7.707877&amp;z=10'&gt;FNAC - via Roma, 56 - Torino&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-2360998177046382754?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/2360998177046382754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/05/quotidiano-piemontese-kermesse-pubblica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2360998177046382754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2360998177046382754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/05/quotidiano-piemontese-kermesse-pubblica.html' title='Quotidiano Piemontese: kermesse pubblica di presentazione'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1508631293410450818</id><published>2011-04-28T19:09:00.001+02:00</published><updated>2011-04-28T19:34:29.561+02:00</updated><title type='text'>L'Ufficio fra le Nuvole</title><content type='html'>&lt;i&gt;Leggi &lt;a target="_blank" href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/2011/04/28/lufficio-tra-le-nuvole/"&gt;l'articolo originale completo di immagini&lt;/a&gt; su &lt;a target="_blank" href="http://www.quotidianopiemontese.it/"&gt;QuotidianoPiemontese&lt;/a&gt; nella mia rubrica &lt;a target="_blank" href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/"&gt;UserFriendly&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alzi un dito chi non ha ancora mai sentito parlare di Cloud Computing? … Mi sembra di non vedere così tante mani alzate. Ora proviamo a verificare quanti hanno capito di che cosa si tratti. In questo caso di mani ne vedo ancor meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-063516.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-063516.jpg" alt="20110428-063516.jpg" class="alignnone size-full" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia delle nuvole (&lt;i&gt;Cloud&lt;/i&gt;) dove si troverebbero i computer ve la sentirete raccontare in tanti modi. In effetti è un prisma che ha più facce, tre delle quali sono le principali: quella &lt;b&gt;tecnica&lt;/b&gt;, quella &lt;b&gt;commerciale&lt;/b&gt; e quella dei &lt;b&gt;servizi&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto vi troverete in giro un mucchio di letteratura che riduce la questione al puro ambiente tecnico in ultima analisi paragonabile a quella che fino ad oggi si era soliti chiamare Server Farm, una batteria di risorse di calcolo e soprattutto di archiviazione come quella di Google. Non è un caso, infatti, che proprio le società maggiormente dotate di questi apparati in ragione del loro preesistente business, come appunto Amazon o Google, siano state le prime a sviluppare una propria idea di Clouding. Ma allora perché non chiamarla Server Farm?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè c'è di mezzo una rappresentazione di risorse sfumate eterogenee e in parte non-proprietarie che costituiscono questo ecosistema-nuvola al quale i dispositivi di tutti attingono e contribuiscono. In realtà la cosa non sta andando in questa direzione, almeno non per tutti: molti non apprezzano condivisione e biunivocità, prediligendo un sano sistema di scambio commerciale lineare e unilaterale, fidelizzante. "Tu sei nel mio Cloud" diranno presto Microsoft, Apple, HP e magari un giorno anche i più aperti come Google.&lt;br /&gt;Ma allora che differenza c'è in questo aspetto commerciale-sistemistico con i vecchi terminali (che sarebbero i nostri computer), i NetPC di Larry Allison (e poi lo stesso Gates), o iTunes e Amazon? Una certa maggiore misticanza aleatoria che connota la caratteristica della proposta - appunto - commerciale dei "Clouders".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è poi una terza variante, che è quella che piace a me e a quelli che la pensano come UserFriendly.&lt;br /&gt;Il Cloud può esaltare il dispositivo che usiamo nel momento stesso in cui ce ne rende indipendenti. Questo sarà presto chiaro a chi usa la musica. Oggi se hai un iPhone, un iPod, un iPad e un computer e vuoi condividere la stessa musica dovrai allinearli ogni volta e se te ne dimentichi, alla fine non saprai più dove si trova quello che hai voglia di ascoltare. Se poi si deteriora l'archivio sono fatti tuoi. Avendo tutta la tua roba nella nuvoletta il problema non si pone più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bello, vero? &lt;br /&gt;…A ben guardare, nelle pratica mica tanto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo problema è che la musica "pesa" e tanto e i film pure e quando la nuvola pesa più di quel poco che serve per invogliarti inizierai a pagarla cara!&lt;br /&gt;Il secondo grosso problema è che sincronizzare sulle nuvole è di una lentezza esasperante e ti scordi grandi volumi di film e foto e musica…&lt;br /&gt;Il terzo problema, del tutto irrilevante (!) è che io ho appena pagato un'opzione di Wind che mi darebbe Internet senza limiti. Poi scopri che, come altre simili, allo scadere del primo GigaBit, cosa che per me è avvenuta semplicemente navigando con una certa intensità per 5, dico 5 giorni, passi alla velocità degli uomini delle caverne e tutto potrai fare meno che attingere allo streeming multimediale. Quindi dovrai, come al solito pagare - e tanto - per ascoltare  in giro la tua musica dalla nuvoletta, nella pia speranza di avere ovunque connessioni efficaci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, fino a che non ci sarà una proposta commerciale adeguata - sperando che gli Atzechi non avessero ragione, perché ci vorranno almeno 4-5 anni - scordiamoci che il Cloud multimediale ci porti qualcosa di serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi ha sempre appassionato dello scenario dell'informatica per come la intendo qui è che, a differenza di quella aziendale schiava di quello più muscoloso, per il tanto vituperato &lt;i&gt;User&lt;/i&gt; proprio quando i Grossi (che siano anche Grandi è tutto da dimostrare) deludono, da qualche angolo un piccolo si fa strada e, con risorse decisamente meno infinite, ci rende immediata l'innovazione, passando spesso dalla porta di servizio, facendoci trovare a portata di mano quello che gli altri devono ancora decidersi ad interpretare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-063704.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-063704.jpg" alt="20110428-063704.jpg" class="alignnone size-full" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nome in questione a molti è già noto: si tratta di Dropbox, ma subito se ne stanno aggiungendo molti altri, come SugarSyc. Partendo dal modello di Box.net e altri, questa società ha iniziato a fornire un software ben fatto e dello spazio in rete. Il vero successo sta arrivando grazie agli sviluppatori di applicazioni per dispositivi mobili come iPhone e iPad che integrano all'interno dei loro programmi il supporto per questi servizi, proprio come si trattasse di un hard disk che i dispositivi in genere non hanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-063834.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-063834.jpg" alt="20110428-063834.jpg" class="alignnone size-full" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'impatto multimediale è per ora ridotto a poco più che agli album di foto, ma quello per le attività di Office è invece enorme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-064114.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-064114.jpg" alt="20110428-064114.jpg" class="alignnone size-full" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Qualche cosa del genere lo aveva pensato anche Microsoft per la sua suite di Office e Apple per il suo iWork. Un modello sterile, quello delle grandi sofware house, in quanto pensato per vincolare l'utilizzatore ai programmi proprietari. Se non hai MS Office o Apple iWork il loro Cloud ti serve a poco. Una soluzione povera e quasi inutile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-063953.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-063953.jpg" alt="20110428-063953.jpg" class="alignnone size-full" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In poche parole, la funzione di Archivio è strettamente inscindibile dal programma e dalla piattaforma che lo utilizza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo momento, invece, io sto scrivendo questo articolo direttamente &lt;b&gt;su&lt;/b&gt; DropBox, senza necessità di sincronizzarlo perché avviene in tempo reale con un magnifico programma gratuito che si chiama PlainText. Lo sto facendo con iPad, ma lo potrò leggere e modificare su iPhone, Android, Windows, Linux e ovviamente Mac senza doverlo scaricare, sincronizzare, convertire… Neanche dirlo, però la maggior parte dei programmi che sfruttano questi Cloud - e sono già parecchi - nascono per iOS!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-064355.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-064355.jpg" alt="20110428-064355.jpg" class="alignnone size-full" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui arriva il bello! E capitelo bene perché questo sì che spiega il significato veramente rivoluzionario del concetto di Cloud Computing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-064628.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-064628.jpg" alt="20110428-064628.jpg" class="alignnone size-full" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Facciamo solo un piccolo passo indietro che va incontro alla passione per i gadget che anima lo spirito ludico-consumistico che partecipa il vostro UserFriedly. Sono molto appassionato, lo si sarà capito, di tutti questi oggetti. Idealmente mi procurerei qualsiasi dispositivo Apple. Nello stesso modo sono sempre stato appassionato delle idee nuove come gli EEE PC di Asus fino ai pre-iPad che erano i Newton e i pre NetPC che erano i NetBook di PSION. In casa ne ho molti di questi oggetti e mi piacerebbe usarne ogni giorno uno diverso. Quanti gadget-dipendenti come me stanno leggendo e quanti hanno lo stesso problema di obbligo di fedeltà per una scelta di parte?&lt;br /&gt;A me piacerebbe poterli cambiare come vestiti o come orologi a seconda della voglia che ho in questo momento e se non lo faccio è solo perché poi non ci troverei quello di cui ho bisogno per lavorare, per scrivere, per dar spazio alla mia creatività.&lt;br /&gt;Potremmo dire che il mio ufficio si trova in una macchina e che ogni volta che la cambio sono costretto a trasferire tutto il mio archivio - nota bene, con l'aggiornamento adeguato, cosa mica semplice - sul computer che prenderei oggi. Mi passa la voglia ancor prima di pensarci e quindi rinuncio ad acquistare quella tale macchina interessante e in offerta speciale perché il suo prezzo non è il peggio. Il peggio è l'inutilizzo e l'ingombro sterile che ne deriva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-064744.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.quotidianopiemontese.it/userfriendly/files/2011/04/20110428-064744.jpg" alt="20110428-064744.jpg" class="alignnone size-full" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, però, il mio ufficio non è più sul ferro, ma nella nuvola della quale sono circonfuso ovunque mi vada trovando! Ora le cose stanno cambiando una volta per tutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco fatto, ora posso uscire con il NetBook Linux e usare OpenOffice o AbiWord, con il Tablet 7 pollici Android e accedere immediatamente al mio ufficio con quello, o con il Word della mia ditta, con il mio MacBook pro oppure, se non ho nulla con me, con quello di mio figlio o del mio amico in una città lontana e allora magari un giorno mi prenderò anche un Air e potrò dimenticarmi di tutte quelle stupide chiavette…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse per molti potrà sembrare un'esagerazione tecnologica e magari un parossismo consumistico, ma per me e per molti altri come me, è un momento di grande liberazione dalla dipendenza da una macchina o da una piattaforma e nello stesso tempo la libertà di potere avere il meglio da ognuna. Abbasso le Corporate! Consumatore al potere!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;;-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Just another service provided by your friendly neighborhood UserFriedly!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Avenue%20de%20la%20Plage,Roccabruna,Francia%4043.758611%2C7.479843&amp;z=10'&gt;Avenue de la Plage,Roccabruna,Francia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1508631293410450818?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1508631293410450818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/04/l-fra-le-nuvole.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1508631293410450818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1508631293410450818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/04/l-fra-le-nuvole.html' title='L&amp;#39;Ufficio fra le Nuvole'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-4816531341989902839</id><published>2011-04-24T20:12:00.001+02:00</published><updated>2011-04-24T20:12:14.612+02:00</updated><title type='text'>La ricerca della Bellezza</title><content type='html'>Fra le tante virtù, la Bellezza è forse la meno nobilitata, ma certo la più ricercata. È quella cui il potente e il ricco maggiormente anelano impadronirsi il tempo sufficiente per non vederla cambiare, un po' seguendo la stessa logica per cui il violento desidera sfregiarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giovane desidera esaltarla, simulandola, mascherandola, accentuandola per venderla meglio, per sentirsi qualcuno, per comprarsi con essa una quota a parte di potere, una scommessa sul domani; e poi, quando l'età prende piede, anche lui non si rassegnerà al destino e ne vorrà comprare una parte in più presso stregoni antichi e moderni armati di creme e bisturi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le civiltà si fondano e maturano grazie ad altre virtù come il coraggio e l'integrità, ma poi alla loro decadenza si adagiano a comprare bellezza e piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale bellezza può esserci in una molle proprietà orgiastica? Che bellezza può essere quella dissimulata, comprata, pagata fra satiri politici o accademici, fra capitalisti, latifondisti di persone, laidi tronfi dei materassi di denari e dell'arroganza di "posso e voglio"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non certo quella di cui cantano poeti e filosofi, psicologi e mistici. Quella Bellezza che manda in estasi i santi come Giovanni della Croce o Teresa d'Avila, ma anche quella che ha ispirato la Venere dalle Acque o l'altero David.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, il fatto che della bellezza venga fatto un uso squallido non esaurisce la grande virtù della "Bellezza". Non di meno, la virtù altrettanto importante sta in chi la guarda. La Bellezza è infatti prima di tutto una condizione interna all'osservatore capace di coglierla e di restituirla come proiezione dell' "oggetto" ammirato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Bellezza è una capacità che è dentro di noi, prima che in un tramonto, in un fiore, nelle vie di una città, nel suono del silenzio o nei tratti armonici e caratteristici di una creatura umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo la bellezza che attira il politico, il ricco, il primario, l'accademico o il potente proietta nella desiderata e nel desiderato le doti estetiche della sua anima; e la volgarità che spesso trova fuori di sé mostra a tutti quanta volgarità sia dentro di sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poveri di spirito, molti uomini e molte donne dei nostri anni ridono e dileggiano discorsi simili. Rimandano all'invidia di chi non può, banalizzano il bello come un desiderio valido per tutti, pensano che ci siano classifiche: il divo più bello, la stella più desiderata. L'universalità di una tale superstizione presume che il "volgo" abbia un'idea comune di quello che è bello: per questo una tale virtù è "volgare" per principio stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi consulti un sito pornografico scoprirà che è quasi infinito il numero di donne e uomini che rispondono al requisito del volgo. Falli di ogni guisa e muscoli pieni, curve arrotondate e sicurezza di sé; seni pieni, turgidi, a coppa, a pera; culi imperiali, delicati, floreali; ani, vulve, verghe… quanta bellezza! che inflazione! Tutto questo ha un senso compreso fra il metabolico e il ludico. Ho poi un grande rispetto per la pornografia: non quella dei mercanti di possesso, ma quella essenziale, quella radicale raccontata da conoscitori profondi della crudele istintiva basicità della natura animale degli esseri. Ma questa è un'altra storia che appartiene ad un mondo indistinto, un pleroma di fango e carne che si trova agli antipodi netti della Bellezza e che non desidera altro che riportarla a quelle origini prenatali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensiero di fare mia la bella appartiene forse e tutt'al più alla mia adolescenza. Con gli anni e molto presto, in fondo, ho perso l'irrazionale anelito di potere fare mia la bellezza semplicemente possedendola: fidanzandomi o copulando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando accanto a te per la strada passa un bell'uomo o una bella donna, poco importa che abbia il sesso con cui ti accoppieresti, come un arco riflesso condizionato chiami "desiderio" il guizzo che sorge dalle tue viscere. Si tratta però di un sentimento che non va da dentro a fuori, ma che rimbalza da fuori a dentro prima di uscire nuovamente all'esterno. Ossia, desideri essere come lui o come lei, ma soprattutto desideri essere desiderato perché così proveresti il sentimento di avere in te la desiderabilità che scambi troppo facilmente per bellezza. Quel desiderio è fratello siamese della comune invidia che poi virerà in gelosia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa ridicola e triviale speranza del possesso della bellezza nasconde un pensiero magico di partecipazione per incorporazione, come se impadronendosene attraverso l'atto ludico simbolico della penetrazione si venisse a parteciparla e addirittura a parteciparne tutti, come nelle orge esoteriche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la Bellezza è come un lucciola che desideri afferrarla per essere un po' anche tu luminoso e nel momento in cui lo fai la uccidi e in quell'istante stesso perdi anche la sua luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia Bellezza è altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerco una Bellezza intima, privata, riservata, fuori dall'evidenza di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia Bellezza che sono in fondo io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo di avere raggiunto un traguardo nel momento stesso in cui ho maturato una "mia" idea di bellezza. Un tempo era confusa, complicata, incerta. Oggi invece potrei esprimerla in una formula, una sorta di sillogismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per me la Bellezza è "manas", é energia spirituale che anima forme imperfette traducendo l'originalità dell'imperfezione in richiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo manas, questa energia attrattiva è quello che io e forse molti altri chiamiamo "fascino".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una donna bella è quella che per me ha Fascino e non quella piacente per uno standard formale apparentemente universale, ma in ultima dipendente dai gusti di un'epoca o dalle mode trasmesse dai media della nostra generazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo passaggio è quindi il FASCINO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo Fascino si disperde immediatamente in assenza dell'Intelligenza. Non il quoziente intellettivo, l'intelligenza combinatoria delle macchine calcolatrici, ma quella dello sguardo che riduce la realtà alla propria angolatura, all'interpretazione fulminante della propria estetica. L'intelligenza che lascia dietro di sé l'alone di incompiuto che perviene dal rispetto del dubbio, dal culto del dubbio. Perché senza aleatorietà non può esserci vero fascino: il dubbio e l'incompiuto è quel vuoto in cui subito la nostra fantasia si tuffa a pesce per riempirlo, per parteciparlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo passaggio è dunque l'INTELLIGENZA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, tuttavia, questa intelligenza potrebbe essere furbizia che dissimula il fascino. Una condizione tipica della seduzione, la dissimulazione che serve per truffare la sensibilità dell'altro, il più squallido dei più diffusi stratagemmi che la presunzione di possesso esercita per fare del male, in fondo più violenta dello stupro, perché dove lo stupro offende solo il corpo, questa, oltre al corpo stesso, deturpa e sfregia l'anima, la fiducia in sé e nel proprio sentimento interno di Bellezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna Bellezza è in fondo possibile senza l'ultimo e più importante ingrediente: l'AUTENTICITÀ!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere autentico e autenticamente Bellezza significa non avere bisogno di essere completato per amare - usiamo una volta sola questa difficile parola. Vuol dire muoversi con una naturalezza propria. Vuol dire provare una sana ironia per il desiderio altrui e anche per il proprio e soprattutto essere immediati e chiari, limpidi nel riconoscere la Bellezza Autentica fuori di sé, come per un diapason che risuoni la stessa nota, e nello stesso tempo puri nel lasciarla andare a percorrere libera la propria strada, paga il più delle volte di averla riconosciuta e qualche volta conosciuta (in senso non necessariamente biblico) meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per me la Bellezza è dunque figlia del fascino intelligentemente incompiuto pregno di pura autenticità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'età sono felice di sapere riconoscere nel mio prossimo sempre meglio un raggio di quella Bellezza che me la fa riscoprire come parte di me stesso. Il giorno in cui non sarò più capace di riconoscere quella bellezza sarò meno vivo. La vera povertà che spesso chiamiamo vecchiaia è in fondo non riuscire più a vedere ogni giorno e per ogni dove questa bellezza intorno e dentro me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Avenue%20de%20la%20Plage,Roccabruna,Francia%4043.758619%2C7.479807&amp;z=10'&gt;Avenue de la Plage,Roccabruna,Francia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-4816531341989902839?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/4816531341989902839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/04/la-ricerca-della-bellezza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4816531341989902839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4816531341989902839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/04/la-ricerca-della-bellezza.html' title='La ricerca della Bellezza'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-8488840685392030908</id><published>2011-03-27T13:12:00.001+02:00</published><updated>2011-03-27T13:16:02.306+02:00</updated><title type='text'>Il Web 3.0 pensionerà la nostra specie</title><content type='html'>Intervistato da &lt;a href="http://www.poynter.org/latest-news/top-stories/123019/liveblogging-sxsw-jason-calacanis-interviews-tim-oreilly/" target="_blank"&gt;Jason Calacanis al Liveblogging SXSW&lt;/a&gt;, Tim O’Reilly ha spiegato il seguito del tormentone del Web 2.0 che, in mancanza di meglio, ha battezzato grattando il barile della sua originalità Web 3.0.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha qualche anno in più, e Tim ne ha abbastanza, dovrebbe ricordare, non solo il Web Semantico, ma anche la parabola precoce del cosiddetto M2M (che stava per la metafora del sistema di macchine a generazione autoreferenziale, &lt;i&gt;machine-to-machine&lt;/i&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte di un'intelligenza su network che, inflazionandolo, ha impoverito il valore di quello che ritenevamo più prezioso, come la comunicazione, l'informazione, la cultura, stiamo giungendo ad un'auto-generazione di referenze (i tag) che a loro volta mescolano i contenuti, confondendo le parole con le conoscenze, il consumo con l'elaborazione, la lettura con la meditazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facendo eco all' Howard Rheingold di "SmartMobs" e al Don Norman de "Il computer invisibile", Tim nota come gli smartphone, la geolocalizzazione, i feed rss… stiano costruendo attorno a noi una rete neurale che vive e "pensa" al nostro fianco. Questo sta ribaltando i rapporti di forza: non è più lei che serve noi, ma siamo noi ad essere i suoi burattini, come la premonizione dei tempi mefistofelici &lt;a href="http://ilfranti.blogspot.com/search?q=Steiner" target="_blank"&gt;intuiti da Rudolph Steiner un secolo fa&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo ricordare che Internet e il Web, qualsiasi sia il suo numero, non è né indispensabile, né invulnerabile. Pensiamo solo a quello che accadrebbe nel caso di un crash magnetico come quello ipotizzato da certi catastrofisti. Potremmo pensare che si tratti di un'eredità che la nostra specie, nella sua variante cosiddetta "occidentale", capitalistica, sovra-produttiva e consumistica, lascia alla storia. Ma Alessandria e la sua biblioteca, come forse Atlantide e la sua civiltà, sono rimaste cancellate e con esse la storia che avrebbero dovuto testimoniare. Internet, riprocessando tutto il riprocessabile, finirà come una funzione statistica per ridurre tutto ad un rumore di fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che dovrebbe interessarci, ma sembra che non sarà mai così, dovrebbe essere il nostro lavoro, la nostra capacità di pensare, di inventare il futuro… tutto quello che sapevamo fare prima di impigrirci nell'ultimo epifenomeno entropico della tecnologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle origini della nostra cultura vi era la trasmissione orale ed il passaggio a quella scritta veniva visto dai saggi antichi come un impoverimento, perché i Maestri non potevano trasmettere il proprio insegnamento senza la propria presenza. Questa maestria è tipica di molta formazione di tipo iniziatico, come ad esempio quella caratteristica dell'apprendimento della psicoterapia. I libri possono aiutare a ricordare quello che hai imparato, ma non insegnare. Per questo la scuola delle nostre Nazioni è un vuoto a perdere e con essa tutte le conoscenza che possano essere ridotte ad archivi semantici di parole e meccanismi bulimici consumistici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Internet, nelle incarnazioni di qualsiasi Web 3.0, non potrà sostituire l'essenza della civiltà umana nelle sue luci ed ombre, ma solo chiudere la parabola della delega di un presidio faticoso: quello della condizione umana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente mi domando perché scrivo ancora - su web o su carta, poco importa. Poi mi rispondo che il fine principale è quello di chiarirmi le idee, perché la mia coscienza sia testimone della storia che attraverso. In fondo Leibniz non aveva torto e neppure Maturana e Varela: siamo monadi autopoietiche; abbiamo in comune accoppiamenti strutturali, ma la storia che ci interessa è tutta dentro quel testimone della nostra esistenza che chiamiamo, non senza una certa promiscuità, coscienza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai quindici anni fa, tondi tondi, il sottoscritto scriveva in una delle parti da lui curate del lavoro corale &lt;i&gt;Sesto Potere&lt;/i&gt; il paragrafo che segue. Non lo cito per rivendicare ridicoli riconoscimenti, ma solo per sottolineare come il "nuovo" che verrà sarà già stato vecchio molto tempo prima. La tecnologia è il dito che i geek stolti fissano per evitare di guardare la luna che da sopra sogghigna a guardare il nostro eterno infantilismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;"Hans Moravec, responsabile del Mobile Robot Laboratory della Carnegie Mellon University, ciò a cui stiamo tendendo è di diventare de-gli Dei morti in qualche Olimpo a favore di una nuova specie robotica? Un po' come nel racconto di Borges, Le rovine circolari, in cui un mago trasformava il sogno di un essere nella sua concretizzazione reale, per poi scoprire che qualcuno aveva fatto un giorno lo stesso con lui?  Veniamo dunque alla “fantascienza”. Nel suo libro Il gene egoista, Richard Dawkins concepisce un'umanità composta da ex-scimmie che, arrivate a modifi-carsi per ridurre gli atti e le decisioni ripetitive facendo uso di processi genetici, oggi sono giunte a creare una cultura talmente complessa da rendere obsoleti i tempi dell'evoluzione biologica. Per questo l'uomo oggi ha bisogno di macchine per “digerire tutta questa conoscenza”. Provate a domandarvi cosa accadrebbe se qualcuno da qualche parte nel mondo inventasse una macchina in grado di recepire dalla Rete delle reti tutte le conoscenze disponibili per poi elaborarle. Immaginiamo che si fossero inventati una serie di algoritmi combinatori che coniugassero le informazioni con degli schemi di significato per creare in continuazione nuovi testi, nuove teorie, nuovi racconti. Per scrivere le telenovela si fa già così. Siamo sicuri che sarebbe così impossibile creare una cultura delle macchine che si autoalimenti? Possiamo dirci certi che questa possa non risultare peggiore della cultura media di questo fine secolo? Ci troveremmo di fronte a una tale inflazione della conoscenza che la torre di Babele sarebbe paragonabile a una piccola disputa fra amici. Lo scollamento fra i nostri bisogni e la produzione culturale genererebbe un'esistenza paradossale e alienante. La cultura non verrebbe a essere più un bene, ma solo una forma di inquinamento. Lo scrittore di fantascenza Vernor Vinge sostiene che la curva di crescita delle conoscenze e della tecnologia, a causa di continue moltiplicazioni in tempi sempre più ristretti, arriverà a quello che egli chiama un “punto di singolarità”. Si tratta di quel momento in cui l'uomo non avrà più la capacità di assimilare e utilizzare l'informazione, le conoscenze e i mezzi per produrle e diffonderle finendo pertanto per separarsi dalla propria stessa cultura. Questa situazione, attesa per la prima metà del prossimo secolo, lascerà spazio solo all'imprevisto e all'assolutamente nuovo. A quanto cioè esca dai paradigmi culturali utilizzati finora. Qui si innesta la suggestione di Hans Moravec. Egli arriva a ipotizzare la realizzazione di quello che era il sogno di Nietzsche, il superamento della condizione umana. Le macchine portano avanti quell'evoluzione a cui non avrà più parte l'uomo, perché specie superata o perché grazie a que-sta delega avrà finito con il privilegiare altre mete. Potremo puntare a un ritorno allo stato primigenio, quello che precedette la nostra “missione” evolutiva, attraverso il recupero della dimensione tribale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Contrariamente alle convinzioni dei fanatici dell'etica del lavoro, il nostro passato tribale ci ha preparato  – spiega Moravec – a una vita da nababbi. La vita dei cacciatori-raccoglitori doveva essere davvero piacevole: un pomeriggio trascorso all'aperto a raccogliere fragole o a pescare – quello che noi uomini civilizzati facciamo il fine settimana – dava di che vivere per parecchi giorni. Molte delle attuali tendenze presenti nei Paesi industrializzati lasciano presagire un futuro in cui gli esseri umani saranno supportati da una ricca economia basata sul lavoro dei robot, come i nostri antenati erano supportati dall'ambiente naturale che li circondava”. (...) Ma è davvero possibile un ritorno alla dimensione tribale nel contesto dell'odierna società dei consumi? I cacciatori-raccoglitori vivevano in gruppi di trenta-quaranta individui all'interno di spazi immensi ed erano scarsamente interessati all'accrescimento della ricchezza materiale al di là del li-vello di sostentamento. Inoltre, contrariamente alla nostra civiltà che ha completamente perso la dimensione del sacro, la loro preoccupazione principale era legata ai valori religiosi e alle attività cerimo-niali e rituali. (da Valerio Saggini, “La mente Immobile”, Virtual, n. 27 gennaio 1996, pag. 78)&lt;br /&gt;Se questo può sembrare uno scenario fantascientifico, secondo l'accreditato futurologo John Naisbitt il processo di tribalizzazione sarebbe già in atto. Nel suo nuovo libro questo neo-tribalismo, contrapposto e complementare all'ideologia universalista di origine illuministica, è funzionale alla volontà di superare la dimensione politica globale per approdare a un'etica dei gruppi. Le tendenze nazionalistiche sempre più diffuse sarebbero quindi da reinterpretare in chiave di appartenenze più vicine, del bisogno di forme di comunicazione più coartate e meno “globali” seppure in presenza di una contemporanea globalizzazione radicale. Per esemplificare, immaginiamo un mondo in cui, non solo ogni stato, ma ogni regione, provincia, città avessero delle frontiere. La frontiera stessa perderebbe tutta la sua attuale importanza e paradossalmente ci troveremmo a vivere in un mondo in cui i singoli riuscirebbero a comunicare, a scegliere ognuno per la propria vita e ad avere un pensiero legittimamente localista, senza più confini seri da legittimare e riaffermare violentemente. Eticamente ci potrebbe essere quindi coesistenza di solidarietà ed egoismo, di interessi universali e cura del privato. Si vivrebbe con meno preoccupazioni della proprietà e con una percezione territoriale più allargata, ridimensionando l'attuale mobilità selvaggia di singoli e di gruppi. In un mondo simile potrebbe aver luogo quel recupero dei valori umani altrimenti impossibile. Il bisogno di tribalità (come si può leggere, nel senso positivo del termine) lo si può ravvisare nel sempre più abitudinario ritorno alla tradizione e alle culture dei vecchi, e ancor più, nel recupero in nuove forme dell'espressione di religiosità. Il richiamo al tribalismo fa tendenza e così, sulle orme del miracolo commerciale di Wired, accade che persino una rivista di costume e tendenze nostrana, Village, si ponga come riferimento per le tribù contemporanee. Tutto sembra indicare che il punto di svolta possa essere dato dal supera-mento dell'identificazione delle funzioni mentali in quelle del calcolo e del problem solving. È convinzione diffusa che delle nostre sole potenzialità cerebrali si stia sfruttando solo una minima parte. Delegare al computer quelle tradizionali potrebbe lasciarci molto più tempo per lavorare a identificare e potenziare le altre. Prima fra tutte proprio quella coscienza vigile che ci fa dire (parafrasando il Cogito cartesiano) che siamo in quanto ne siamo consci.&lt;br /&gt;tratto da: &lt;a href="http://www.ennio.martignago.name/martignago.com/libri/sesto/VI_Potere.pdf" target="_blank"&gt;Martignago, Pasteris, Romagnolo, &lt;i&gt;Sesto Potere&lt;/i&gt;, Apogeo Editore, Milano, 1997&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Corso%20Regio%20Parco,Torino,Italia%4045.089961%2C7.714654&amp;z=10'&gt;Corso Regio Parco,Torino,Italia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-8488840685392030908?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/8488840685392030908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/03/il-web-30-pensionera-la-nostra-specie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/8488840685392030908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/8488840685392030908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/03/il-web-30-pensionera-la-nostra-specie.html' title='Il Web 3.0 pensionerà la nostra specie'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-8462146675276690576</id><published>2011-03-15T11:26:00.000+01:00</published><updated>2011-03-15T11:26:41.309+01:00</updated><title type='text'>Scheletri consumisti radiattivi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Guardateli!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;In punto di morte, consumati da ogni forma di inquinamento, veleni chimici, radioattività, impegnati ad alzare il PIL e l'occupazione schiavista del nostro - MA DI CHI???!!! - paese!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Così li vogliono: &lt;strong&gt;Consumistici Zombies Radiattivi!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;È così che vuoi tuo figlio?&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Il loro no: sarà altrove nell'ora della catastrofe!&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Quale escalation prevede il modello dei nuclearisti, &lt;em&gt;ma anche dei carbonfossilisti&lt;/em&gt;?&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Quanto dobbiamo aumentare i consumi per morire ricchi, non noi, certo, ma i nostri modelli di leadership?&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Non ci basta mai.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Non ci dobbiamo credere a quello che ci raccontano! Resistiamo nelle convinzioni di eternità fino all'ultimo. I morti non sono morti o se sono morti è perché se lo meritavano, in fondo.&lt;/span&gt; &lt;span class="c1"&gt;"Loro sono gialli e hanno copiato tutto da noi fin dagli anni '60. Ecco perché sono finiti così"&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;"Noi siamo meglio!"&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;No, siamo solo degli stronzi, furfanti, presuntuosi, incapaci di fare la centesima parte di quello che hanno fatto loro e, giusta o sbagliata che sia, di avere una pallida idea del loro grado di socialità.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Eppure ci picchiamo di insegnare a tutti come si vive.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="c1" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Consumatori moribondi che non ravvisano altro traguardo che l'innalzamento della produzione e l'abbassamento del &lt;em&gt;price-cap&lt;/em&gt; che vuol dire far fuori tutto svalorizzandolo due volte: la prima esaurendolo come infinito e irrisorio se confrontato alle nostre esigenze di specie e di razza; la seconda riconoscendogli un valore sempre più inferiore, per pagare nulla esigenze più esasperate che esagerate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Di che cosa stiamo parlando la nostra coscienza più o meno autentica, più o meno falsa, lo sa.&lt;/span&gt; &lt;span class="c1"&gt;Ma ho il disgusto a sentire riecheggiare ancora la loro spregevole voce:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="c1" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;"La paura non fermi il nucleare", "Sarebbe un errore lasciarsi sopraffare dall'ansia e dall'emotività", "L'incidente è dovuto alla tenuta dell'edificio", "C'è sempre qualche sciacallo pronto a speculare sulle disgrazie altrui, cercando di terrorizzare l'opinione pubblica e condizionare le istituzioni".&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span class="c1" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Un pugno di persone consuma la quasi totalità delle risorse del resto del mondo e la punta di un'unghia di quel pugno assorbe la quasi totalità della ricchezza della mano e quindi del resto del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div class="c3" style="text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="c2" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Crescere è un'altra cosa!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div class="c3" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="c1" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Crescere è staccare la spina!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div class="c3" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="c1" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Crescere è rinunciare al superfluo!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;&lt;strong&gt;Esiliamoli a calci nei denti&lt;/strong&gt;, se ci resta ancora un po' di moralità, un po' di etica, un po' di civiltà, un po' di religiosità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;All'esilio tutti quelli che viaggiano con l'autista: come vorrei vederli sbranarsi a vicenda, cannibali di potere, in qualche paradiso fiscale o sull'Isola Cavallo o Lavezzi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Questo è quello che la mia pancia vorrebbe, ma lo so, il germe della corruzione e dell'egoismo è anche dentro di me e di tutti noi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Basterebbe solo curarlo, estirparlo, non soffrire più di questa fame di egoismo per &lt;strong&gt;fare sì che i parassiti si dissolvano al sole e al vento&lt;/strong&gt;!&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c1"&gt;Altrimenti guardiamoci morire di consumi e dei loro effetti: il morbo dei consumatori sta bussando anche alla nostra porta.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c2"&gt;Se anche l'ultima scelta fosse quella di come morire, beh, sarebbe già molto riuscire a farlo con la serenità che deriva dall'essere più autentico, più onesto, più pulito. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c2"&gt;Farlo senza vergognarmi troppo della mia vita.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="c2"&gt;Io al posto loro, proprio non ci riuscirei.&lt;/span&gt; &lt;span class="c2"&gt;Non ci riuscirei mai!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-8462146675276690576?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/8462146675276690576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/03/scheletri-consumisti-radiattivi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/8462146675276690576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/8462146675276690576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/03/scheletri-consumisti-radiattivi.html' title='Scheletri consumisti radiattivi'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-6549158524269824277</id><published>2011-03-08T02:34:00.000+01:00</published><updated>2011-03-08T08:24:24.916+01:00</updated><title type='text'>Una guida per scegliere il lettore di libri digitali</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non dite che non ci avete mai pensato se fosse o meno il caso di prendere in considerazione l'acquisto di un e-book reader!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Un po' perché è uno dei giocattoli del momento, un po' per provare di nascosto l'effetto che fa, un po' per vedere se fa come con l'iPod, il potere di avere quintali di libreria in tasca e il cambio libro ovunque, dal treno al gabinetto. Soprattutto l'idea di eliminare carta, non solo per i consumi, ma in particolare per lo spazio sempre più tiranno delle nostre case. La questione è tutt'altro che semplice e fa passare la voglia a tutti. Per me è stato così fino a ieri, quando ho deciso di capirci qualcosa di più e, come al solito, ho pensato che il ragionamento potesse essere utilmente condiviso. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Per arrivare ai dispositivi, i cosiddetti e-book reader, bisogna prenderla da lontano, da questo mondo pazzo del mercato digitale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://blog.panorama.it/libri/files/2010/07/ebook-large.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="192" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2010/07/ebook-large.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Il mercato&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Steve Jobs ha aperto l'ultimo keynote di Apple dando una notizia riguardo alla commercializzazione degli e-book attraverso la propria piattaforma di e-commerce interfacciata al programma iBook disponibile per iPad (oltre che per iPhone e iPod Touch). Nonostante il nostro guru non manchi mai di dispensare attributi entusiastici ed esaltanti nel magnificare ogni virgola dei propri prodotti, al riguardo si è limitato a dimostrare il successo ottenuto usando il numero degli editori che hanno aderito alla libreria della Mela. Che le vendite possano fare il paio con musica e applicazioni, questo neppure lui lo ha affermato. Il libro rimane un settore difficile e delicato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il mercato del libro digitale si è scoperto essere scarsamente dipendente dall'evoluzione di quello elettronico: &lt;b&gt;a vendere è la libreria&lt;/b&gt;. Anche qui, però, le cose sono tutt'altro che facili. Chi vende tanto per ora ha solo un nome: Amazon. Quello che li premia è essere stati i primi: non i primi a mettercisi, ma indubbiamente i primi a capire come possono funzionare le cose. Il negozio della vendita per ora solo "fisica" degli epigoni di Bezos è da poco sbarcato in Italia e già ci prende alla gola l'adrenalina proveniente dai grandi canali dell'editoria e non solo di quella (segue a ruota quello dell'elettronica e dei media in genere).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sul mercato del testo digitale, il negoziante italiano è ancora sguarnito e lo rimarrà ancora per i pochi mesi che gli operatori nostrani avranno a disposizione per recuperare posizioni. Lo scenario non è allegro. Ci sono due o tre grandi agglomerati con poche idee chiare se escludiamo quella più dannosa di tutte: il lobbismo che verso il Paese porta indietro all'epoca dei comuni e verso l'Europa dà prova di quanto siamo provinciali a confronto degli USA.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;I prodotti&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Tuttavia, non è di mercato che voglio qui parlare. Vorrei parlare di regali, da fare e da farsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Quando si pensa a un e-book reader, prima di tutto bisogna essere consapevoli di quello che ci si legge e di dove lo si va a prendere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Amazon ha capito che a regalarlo, il lettore, ci avrebbero comunque guadagnato un'esagerazione. Invece di regalarlo, comunque, lo ha messo più o meno a prezzo di costo e così facendo &lt;i&gt;ha bruciato il commercio elettronico di marca&lt;/i&gt;. Se Amazon ti offre un ottimo reader a più o meno 130 bigliettoni, come fai a far pagare il tuo tre volte tanto,  come nel caso delle marche più blasonate, da Sony a Samsung?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Possono dire quello che vogliono che il loro è migliore, perché alla fine se andate a prenderli in mano ve ne accorgete subito - e questa è la prima importante considerazione generale - che &lt;b&gt;gli e-book reader tutti, chi più e chi meno, sono delle baracchette da due soldi&lt;/b&gt;. Ti viene da chiederti perché dar loro svariate decine di euro, figurati tre o quattro centinaia o più ancora. Sono convinto che in men che non si dica gli e-reader faranno la fine delle calcolatrici da tasca che negli anni '70 costavano un autentico patrimonio e nei '90 le trovavi nei fustini di detersivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Per questa ragione i grandi produttori si stanno abbastanza rapidamente tirando indietro dalla corsa all'e-reader per lasciare posto a etichette quanto mai anonime che celano display e circuiti integrati prodotti più o meno tutti a&lt;i&gt; tot al quintale&lt;/i&gt;. Le marche passano a cimentarsi in un altro comparto, quello dei tablet. E qui ce la giochiamo fra i 10" del modello iPad fino ai 7" del modello Galaxy. Qui sì che si può sparare la cifra che si vuole facendosi forti di una spiccata varietà di tecnologie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Occorre però dirlo una volta per tutte, su un tablet si possono fare le cose più interessanti e divertenti. Ci sono colori, musica, video… tutto parla con il resto e con il mondo. Un lettore accanito, un lettore vero, però, non potrà mai uscire soddisfatto da questa esperienza. Un e-book reader è tale perché ha dovuto gioco forza rinunciare ad essere altro: un computer o un tablet, un libro o una TV… e questa rinuncia lo premia a diventare presto l'unico prodotto per la lettura di documenti e libri a tempo pieno. Non si può dire lo stesso &lt;i&gt;per riviste, libri fotografici, portfolio&lt;/i&gt; e neppure per i rotocalchi. Per questi &lt;i&gt;l'unica soluzione rimane l'iPad&lt;/i&gt; (e le sue imitazioni).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Eccoci così alla seconda considerazione: quella fra tablet e e-reader non è una scelta alternativa, o l'uno o l'altro, ma caso mai fra quello che serve a me per le cose che consulto o piuttosto fra quale dei due avrà la precedenza nell'acquisto rispetto all'altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Solo fino a un decennio fa, circa, prima del concetto di Digital Hub presentato da Jobs proprio nel 2001, la scelta di un mezzo elettronico escludeva quasi tutti gli altri. Oggi fanno parte tutti insieme di un ambiente complessivo, una specie di matrioska dove la bambola più grande è un desktop da 27 pollici e la più piccola è in realtà una famigliola di dispositivi, dallo smartphone generalista agli apparecchi specializzati in foto, musica ecc…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Per leggere il giornale, non ci sono problemi ad usare il telefono touch screen, ma il tablet va meglio, così come, per quanto i secondi abbiano webcam e casse, sarà il primo ad essere più adeguato per fotografare, geolocalizzare, taggare e ascoltare musica. E così via.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Come scegliere l'e-reader&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Gradualmente ci stiamo avvicinando al negozio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Insomma, siamo arrivati alla considerazione che, &lt;i&gt;per quanto siano chincaglieria costosa sono anche l'unica vera alternativa alla lettura cartacea&lt;/i&gt;. Sono un prodotto paradossale perché si trovano nei negozi di elettronica i cui mercanti non sanno nulla delle specificità del mercato dei libri, ma chi ha bisogno di venderli sono i librai, venditori che non sanno nulla di display, connettività e scala di grigi. Un vero paradosso: osservate il reparto di qualche Mediaworld, Unieuro, Fnac e similari… Li tengono nelle teche o sui bancali generalmente tutti spenti e scollegati, ignorandone caratteristiche e differenze, mentre fanno affermazioni confuse e del tutto imprecise, a volte con il disgusto che riservano per qualcosa che sa di scuola e professoressa d'italiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Che cosa dovrebbero dire i negozianti a un cliente come me?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ecco quello che direi io al posto loro:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;«Quello che devi guardare in un e-book reader sono poche, pochissime cose:&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;1. che consenta di &lt;b&gt;comprare libri italiani&lt;/b&gt; e di farlo senza pasticciare con computer e portali vari (e questo esclude per il momento il gioiellino-Kindle di Amazon) e, visto che i nostri editori sono inutilmente sospettosi e per nulla lungimiranti, &lt;b&gt;dovrà supportare i formati con la protezione dei diritti&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;DRM&lt;/i&gt;, soprattutto Adobe) epub e PDF&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;2. dovrà &lt;b&gt;pesare&lt;/b&gt; più o meno come un libro e dovrà essere quanto più &lt;b&gt;tascabile&lt;/b&gt; possibile in rapporto alla &lt;b&gt;leggibilità&lt;/b&gt; (in relazione alla vista), da un lato, e alla &lt;b&gt;capienza&lt;/b&gt; (per non cambiare pagina ogni due parole); che siano più in generale &lt;b&gt;ergonomici&lt;/b&gt;, nel posizionamento dei tasti, nel tipo di touch screen, nell'uso meno innaturale possibile della penna per quelli che l'hanno adottata&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;3. di &lt;b&gt;non spenderci troppo&lt;/b&gt;, innanzitutto, perché fra una stagione o due non varranno più nulla e poi perché fra altrettanto tempo saranno drammaticamente superati, badando bene che siano &lt;b&gt;robusti&lt;/b&gt;, specie sul versante schermo&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;4. che ci si legga &lt;b&gt;senza stancare la vista&lt;/b&gt; nel maggior numero delle situazioni comuni: in poche parole, che non usino la tecnologia dei computer per gli schermi (anche se oggi si distingue ancora fra erogatori di libri e quelli di riviste e multimedia in genere - ottimo compromesso i tablet da 7" come il Galaxy); in breve, &lt;b&gt;emulazione d'inchiostro su pagina&lt;/b&gt; al massimo di toni di grigio possibile e  che il refresh dello schermo sia rapido e senza fulminazioni luminose (e questo non sono in tanti al momento a permetterlo)&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;5. che siano &lt;b&gt;collegabili ad Internet&lt;/b&gt;, possibilmente oltre che con il &lt;i&gt;Wi-Fi&lt;/i&gt;, anche con il &lt;i&gt;3G&lt;/i&gt; (Internet via telefonia mobile) e non solo per comprare i libri, ma soprattutto per andare su Wikipedia, IMDB o semplicemente Google quando nel libro trovi qualcosa che non sai»&lt;/span&gt; &lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;«Dopo questi cinque punti principali, allora, ma solo allora potrai prendere in considerazione quelli secondari, come l'estetica, il fatto che consentano di prendere appunti, magari sulla pagina stessa, come il Samsung, di evidenziare, ascoltare gli mp3 leggere il testo scritto o recitare gli audiolibri, godersi i fumetti per bene, vedere alla bell'e meglio foto e disegni e addirittura di farne di avere funzioni di handwriting e magari la tastiera virtuale o di essere dotati di microfono per annotare vocalmente»&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Se poi conoscete qualcuno che ce l'ha, &lt;b&gt;fatevelo prestare&lt;/b&gt; una sera e godetevi almeno un'oretta di lettura, perché non tutti trarranno piacere dalla sostituzione della carta e sarà bene scoprire di che tipo sei prima di aggiungere un altro dispositivo elettronico destinato all'inutilizzo dopo aver sborsato un quarto di migliaio di euro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Infine i prodotti: i miei preferiti da 6" sono (tralasciando il &lt;i&gt;Kindle&lt;/i&gt;, del tutto inadeguato al mercato commerciale e specialistico in lingua italiana):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://claudio56.files.wordpress.com/2011/02/leggo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="230" src="http://claudio56.files.wordpress.com/2011/02/leggo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;LeggoIBS&lt;/b&gt;, come migliore offerta proveniente dalla libreria: sarà poco bello e tutt'altro che rapido, ma ha tutte le cose che servono ad un prezzo conveniente sotto i 200€.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://digitaliuz.com/wp-content/uploads/2010/12/Onyx-boox60-300x300.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://digitaliuz.com/wp-content/uploads/2010/12/Onyx-boox60-300x300.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Onyx Boox 60&lt;/b&gt;, una macchina molto veloce, molto leggera, con il migliore cambio pagina e tanti servizi specie in rete, allo stesso ordine di prezzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://i.ytimg.com/vi/FpEjiqofbQw/0.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://i.ytimg.com/vi/FpEjiqofbQw/0.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Samsung E60&lt;/b&gt; seguito di non molto dai modelli Sony (decisamente menomati dalla mancanza di collegamenti in rete) per la costruzione, la robustezza e la tecnologia, che comprende la dotazione di memoria e le prestazioni del processore, anche se gli altri requisiti non sono eccellenti, ma soprattutto il prezzo è ancora alto, anche se piano piano tente all'asintoto con i modelli precedenti: quando questo avverrà, probabilmente quelle marche avranno già lasciato il settore. Esiste anche un modello 10".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ma poi ci sono una miriade di sotto-marche che non sono da valutare: domani resteranno poco famose ma ci faranno leggere con prodotti usa e getta, come un accendino o un rasoio. Anche i celluari sembravano dover diventare usa e getta, ma poi tutti questi prodotti hanno presto o tardi fatto coppia con quelli blasonati, senza che uno abbia mai del tutto escluso l'altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Presto detto, e ora: Buone coccole!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-6549158524269824277?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/6549158524269824277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/03/una-guida-per-scegliere-il-lettore-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6549158524269824277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6549158524269824277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/03/una-guida-per-scegliere-il-lettore-di.html' title='Una guida per scegliere il lettore di libri digitali'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1556206993453358390</id><published>2011-02-03T15:40:00.006+01:00</published><updated>2011-02-03T16:12:54.130+01:00</updated><title type='text'>Angeli e demoni</title><content type='html'>Esistono due tipi di orrori.&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.flickr.com/photos/50900028@N06/5412836345/'&gt;&lt;img src="http://i21.photobucket.com/albums/b282/FREEFALLL666/Gargoyles.jpg" border='0' width='281' height='178' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il primo è &lt;b&gt;il linguaggio&lt;/b&gt; che è all'origine del pensiero formale e quindi dell'io, della sofferenza e dell'egoismo che accompagna la superbia, sorella dell'odio, delle religioni storiche e del fanatismo. &lt;br /&gt;Il secondo sono &lt;b&gt;i sensi&lt;/b&gt; che sorreggono i bisogni, il piacere e il dolore (che è diverso dalla sofferenza), l'ingordigia e la schiavitù, sadismo e masochismo, cinismo crudele e quello che millantiamo come amore.&lt;br /&gt;&lt;a href='http://www.flickr.com/photos/50900028@N06/5412836579/'&gt;&lt;img src="http://static.blogo.it/cineblog/FantaboxofficeItaliaQuantoincasserAngelieDemoni.jpg" border='0' width='281' height='195' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Steiner diceva che sono entrambe forze demoniache. Ha chiamato la prima &lt;i&gt;Lucifero&lt;/i&gt; e la seconda &lt;i&gt;Mefistofele&lt;/i&gt;. Il primo ha la natura della divinità, tende all'alto: è un tipo di Angelo. Il secondo è una creatura della caduta, dell'esilio sulla terra, una malattia dell'imprigionamento: un Leviatano.&lt;br /&gt;Tutto quello che possiamo fare - e sarebbe tantissimo - è solo riconoscerli e chiamarli per nome nei momenti semplici di tutti i giorni: non nelle notizie del telegiornale e nel lontano, ma di fianco a noi e in noi.&lt;br /&gt;Tocchiamoli, ancoriamoli etichettandoli senza seconde intenzioni, come si fa giocando a darsela: si tocca e si dice "ce l'hai!".&lt;br /&gt;Il più delle volte i demoni sono indeboliti al solo essere riconosciuti per quello che sono, mentre a giudicarli spesso finiscono per vincere loro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1556206993453358390?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1556206993453358390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/02/angeli-e-demoni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1556206993453358390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1556206993453358390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/02/angeli-e-demoni.html' title='Angeli e demoni'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-2420615564906901688</id><published>2011-02-02T18:44:00.000+01:00</published><updated>2011-02-02T18:44:53.744+01:00</updated><title type='text'>Un incubo riuscito</title><content type='html'>Si dice che ci siano sogni e sogni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono quelli narrativi, a volte sensati, spesso meno, in cui la storia, il racconto prevale sul ricordo, sulla chiarezza sensoriale… sono quei sogni che li racconti quasi per sentito dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci sono quelli che chiamo "sogni-evento" perché il loro ricordo è più prepotente di una scena realmente vissuta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sogni di realtà aumentata, iper-reali, che continuano a perseguitarti per tutto il giorno e non te li togli più dalla testa. Si dice, e io sono fra quelli che lo fanno, che questo tipo di esperienze oniriche siano comunicazioni che ti provengono da un'altra sfera: puoi pensare all'al di là, a qualche maestro di un'altra dimensione o all'inconscio collettivo, poco importa. Per questo hanno un valore di tipo diverso, anche se il loro significato lo si scopre meglio in seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando hai di queste esperienze - e chissà perché non ne ho mai di pacifiche, bucoliche o generalmente liete - per sentito dire e per esperienza, so che la cosa migliore da fare è quella di condividerle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per che cos'altro ci starebbero a fare i blog???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi beccati il mio incubo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ero in una sala d'attesa di un poliambulatorio medico, alternativo. Anche i medici stavano lì ad aspettare, mandando indietro i pazienti che non avevano il numero che doveva passare in quel momento, anche se poi non avevano nulla da fare e ciondolavano in piedi come gli astanti. Io non dovevo passare. Accompagnavo qualcun altro che aveva a che fare con la prima parte del sogno, quella più tradizionale. Ad un certo punto mi avvicino ad un'enorme vetrata che prendeva tutta la lunga parete della sala d'attesa. In una sorta di tramonto particolarmente affascinante dalla collina di una città che sapevo dover essere Nizza, improvvisamente un pezzo di crosta terrestre più esteso della città stessa, roteando vola in aria e sembra che sfiori le vetrate della mia sala d'attesa per poi ripiombare fragorosamente nel mare. Di lì a poco un'onda altissima, di gran lunga più della collina stessa, roboando avanza&amp;nbsp; verso dove mi trovo io travolgendo tutto. Ricordo una grande confusione a valle della quale io, come onda o come resti della distruzione, scruto il paesaggio devastato con un misto di sentimenti da cui prevale una romantica nostalgia."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco. Finito l'incubo. Ricorda un po' il film di Clint Eastwood, Hereafter, l'al di là, ma infinitamente più in grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi casi, essendo un sogno della prima mattina, quello che conta sono anche i primi pensieri che l'accompagnano, quelli che vengono da soli quando ancora non ragioni bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima evocazione è stata il ricordo di Atlantide, il continente sommerso, le cui scienze e tecnologie si dice per presunzione abbiano determinato il cataclisma. Poi quei religiosi che sostengono si debba presto riparare sulle montagne per sperare di salvarsi dalla fine del mondo. Poi alla crosta terrestre che cede sotto il peso di quello che vi si trova al di sopra, dopo essere stata privata del sostegno fluido costituito da petrolio e gas cui possono aver contribuito gli stessi atlantidei scomparsi e affossandosi libera veleni brucianti e lava che devastano tutto prima che l'acqua venga a ricoprire ogni cosa fino a lambire i monti dei superstiti. Così ho pensato che poteva spiegare quella descrizione della fine del mondo che ne davano Incas o Maya che fossero, fino agli aborigeni, ovvero che la civiltà sarebbe scomparsa dal mare che si schianta sulla terra arrivando dall'alto, come le acque del lago del Vajont al precipitare improvviso della terra dentro di esso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi sono uscito, ho parlato con mio figlio, di scuola, di cellulari, di sport… tutto è tornato a scorrere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Normalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminando per il centro non ho potuto non notare quanto fosse cresciuto il numero dei mendicanti. Noi, quelli che dormono al caldo, e loro all'addiaccio, su due lunghezze d'onda diverse: se non sei in quel mondo, perché preoccupartene? Semplicemente non esiste. È solo autolesionismo il tuo. La terra, il luogo che è stato affidato per alcuni millenni alla razza umana, a dispetto, non solo di Keplero, Copernico e Armstrong, ma anche dello stesso Tolomeo, a noi bipedi appare come una sicura piattaforma infinità. Non può cascare! Ci sorreggerà sempre perché sotto di lei non c'è che terra che poggia sul suolo e sul suolo del suolo infinito. Anche se sappiamo che non è così, ci sembrerà sempre impossibile che sia altrimenti. La vita è un lungo fiume tranquillo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se credessi nella psicanalisi o se anche solo mi piacesse, potrei magari considerare il tutto una reminiscenza del travaglio prenatale; se mi mettessi il cappello psicosomatico potrei pensare a vescica, reni, ma anche al sistema reticolo endoteliale; se fossi esperto di cabala saprei che numeri andare a giocare e su che ruota. Ma so cantare a malapena qualche canzone, qualcuna mia e qualcuna di altri di molto tempo fa e allora chiudo con un De Gregori d'annata:&lt;br /&gt;"…Un amico d'infanzia, dopo questa canzone / Ha detto «È bellissima, è un incubo riuscito / Ma dimmi, sogni spesso le cose che hai scritto / Oppure le hai inventate solo per scandalizzare?» / Amore, amore, portami via / Devo ancora svegliarmi!"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-2420615564906901688?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/2420615564906901688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/02/un-incubo-riuscito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2420615564906901688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2420615564906901688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/02/un-incubo-riuscito.html' title='Un incubo riuscito'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-2261034921930034821</id><published>2011-01-31T16:05:00.000+01:00</published><updated>2011-01-31T16:05:07.366+01:00</updated><title type='text'>Il taccuino del tecno-randagio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://a1.twimg.com/profile_images/1014319184/Nomadware.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" s5="true" src="http://a1.twimg.com/profile_images/1014319184/Nomadware.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Già che stavamo parlando di Twitter, ricordo gli amici del &lt;em&gt;Franti&lt;/em&gt; che una delle sue reincarnazioni è sotto le ideali mentite spoglie di un Dennis Hopper o di un "Matto" dei Tarocchi, entrambi con qualche Smartphone o NetBook in mano invece che con Kerouac o Stirner (già immagazzinati da piccolo!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm4.static.flickr.com/3037/2777332191_8773f60cf5.jpg?v=0" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" s5="true" src="http://farm4.static.flickr.com/3037/2777332191_8773f60cf5.jpg?v=0" width="162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Si chiama &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Nomadware&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; e &lt;a href="http://twitter.com/#!/Nomadware"&gt;&lt;strong&gt;i suoi pensierini sono qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;; chi non vuole twittarsi può tornarci su a leggerne quando vuole senza impegno e chi si twitta o è twittato può tenere d'occhio le discontinue e sconclusionate (spesso all'apparenza) vagabondaggini scegliendo di "seguirlo" sul social network del canarino.&lt;br /&gt;Un giorno seleziono unn po' di materiali&amp;nbsp;e li metto insieme per un piccolo contributo al randagismo disincantato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi poi, sempre a proposito di Twitter,&amp;nbsp;volesse accedere alla sua &lt;strong&gt;Edicola gratuita&lt;/strong&gt; (magari da smartphone o iPad, o genericamente inserendola in Google Reader),&amp;nbsp;ha solo &lt;a href="http://mepassport.wordpress.com/la-mia-edicola-personale/"&gt;da farsi un giro qui&lt;/a&gt;... e annotarsi l'indirizzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-2261034921930034821?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/2261034921930034821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/01/il-taccuino-del-tecno-randagio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2261034921930034821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2261034921930034821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/01/il-taccuino-del-tecno-randagio.html' title='Il taccuino del tecno-randagio'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-6605925992449664566</id><published>2011-01-31T11:02:00.000+01:00</published><updated>2011-01-31T11:02:54.926+01:00</updated><title type='text'>Vendemmia di cinguettii</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Diversamente da Facebook, i cui meccanismi sociali tradizionali sono più comuni, soprattutto per noi mediterranei, più facili da apprendere e più inclini alla contaminazione, Twitter non ha trovato un equivalente diffusione, almeno nel nostro paese, al di fuori di una più o meno ristretta intellighentia giornalistica e accademica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.crmxchange.com/uploadedImages/images/tweetcurrency1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="448" s5="true" src="http://www.crmxchange.com/uploadedImages/images/tweetcurrency1.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Si fa in fretta ad entrare in Facebook, non di meno se ne prendono frequentemente altrettanto presto le distanze, soprattutto quando l'esubero di amicizie finisce per renderlo molesto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Twitter, bisogna dirlo, non appassiona nella stessa maniera: meno immediato, più professionale e poco incline a facili amicizie, è meno pane per cuore e pancia e più per mente e nervi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Essendo questo mio piccolo spazio rivolto soprattutto agli amici che pazientemente mi seguono, non voglio tediarli oltre con ulteriori&amp;nbsp;panoramiche sui social network e rimando gli approfondimenti ai due articoli per immagini che ho messo in appendice. Successivi approfondimenti porterebbero a percorsi senza fine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Voglio invece fornire ai - saggiamente - meno pazienti un esempio che può essere chiarificatore a proposito di Twitter, una piattaforma&amp;nbsp;che oggi&amp;nbsp;di sicuro eccelle per quel che riguarda l'informazione. Posizionandosi a metà fra una discussione e un SMS, si presta facilmente a rimandi di notizie, come pure a tam-tam epidemici quali quelli che hanno dato il via alle manifestazioni del Belgio e del Nord-Africa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Ancora più che con FaceBook, con Twitter si fa presto ad intasarsi di messaggi (i famigerati &lt;em&gt;Tweet&lt;/em&gt;), non tanto provenienti da fastidiosi amici, quanto da fonti di informazioni che però, per la legge che l'appetito vien mangiando, diventano&amp;nbsp;rapidamente ingovernabili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Dopo un lungo innamoramento del mezzo, sono fra quelli che dopo qualche mese&amp;nbsp;non è riuscito più ad usarlo per inflazione di notizie. Ho passato un week end a mettere ordine fra i miei account (ne ho già 4), imparando ad usare il potente mezzo delle liste. Queste possono essere anche solo private, ma il vero interesse sono quelle pubbliche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Sarebbe molto interessante comprendere se il loro scarso uso sia dettato da una gelosia riguardo al lavoro di selezione o più semplicemente da uno scarso approfondimento degli strumenti del nostro "canarino". Sta di fatto che le liste sono lo scenario che, senza costringere nessuno ad iscriversi, consente a tutti di sbirciare come il nostro&amp;nbsp;funziona,&amp;nbsp;oppure di&amp;nbsp;beneficiare delle fatiche altrui senza impegno alcuno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Per farla breve, potete entrare nelle mie liste e utilizzarle senza iscrivervi a Twitter, partendo da queste che ho selezionato per voi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;La lista &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://twitter.com/#!/FlashEnnio/primenewsita"&gt;PrimeNewsIta&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; è la mia &lt;strong&gt;Rassegna Stampa Italiana&lt;/strong&gt; in Tempo Reale&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;La lista &lt;a href="http://twitter.com/#!/FlashEnnio/primenewspaper"&gt;&lt;em&gt;PrimeNewsPaper&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; è l'equivalente della precedente dedicata però alla &lt;strong&gt;stampa internazionale&lt;/strong&gt;, sempre in tempo reale&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;La lista &lt;em&gt;&lt;a href="http://twitter.com/#!/FlashEnnio/thinktank-21"&gt;ThinkTank&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; è quella dove seleziono gli opinionisti e i fornitori di suggestioni (di natura spirituale e culturale, ma anche molto tecnologica) da me preferiti in questo momento, sensibile a variazioni e mutamenti del periodo&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La lista &lt;em&gt;&lt;a href="http://twitter.com/#!/FlashEnnio/primenewsblogita"&gt;PrimeNewsBlogIta&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; è dedicata a opinionisti e blogger nostrani&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;La lista &lt;em&gt;&lt;a href="http://twitter.com/#!/FlashEnnio/primemanagement"&gt;PrimeManagement&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; a contributi manageriali e culturali, inevitabilmente dominata dalla lingua inglese&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Che cosa puoi fare ora? Cliccane uno dacci uno sguardo. Salvala nei bookmark (preferiti) e lasciala sullo sfondo, così da dare un occhio di quando in quando agli aggiornamenti. Se la cosa ti piace potrai in seguito farti un account, salvarla fra le liste che segui, se è il caso guardare anche le altre che ho creato. Scaricati almeno un client per accedere: specie se hai uno smartphone, ne apprezzerai di certo l'utilità. Potrai condividere le fonti che preferisci e volendo fare le tue, di liste, per condividerle con gli amici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Se non hai voglia di fare tutto ciò, continua a vivere di rendita e usa queste fra le tante ricorse cui accedere normalmente dal tuo browser. E, se non ti fosse chiaro qualcosa, non farti problemi a scrivere o a commentare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Appendice: Social Network per immagini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://thenextweb.com/socialmedia/2011/01/31/the-history-of-social-networking-infographic/"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Storia dei S.N.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.digitalsurgeons.com/facebook-vs-twitter-infographic/"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;FaceBook vs. Twitter&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-6605925992449664566?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/6605925992449664566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/01/vendemmia-di-cinguettii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6605925992449664566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6605925992449664566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/01/vendemmia-di-cinguettii.html' title='Vendemmia di cinguettii'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-9146676917956069061</id><published>2011-01-17T16:03:00.000+01:00</published><updated>2011-01-17T16:03:29.055+01:00</updated><title type='text'>Perché non possiamo innovare: l'esperienza di Singapore</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; border-collapse: separate; color: black; font: small &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #393939; font-family: Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: justify;"&gt;Chissà se il Trio Lescano Brunetta, Gelmini, Tremonti sarà mai in grado di capire queste cose o se le farà insegnare dal consulente con i maggiori interessi nella partita?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; border-collapse: separate; color: black; font: small &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #393939; font-family: Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: justify;"&gt;Perché l'Italia non potrà mai innovare? Perché quasi nessuno che diriga sa capire che&amp;nbsp;la differenza fra un iPad e una lavagna elettronica è un po' come quella fra un artista nel proprio lavoro e un forzuto manovale, come si dice in Piemonte,&amp;nbsp;"Grand e gross, ciula e baloss"!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; border-collapse: separate; color: black; font: small &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #393939; font-family: Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: justify;"&gt;"Mentre altrove i fondi per scuola pubblica e ricerca -preziosa linfa vitale e presupposto di qualunque ripresa economica- vengono falcidiati a colpi di machete, nella ricca Singapore quattro licei si sono uniti in un&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.reuters.com/article/idUSTRE70G0EK20110117" style="color: #4f5ea4; margin: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline;"&gt;progetto ambizioso&lt;/a&gt;: sostituire l’intero parco libri con un&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.melablog.it/categoria/ipad" style="color: #4f5ea4; margin: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline;"&gt;iPad&lt;/a&gt;. Spesa totale dell’esperimento, $100.000.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; border-collapse: separate; color: black; font: small &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #393939; font-family: Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: justify;"&gt;(...) &lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; border-collapse: separate; color: black; font: small &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #393939; font-family: Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: justify;"&gt;Non molto tempo fa anche lo stato di New York aveva&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.melablog.it/post/13228/new-york-la-scuola-pubblica-ordina-piu-di-2000-ipad" style="color: #4f5ea4; margin: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline;"&gt;intrapreso un progetto simile&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;dotando di circa 2.000 iPad il proprio sistema scolastico" (&lt;a href="http://www.melablog.it/post/13295/anche-a-singapore-si-va-a-scuola-con-ipad"&gt;via MelaBlog&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-9146676917956069061?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/9146676917956069061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/01/perche-non-possiamo-innovare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/9146676917956069061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/9146676917956069061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/01/perche-non-possiamo-innovare.html' title='Perché non possiamo innovare: l&apos;esperienza di Singapore'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-6538813387577912331</id><published>2011-01-17T14:44:00.003+01:00</published><updated>2011-01-17T16:41:15.879+01:00</updated><title type='text'>Della mia comparsata su "Repubblica"</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Oggi gli amici mi hanno comunicato che il mio nome compariva sul giornale la Repubblica (sia su carta che on line)&amp;nbsp;a riguardo di &lt;a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/01/17/news/troppo_tecno-11312976/?ref=HREC2-13"&gt;un'articolo sulla "Dieta Tecnologica"&lt;/a&gt;. L'amica giornalista Vera Schiavazzi ieri aveva chiesto per e-mail&amp;nbsp;il mio punto di vista su un tema presentato in &lt;a href="http://on.wsj.com/gXASsx"&gt;un pezzo del Wall Street Journal&lt;/a&gt; a proposito della dieta di tecnologia per l'eccessiva dipendenza che dovrebbe affliggere tutti noi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TTRHg_qBZqI/AAAAAAAABAk/ZIpP9bpV_Co/s1600/articolomartignagorepubblica.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" n4="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TTRHg_qBZqI/AAAAAAAABAk/ZIpP9bpV_Co/s320/articolomartignagorepubblica.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Sono andato a comprare il giornale e ho letto il pezzo. Ovviamente i giornalisti devono fare operazioni di sintesi spesso difficili ma inevitabili in seguito alle quali le frasi, avulse dal contesto o contratte in maniera poco naturale finiscono per assumere sensi e intenzioni sfumate o differenti da quelle dell'intervistato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Il vantaggio di un'intervista epistolare è quello che si possono riportare testualmente le parole usate, non per contraddire il giornalista, ma per spiegarsi meglio con gli amici. Questo è dunque quello che miro a realizzare con la clonazione del messaggio originale da me inviato a Vera, che forse può anche costituire un piccolo valore aggiunto al dibattito. Eccolo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Lo scenario è molto lontano da quello della famiglia media italiana e direi anche da quella media statunitense se escludiamo la middle class metropolitana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Le statistiche di Nielsen sono drogate dai loro obiettivi, ancor prima che dalle fonti che utilizzano che non sono certo quelle del paese reale per buona parte più vicino ai film di Eastwood (per stare nella media alta). In Italia le cose sono ancora diverse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Sotto il profilo professionale posso indossare due vesti che corrispondono a due attività che guardano alla questione da altrettanti osservatori per così dire complementari: l'esperto di gestione e condivisione delle conoscenze nelle organizzazioni o quella di psicoterapeuta che si occupa di dipendenze di varia guisa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Come esperto di knowledge sharing e quindi di accesso tecnologico all'apprendimento e alla comunicazione organizzativa, ti dico che l'obiettivo auspicabile sarebbe quello di una certa naturalezza e "astuzia" nell'uso delle nuove tecnologie, ma non è quasi mai così. Abbiamo assistito ad un cambiamento affatto graduale dove la gente con il termine "informatica" identifica più le piattaforme che il loro utilizzo. Ieri non sapevano e rifiutavano di usarle, oggi sono come cani di Pavlov o piccioni skinneriani che adottano comportamenti routinari acritici indotti da gestori tecnologici demotivati ad integrare gli strumenti avvicinandoli ai comportamenti umani. Detto in parole povere, impiegati e manager sono i veri terminali delle macchine e non il contrario e l'autorità nelle organizzazioni ha uno stile replicante che finisce per produrre aziende ripetitive e quindi prive di competitività.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Per fare un esempio, il successo di Apple non dipende tanto dall'intelligenza di Jobs, ma dalla stupidità dei suoi concorrenti, incapaci di un pensiero che non esca dallo stampino. Decenni di successi del modello-stampino hanno reso inabili ai modelli di produzione tradizionali. Quelli del nonno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Da qui il primo corollario: il miglior modo per rendere intelligenti i dipendenti è spegnere i computer e fargli imbracciare la zappa e mandarli a coltivare l'orto aziendale (a qualunque oggetto possa applicarsi la metafora), per poi farli tornare cum grano salis alle macchine. Ad esempio, oggi l'operaio informaticamente ignorante è mediamente più sano e quindi anche più intelligente (chi non ha la salute come riferimento non ritengo possa essere intelligente nel significato che do personalmente al termine) dell'impiegato e molto più del manager entry e middle level.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Le nuove tecnologie portano ad un pensiero arco-riflesso. Il paradosso è che viene spacciato per critico. Raramente partono da un processo costruttivo, un progetto, come avrebbero voluto i padri del personal computer, da Wiener a Engelbart. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;La colpa di questo però non sta nelle tecnologie, ma nelle volontà. Le alternative alle piattaforme aziendali di clonazione, come gli ERP (uno per tutti SAP) che portano le scienze organizzative indietro di 40 anni dagli sviluppi degli anni '80-'90 non erano le uniche strade possibili a disposizione per introdurre le tecnologie digitali in azienda. In genere c'erano due vie: quella della classificazione in modelli rigidi con alti costi tecnologici sostenuti dai tagli dei cervelli organici, e quella del ricorso all'informatica per l'empowerment delle persone che grazie a queste possono dare di più (dato e non scontato che poi abbiano qualche obiettivo reale in testa). Il grave è che la pedagogia delle schede di matrice anglosassone adottata nelle scuole elementari è il peggiore e assolutamente pervasivo imprinting ad un ragionamento e ad un apprendimento basato sul riflesso condizionato acritico. Il design delle tecnologie è la logica conseguenza di una strumentalizzazione (da strumento, utensile, cosa…) della persona.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Oggi possiamo dire che "più mezzi abbiamo e meno motivazioni abbiamo per usarli".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Cambiando càmice, ora parlo da psicoterapeuta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;È vero, esiste un fenomeno di dipendenza dalle tecnologie, ma - attenzione - non dal computer e, se togliamo l'utilizzo telefonico, neppure dallo smartphone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;È una dipendenza da videogioco on line, da Facebook, da Messenger, da SMS… Per molti consumatori, Internet È Google: neppure si inserisce l'indirizzo sull'apposito campo quando questo sia ovvio. Se chiedessi ad un ragazzo di cercare il sito di Google non mi stupirei che nella barra di ricerca Google (che per lui è Internet) scrivesse la parola "Google" per "andare su Google". La tecnologia è trasparente: STO su Facebook, cosa c'entra accedere il PC? STO su Messenger! Non sono al telefono, sento la Samantha. Non ho acceso la TV, non mi perdo l'ultima puntata di Sex and the City. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Gli smartphone fanno poi la differenza perché ci sei sempre, TV compresa. La maggiore motivazione per comprarli non è certo quella di usare Wikipedia, quanto quella di essere ALLWAYS ON.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Dunque le simpatiche scenette descritte nell'articolo di WSJ non sono forme di dipendenza da tecnologie, ma Dipendenza da mangiatoie della vita borghese di città, con tutte le loro patologie, di solitudine, di desiderio, di anonimato…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Si aprono a questo punto due vie: la disintossicazione e la scelta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;La prima oggi non sarebbe che uno spostamento della dipendenza da un lato all'altro degli strumenti di condizionamento. Il giorno della dieta dovrebbe comprendere tenere spenti televisioni e radio, staccare telefoni, chiudere i centri commerciali e così via. Praticabile per chi vive in un rifugio alpino sepolto dalla neve, e non certo per un abitante di New York, ma neppure di Bene Vagienna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;L'altra via è quella di usare le tecnologie come quello che chiamo "il fumatore sano". Qualsiasi sostanza consumiamo è potenzialmente dannosa. Il fumo è una di queste. Esistono però due tipi di fumatori: ci sono quelli che "si fanno fumare dalla sigaretta" e che nei casi estremi - peraltro non rari - hanno due o tre sigarette accese nello stesso momento (una in mano, una nel portacenere, e l'altra in bocca) e quindi non sanno neppure di stare fumando; ci sono poi quelli che scelgono di fumare "proprio quella sigaretta lì" che potrebbero addirittura battezzare Casimira tanto l'hanno individuata, come faceva John Belushi in "Chiamami Aquila" con l'ultima del pacchetto in alta montagna. Quando usi il computer per fare proprio e solo "quell'azione lì", allora puoi non considerarti "dipendente" da tecnologie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;La technology addiction non è che una forma di patologia da dipendenza come un'altra in una società che ha fatto della dipendenza il proprio stile di vita e di economia al punto da identificarlo con il concetto stesso di benessere ("dobbiamo tornare a comprare per esorcizzare la crisi" e poi dobbiamo vivere 3 vite per mantenere tutte le "cose" di cui ci siamo riempiti le case e le esistenze). Curioso che gli esperti tendano a distinguere fra quella che è dipendenza-dipendenza e le dipendenze in genere, al di là delle loro conseguenze in genere sempre devastanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;La richiesta di terapie per la dipendenza da tecnologie incomincia ad arrivare allo studio dello psicoterapeuta. Ci sono terapeuti sornioni che se ne rendono esperti, altri meno di successo che cercano di fare emergere come quasi sempre dietro a questa richiesta, che il più delle volte ha come paziente designato il figlio, ci sia un modello di vita che fa acqua da tutte le parti e che si cerca di esorcizzare con la diagnosi di un'Internet Addiction come un'altra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Esiste una terza strada, quella che ritengo la più intelligente, la più praticabile e con maggiori spunti di crescita, ma è anche quella che richiede una maggiore autonomia e intelligenza (le famose funzioni atrofizzate del contemporaneo urbano). È l'Ironia. Quella di Socrate, certo, ma anche quella di Dilbert, quella del manager che si prende in giro con il suo BlackBerry divenuto l'elettrodo con cui l'azienda gli dà le scosse anche ad ora di cena ma che quando lo capisce lo spegne o lo regala al figlio con l'intento esplicitato di fargli un dispetto, ben consapevole che questi presto lo farà finire nella prima pozzanghera per sbaglio o se lo farà fregare sul pullman. Solo l'ironia ci consente di staccare veramente e di dedicarci all'aglio, olio e peperoncino, perché se queste cose fantasmatiche le prendiamo troppo sul serio, finiamo nostro malgrado per trasformarle in quello che non sono: delle realtà&lt;/span&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-6538813387577912331?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/6538813387577912331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/01/della-mia-comparsata-du-repubblica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6538813387577912331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6538813387577912331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/01/della-mia-comparsata-du-repubblica.html' title='Della mia comparsata su &quot;Repubblica&quot;'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TTRHg_qBZqI/AAAAAAAABAk/ZIpP9bpV_Co/s72-c/articolomartignagorepubblica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-7040257528872601156</id><published>2011-01-09T17:23:00.000+01:00</published><updated>2011-01-09T17:27:25.458+01:00</updated><title type='text'>La mappa dei mondi alla fine - commento a The Mass Animal Deaths</title><content type='html'>A ben guardare la mappa di Google sulle stragi spontanee di massa degli animali verificatesi nell&amp;#39;arco di una settimana scarsa, la cui ipotesi pi&amp;#249; interessante potrebbe essere la perdita di orientamento cognitivo di specie o di gruppo generato da un repentino e notevole disallineamento dell&amp;#39;asse terrestre, qualcuno potrebbe dire che sono successe solo dove ci siamo noi a inquinare.&lt;p&gt;Probabilmente nel resto dei posti non evidenziati da Google Maps, non se n&amp;#39;&amp;#232; accorto nessuno: perch&amp;#233; non ci sono umani per accorgersene, perch&amp;#233; non ci sono media attenti alla cosa o, pi&amp;#249; semplicemente, perch&amp;#233; tanto da quelle parti sono gi&amp;#224; gli uomini a morire a miriadi, per siccit&amp;#224; e proiettili che figurati se gliene frega di pesci e uccelli!&lt;p&gt;Gli spaventi per la fine del mondo valgono solo laddove c&amp;#39;&amp;#232; un mondo a rischio di perdita, non dove il mondo per i pi&amp;#249; rischia di finire ogni giorno da sempre. &lt;p&gt;&lt;a href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;amp;hl=en&amp;amp;oe=UTF8&amp;amp;msa=0&amp;amp;msid=201817256339889828327.0004991bca25af104a22b"&gt;http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;amp;hl=en&amp;amp;oe=UTF8&amp;amp;msa=0&amp;amp;msid=201817256339889828327.0004991bca25af104a22b&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-7040257528872601156?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/7040257528872601156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/01/la-mappa-dei-mondi-alla-fine-commento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7040257528872601156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7040257528872601156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2011/01/la-mappa-dei-mondi-alla-fine-commento.html' title='La mappa dei mondi alla fine - commento a The Mass Animal Deaths'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-2039439356363486312</id><published>2010-12-29T12:09:00.000+01:00</published><updated>2010-12-29T12:09:58.012+01:00</updated><title type='text'>Investimenti per l'anno nuovo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Osservando il turpemente triste debordare della catena di negozi "Compro Oro", mi rododendronavo per essere stato troppo pusillanime e condizionabile quando tre anni fa volevo convertire i miei pochi ma volatili risparmi nel metallo del diavolo, essendo sicuro dei tempi che sarebbero arrivati. Mai fidarsi dei consigli degli impiegati delle banche e di familiari e amici col pallino degli investimenti!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;La cosa che conta di più nei fatti di soldi è quella di mai piangere sul latte versato (seguita a ruota da quella di non versare il latte, se possibile).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Il fatto è che, oggi come oggi, non c'è nulla su cui investire che non si trasformi in un modo per mettere a rischio i pochi averi già del loro orientati a trasformarsi rapidamente in carta straccia per fare ancora più ricchi i soliti speculatori, gli sciacalli della finanza e della politica&amp;nbsp;e i loro amici cogenere amministratori delle grandi imprese,&amp;nbsp;oltre&amp;nbsp;all'immenso&amp;nbsp;popolo dei funzionari leccapiedi e all'orda oceanica&amp;nbsp;dei platelminteschi dirigenti pubblici, tutti accaniti sulla carogna di un paese immemore del tempo dei Manzi e dei Mattei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Ci ho pensato a lungo e sono arrivato ad una conclusione che mi sembrava semplicistica, ma che più ci penso più mi convince e per questo la consiglio a tutti voi e vorrei anche consigliarla agli - in fondo non così pochi - italiani onesti che hanno qualche facoltà di influenzare gli indirizzi delle persone e delle scelte più generali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Ci sono tre generi su cui ognuno di noi e tutti quanti insieme possiamo investire per sviluppare ricchezza individuale, ma soprattutto familiare e, in questo senso, transgenerazionale. Si tratta di:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Investire in &lt;strong&gt;Tempo Libero&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Investire in &lt;strong&gt;Salute e Benessere&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Investire in &lt;strong&gt;Civiltà&lt;/strong&gt; globale&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ho detto delle banalità? Capita spesso alle questioni più difficili&amp;nbsp;da comprendere, per quanto risapute e ripetute,&amp;nbsp;di essere prese per banali.&amp;nbsp;Le implicazioni di questi consigli sono molteplici e varrebbe la pena per ognuno di noi di tenerle sullo sfondo per scoprirle meglio&amp;nbsp;giorno per giorno, ma vorrei brevemente commentarne alcune a mo' d'esempio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Per quanto riguarda il &lt;em&gt;Tempo Libero&lt;/em&gt;, si tratta del bene primario che acquistiamo con i nostri sforzi, perché alla fine guadagnare&amp;nbsp;per mangiare e&amp;nbsp;mangiare per sopravvivere senza poi beneficiare in alcun modo del proprio tempo di vita che non sia quello di procurarsi da mangiare non ha alcun senso. A questo si aggiunga che un periodo recessivo come questo ha bisogno di pensieri e attività nuove e che quelle prodotte dalle attività tradizionali giunte ormai alla frutta (qualcun altro direbbe "alla canna del gas") sono ampiamente da ridimensionare. Il vero problema è che spesso sembra che non sappiamo come usarlo poi quel tempo libero (il cui valore economico oggi è &lt;strong&gt;altissimo&lt;/strong&gt;): ci vuole un certo impegno per qualificarlo al massimo e questa è una sfida, ma se superiamo il condizionamento da "product life cycle"-dipendenza scopriamo che eravamo dei muli che giravano attorno al palo, anche dopo che la corda si era spezzata e che si tratta solo di togliersi i paraocchi perché il resto venga da sé.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Quanto al &lt;em&gt;Benessere&lt;/em&gt;, sembra di dire una cosa scontata ("la salute prima di tutto"), ma non è così. In cambio di un costosissimo parcheggio in qualche resort salutistico che fa molto jet set, ci roviniamo il resto del tempo in una vita automobilistica, inquinata, a colpi di panini sanguinolenti, grassi e pesanti, senza rispetto della sicurezza e dell'igiene del lavoro e domestica. Oggi, ogni tanto riesco a farmi fare un massaggio, ma devo ancora organizzarmi per fare del movimento, per giocare, per rilassarmi e per conoscermi meglio prima che sia troppo tardi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Infine, nulla ha senso se non viviamo in un contesto civile. In un paese di ladri come quello che cantava Venditti, sembra impossibile che ci siano finalità migliori di quella di arricchirsi ai danni dei vicini e perfino di amici e familiari. Eppure i paesi migliori che per me sono quelli di matrice protestante e calvinista come l'area scandinava e i Paesi Bassi, oltre alla vicina Svizzera che, con tutti i difetti e i limiti che ognuno di noi ha, sanno da sempre che il valore di una&amp;nbsp;convivenza efficace è il capitale più lungo da accantonare e far rendere, ma che costituisce le fondamenta di tutto quello che gli costruisci sopra, e quanto più profonde sono tanto più serenamente e quindi solidamente si vive tutti. Se costruisci in zona sismica e senza fondamenta o se queste&amp;nbsp;le fai superficiali e magari affondano nella sabbia, sopra ci puoi costruire l'abitazione egoisticamente e vanitosamente più sontuosa che vuoi che la tua casa non varrà niente, anche se chi ci passa davanti ti invidierà prendendo in giro l'altro che vive in un edificio modesto ma solido. Chi ci abita, la venderà presto al gonzo che si farà i debiti per una vita per scoprire che dopo qualche anno i debiti sono tutto quello che gli resterà, perché il resto si sarà sbriciolato, mentre andrà a bussare alla porta di quello deriso prima, accompagnato da un politico e un avvocato per esigere ospitalità seguendo la legge caricaturale di un noto ministro condensata in "Le tasse sono bellissime".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Eppure, se anche ti verrebbe voglia di fare strage dei parvenu goderecci ed egositi&amp;nbsp;del craxismo e dell'edonismo reganiano, siamo costretti a trovare un compromesso per non affondare tutti insieme. Tutto va bene, ma a un patto soltanto: che i sacrifici di oggi - quelli almeno - vadano a capitale civile e non bisnèss' alla partenopamericana. Torniamo ad investire in Civiltà, come fecero i nostri genitori e i nostri avi che quando facevano sacrifici per la famiglia non si sentivano scemi o poveracci, ma piuttosto nel loro piccolo dei modesti supereroi di una vita dura ma dignitosa e non certo indegna come la maggior parte dei miti di massa di oggi!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Ecco l'augurio per il 2011. Investiamo in queste risorse (e in quelle collegate, come il risparmio energetico, la riduzione di sprechi e soprattutto di rifiuti, e le cose che sappiamo tutti) e, quandunque il mondo dovesse finire nel dicembre del 2012, scompariremo un po' meno poveri di quanto siamo oggi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-2039439356363486312?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/2039439356363486312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/investimenti-per-lanno-nuovo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2039439356363486312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2039439356363486312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/investimenti-per-lanno-nuovo.html' title='Investimenti per l&apos;anno nuovo'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-9071114298223724368</id><published>2010-12-22T11:03:00.000+01:00</published><updated>2010-12-22T11:03:51.067+01:00</updated><title type='text'>Batti il nemico rendendolo consumabile</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Viviamo in un mondo dove siamo &lt;em&gt;consumati&lt;/em&gt; a tutto, ma poi&amp;nbsp;ci entusiasmiamo e ci indignamo a bacchetta e&amp;nbsp;non senza una certa noia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La notizia è che, nel giro di un giorno o due, l'applicazione Wikileaks per iOS (il sistema di iPhone, iPad e iPod Touch) ha visto l'alba e il tramonto senza godere del meriggio. Si trattava di un programmino&amp;nbsp;fatto&amp;nbsp;da terze parti&amp;nbsp;che si faceva vendere a poco più di un euro e mezzo per&amp;nbsp;pubblicare un giornalino da telefono con le notizie distribuite in lingua madre dal sito corsaro.&amp;nbsp;Da Cupertino non si sono fatti aspettare e i portavoce di Apple hanno rimosso l'applicazione con la motivazione che "&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; border-collapse: separate; color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #666666; font-family: georgia, arial, verdana, sans-serif; font-style: italic; line-height: 16px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Un’applicazione deve rispettare tutte le leggi locali. Non può mettere un individuo o un gruppo di persone a rischi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.blogo.it/melablog/wikileaks.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="233" n4="true" src="http://static.blogo.it/melablog/wikileaks.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Quello che mi sembrava interessante non è questa notizia - peraltro ampiamente scontata - quanto il fatto che dallo scandalo si sia passati al business. Si tratta Wikileaks come un giornale di gossip. Siamo oche all'ingrasso del meccanismo del pettegolezzo e ci dichiariamo annoiati, abituati come siamo a sentirci dire di tutto e tutto e il contrario di tutto che non ci stupiamo né ci indignamo di quello che è evidente, ma ci eccitiamo e ci scandalizziamo per degli stimoli in attesa di qualcosa di eccezionale che avviene solo nei telefilm americani (che per soddisfare questo bisogno superano se stessi nella sfida all'inverosimiglianza).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Alla fine anche Wikileaks è stato mangiato e digerito dalla macchina consumistica: perché mai dovrebbero far fuori Assange quando hanno già utilizzato le loro rivelazioni per abituare tutti ad accettare come poco appetibile, divertente, eccezionale persino le più terribili e dimostrate? Perché combatterlo, quando per annientarlo basta poterlo vendere come un videogioco?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Il mondo si cambia per contagio, dal qui e ora, da tu ed io: questo sì che è un vero film horror!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-9071114298223724368?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/9071114298223724368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/batti-il-nemico-rendendolo-consumabile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/9071114298223724368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/9071114298223724368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/batti-il-nemico-rendendolo-consumabile.html' title='Batti il nemico rendendolo consumabile'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1062067725131556122</id><published>2010-12-12T09:17:00.001+01:00</published><updated>2010-12-12T09:22:26.634+01:00</updated><title type='text'>Foxconn supera la soglia di 1 milione di operai</title><content type='html'>"Le esportazioni della Cina hanno raggiunto un record il mese scorso, grazie alla crescente richiesta dei mercati occidentali. In ottobre il governo cinese dichiarò che le vendite erano cresciute del 19% rispetto all’anno precedente e che avevano superato 158 miliardi di euro"&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.melablog.it/post/13079/foxconn-supera-la-soglia-di-1-milione-di-operai?utm_source=newsletter&amp;amp;utm_medium=mail&amp;amp;utm_campaign=Newsletter:+melablog/it+(melablog)"&gt;Melablog&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ennio Martignago via iPhone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Via%20Rivara,Torino,Italia%4045.083525%2C7.654299&amp;z=10'&gt;Via Rivara,Torino,Italia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1062067725131556122?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1062067725131556122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/foxconn-supera-la-soglia-di-1-milione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1062067725131556122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1062067725131556122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/foxconn-supera-la-soglia-di-1-milione.html' title='Foxconn supera la soglia di 1 milione di operai'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1417348885251570262</id><published>2010-12-10T10:27:00.000+01:00</published><updated>2010-12-10T10:27:10.285+01:00</updated><title type='text'>Quando la posta fa la differenza</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;È da sempre un braccio di ferro, ma anche una rivalità sinergica quella fra il browsing e il mailing. La differenza spesso la fanno le applicazioni, ma negli ultimi anni&amp;nbsp;le applicazioni on line, il cosidetto Web 2.0,&amp;nbsp;e i social network hanno segnato la differenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Se fino a qualche anno fa non sussisteva nessun dubbio sulla priorità del client di posta elettronica,&amp;nbsp;le funzioni avanzate di Gmail e dopo di lui gli altri hanno ribaltato la situazione e molti di noi finiscono per usare più frequentemente l'interfaccia del&amp;nbsp;browser per tenere conto delle comunicazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;A rimettere in discussione il tutto è stata poi l'ambizione di Mark Elliott Zuckerberg che sta trasformando sempre più il&amp;nbsp;suo &lt;a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2010/12/09/facebook-e-lamicizia-in-beta-permanente"&gt;Facebook nello strumento di integrazione allways on&lt;/a&gt; dei contatti, un sincretismo fra posta, chat, blog e, ovviamente, social network.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;A rimescolare le carte arriva &lt;a href="http://help.nutshellmail.com/entries/87930-what-is-nutshellmail"&gt;NutshellMail&lt;/a&gt;. Si tratta di un'integratore di applicazioni on line, marcatamente di social network, che si occupa di trasmettere periodicamente, fino ad ogni ora, gli aggiornamenti dei propri principali account&amp;nbsp;financo alle pagine Facebook, per consentirci di riceverli come digest nella propria casella e-mail.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;La cosa funziona bene per sostituire i numerosi avvisi dei tanti servizi cui siamo iscritti e di cui ci siamo fatalmente scordati con un unico memorandum. Con alcuni siti va particolarmente bene - una cura particolare viene rivolta a Facebook, neanche a dirlo - mentre altri non sono sostituibili, in particolare chi ha un Twitter particolarmente ricco di follow non trarrà alcun beneficio da questo sistema.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;La società &lt;a href="http://www.constantcontact.com/"&gt;ConstantContact&lt;/a&gt;&amp;nbsp;ha realizzato su Youtube&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/user/constantcontact"&gt;un proprio canale&lt;/a&gt; e uno per lo stesso &lt;a href="http://www.youtube.com/user/NutshellMail"&gt;NutshellMail&lt;/a&gt; dal quale si possono evincere le caratteristiche e i possibili utilizzi dell'applicazione che valgono più di molte parole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object style="height: 390px; width: 640px;"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Bq7a_o0Tcto?version=3"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Bq7a_o0Tcto?version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="640" height="390"&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Il prodotto, poi, potrebbe essere una buona idea per un futuro&amp;nbsp;catalizzatore che sfrutti la posta elettronica per rianimare o anche fare compiere i primi passi alla condivisione e alla collaborazione nelle aziende e nelle organizzazioni, dove Wiki e Social Network hanno incontrato non poche difficoltà a penetrare, probabilmente proprio a causa dell'esagerata inflazione di strumenti (qui le sole alternative possono essere costituite, sicuramente da &lt;a href="http://www.yammer.com/"&gt;Yammer&lt;/a&gt; ma anche da &lt;a href="http://www.huddle.com/"&gt;Huddle&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Che sia solo "another brick in the wall" del Web 2.0 non lo si può sapere fino a che non saranno passati almeno un po' di mesi. Per ora possiamo constatare che si sta&amp;nbsp;evidenziando di sicuro una grande carenza: una vera idea geniale per cambiare i nostri mail client e i PIM, rimasti tutto sommato ancora ai tempi di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lotus_Notes"&gt;Notes&lt;/a&gt; - se non del primordiale &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/PLATO_system"&gt;PLATO&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object style="height: 390px; width: 640px;"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NQmlIocpo0M?version=3"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/NQmlIocpo0M?version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="640" height="390"&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1417348885251570262?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1417348885251570262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/quando-la-posta-fa-la-differenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1417348885251570262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1417348885251570262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/quando-la-posta-fa-la-differenza.html' title='Quando la posta fa la differenza'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1333521383211377347</id><published>2010-12-09T11:04:00.000+01:00</published><updated>2010-12-09T11:04:28.365+01:00</updated><title type='text'>Di rivoluzioni, banche e calciatori</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nel suo blog "ParoleFattiPensieri", &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/12/07/eric-cantona-dichiara-guerra-alle-banche-francesi/?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=email&amp;amp;utm_campaign=Feed:+vittoriopasteris+(Vittorio+Pasteris+ParoleFattiPensieri)"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Vittorio Pasteris è fra i pochi a rimarcare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; l'eco cisalpina &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.leparisien.fr/economie/cantona-tout-est-parti-d-une-interview-sur-le-net-07-12-2010-1181129.php"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;dell'outing dell'attore ex-calciatore francese&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; Eric Cantona, che in un'intervista pubblicata in rete propone una strategia semplice e incruenta per dare il via alla rivoluzione&amp;nbsp;facendo saltare il sistema: che tutti, tutti insieme, si tolga il proprio denaro dalle banche dove riposa a tutto profitto dei manipolatori multinazionali e dei loro sgherri amministrativo-politici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tc0Hxie_ZII?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/tc0Hxie_ZII?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente non esistono solo i social network, dove le comunicazioni scompaiono in men che non si dica, perché se l'avessi scritto solo là (dove peraltro&amp;nbsp;mi sono permesso parole più forti) non potrei dimostrare &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Le grandi banche, quelle che stanno pignorando le case dei disoccupati, dopo avere prosciugato le casse dello Stato per tamponare i guai degli investimenti sui&amp;nbsp;future nelle banche delle lobbies americane e avere dato a piene mani alle grandi imprese per lasciare le piccole a farsi sbranare, prese nel sandwich tra Amministrazioni canaglie insolventi e mercenari aguzzini targati Stato con l'etichetta Equitalia, queste &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vergine_di_Norimberga"&gt;vergini di Norimberga&lt;/a&gt; non hanno atteso molto per fare presente che non avrebbero erogato più di duemila euro alla volta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Lo stesso Cantona si è ben guardato dall'andare, come promesso,&amp;nbsp;a portar via i suoi di soldi dall'istituto dove riposano, forse perché lui è uno di quelli che avrebbero più da perdere se saltassero le banche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Tuttavia, esiste sempre &lt;strong&gt;una variante&lt;/strong&gt; meno rivoluzionaria, diciamo così, &lt;strong&gt;"riformista"&lt;/strong&gt; alla proposta originaria: che tutti i dipendenti, assieme al popolo della Partita IVA&amp;nbsp;(quest'ultimo peraltro sempre più bersagliato da pubblicità e ricatti), andando ad informarsi di quelle che sono meno slegate dai poteri forti e dalla catena di santantonio degli Istituti, portassero via &lt;strong&gt;tutti insieme&lt;/strong&gt; i loro conti correnti riposti nei grandi Istituti Bancari i cui nomi sono noti ai più, e li andassero a depositare in quelle poche, ma non inesistenti piccole casse di risparmio locali (perché proprio queste non possono iniziare loro una campagna pubblicitaria del tipo "&lt;strong&gt;questa&lt;/strong&gt; banca è &lt;em&gt;realmente&lt;/em&gt; diversa perché &lt;u&gt;fuori dai circuiti della speculazione&lt;/u&gt;"?).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Che soprattutto &lt;strong&gt;i dipendenti togliessero l'accredito dei loro stipendi&lt;/strong&gt; dalle Grandi Banche per portarli in quelle piccole. Quest'ultima operazione non può andare incontro a nessun ostacolo, né rischio per il risparmiatore&amp;nbsp;ed è abbastanza rapida per essere realizzata subito. Il suo impatto non darebbe seguito certamente ad alcuna rivoluzione, ma farebbe saltare nervi e poltrone a tutto il meccanismo economico che regge questa &lt;strong&gt;nuova oligarchia finanziaria&amp;nbsp;despotica che si fregia immeritatamente del titolo di "democrazia"&lt;/strong&gt;!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Purtroppo, non essendo calciatore e neppure in pensione, la mia proposta è destinata a morire tra le virgole di questo blog, ma pur soltanto contribuire a rendere consapevole qualche amico e lettore degli strumenti che avremmo in mano per non farci soggiogare del tutto dal circo mediatico della politica e della "crisilogia" ritengo possa essere un buon farmaco antidepressivo anche per loro e una buona soddisfazione per chi scrive.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/chi-paga-sociale-del-lavoro.html"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;un certo anticipo sulla plaudibile proposta&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt; del calciatore francese. C'è da dire che, pur al tempo della rete e pur essendo la fonte in rete, certi messaggi arrivano solo se sei almeno un calciatore in pensione.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1333521383211377347?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1333521383211377347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/di-rivoluzioni-banche-e-calciatori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1333521383211377347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1333521383211377347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/di-rivoluzioni-banche-e-calciatori.html' title='Di rivoluzioni, banche e calciatori'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-6789590086801843419</id><published>2010-12-05T00:39:00.001+01:00</published><updated>2010-12-05T00:39:38.886+01:00</updated><title type='text'>Il solo potere</title><content type='html'>Mentre nella Roma del tardo impero i Senatori e le Famiglie tessevano alleanze ed equilibri, camaleontici - o capezzonici? - volta-faccia e s-facciati opportunismi, erigendo e abbattendo statue nel breve volgere di vita di una farfalla o di un'imperatore che Hegel avrebbe potuto consacrare nella sua Storia ruffiana, come batteri e platelminti e mosche e vermi, i veri eroi depredavano e mettevano accampamenti nel tessuto purulento di uomini e donne e bambini che non si accorgevano di nulla di tutto ciò, impegnati com'erano a non perdere il loro posto in prima fila alle cloache del loro potente del momento, non importa a quale Gente appartenesse, che niente poteva veramente al di là del piccolo potere che riusciva ad esercitare solo su quelli che aveva attorno. E più li umiliava e più accorrevano! Nessuna monarchia ha avuto tanti despoti nepotisti corrotti come una repubblica decadente. O forse non sono mai esistite né monarchie né repubbliche, ma solo illusioni. Prima fra tutte che l'uomo faccia la storia e che la storia faccia il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, quando la lavagna è così sporca di disegni e di collegamenti mutuamente intoccabili, fatti col gesso da infinite mani su cui nessuno può più ricostruire un tratto coerente, allora i gessi non servono più! Solo lo straccio può! E quando è molto sporco, occorre anche l'acqua, e l'alcol, oppure cose ancora più forti. Al limite, si cambia lavagna, no?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Alla fine avrà ragione di tutto l'Orda&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;L'Orda sarà la sola logica: senza un'emozione s'imporrà nel tempo di un gesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sola verità su tante ragioni è l'Atto, la grande febbre, l'epidemia. La ragione ultima è il Fatto, l'Evento, la Catastrofe. Le parole nulla possono sul rivolgimento e a scriverlo non sarà nessun uomo, ma l'Orda: non fu Attila, ma gli Unni, le mogli dei soldati, i figli, i loro cavalli, il rumore, l'odore del sangue… Come i Vichinghi, la Peste Nera, la Grande Guerra. Che cosa è rimasto dei poteri, dei banchieri e dei mafiosi che certo avranno abitato anche fra gli Atlantidei? Tutto sommerso, compreso il benché minimo segno di una loro remota, ma non troppo negli eterni tempi del pianeta, esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vero eroe tragico del nostro tramonto sono convinto che sia il Colonnello Kurtz e il suo disvelamento ultimo, il solo Demiurgo dietro tanti fantocci e simulacri di capi e di verità da Orda: «&lt;a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=NRymV4bDC18&amp;sns=em"&gt;L'Orrore… l'Orrore!&lt;/a&gt;»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-6789590086801843419?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/6789590086801843419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/il-solo-potere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6789590086801843419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6789590086801843419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/12/il-solo-potere.html' title='Il solo potere'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3475963953373804410</id><published>2010-11-27T01:20:00.003+01:00</published><updated>2010-11-27T01:29:38.389+01:00</updated><title type='text'>Ancora su riforme e manifestazioni</title><content type='html'>Spargo un po' di pensieri molto personali sul tema delle proteste dei giovani, dell'istituzione scolastica e della cultura. Presunzione? E perché no?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Figlio mio, sono orgoglioso se difendi il tuo presente e fai rispettare il tuo futuro. Vorrei che questo fosse ben chiaro come premessa a tutto quello che segue. Una vita senza utopie è una vita da amebe e sprecare una vita è uno dei peggiori peccati capitali!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nei miei ricordi non è la piazza che mi ha fatto crescere, ma la sua preparazione e la sua continuazione. Manifestare è la celebrazione festosa e/o rabbiosa del lavoro che l'ha preceduta, della riflessione e del confronto, dell'unione e della separazione, del pensiero e del cuore. Ti ci ritrovi? Se sì, insisti. Se no, ricomincia"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Strumentalizzati? Non dire che non lo siete cascando nell'errore retorico della contrapposizione. Siamo tutti strumentalizzabili e strumentalizzati in ogni istante del giorno. È facile esserlo quando protesti come quando ti conformi. Se quelli che guadagnano grazie alla tua protesta però non sono lì con te in piazza quando protesti (magari perché così non perdono lo stipendio della giornata), allora un pensierino ce lo farei…"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" 'Lottare contro' è come lamentarsi per il piatto che si ha davanti con il rischio di finire per accettare il digiuno come unica alternativa. Se vuoi il futuro 'lotta per'! Sappi quello che vuoi, organizza le scelte combinando vincoli e risorse, individuando le priorità, avendo il coraggio di decidere tante rinunce: solo chi sa a cosa rinunciare può dire veramente di avere diritto di volere"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La riforma Gelmini non è una vera riforma. Di buono ha che una volta tanto afferma che possiamo permetterci di cambiare (Andreotti diceva che ci sono due pazzi: quelli che si credono Napoleone e quelli che pensano di sanare le Ferrovie - cambiare la scuola? neanche i pazzi allucinano tanto). Il resto è un coacervo disorganico di pasticci. Molto probabilmente fallirà, ma in quel momento avrà raggiunto il suo vero obiettivo: distogliere l'attenzione dalla Finanziaria - anche se non si chiama più così. Questo più di tutto il resto è "non farsi strumentalizzare". Vuoi lottare? Lascia stare le pagliacciate e scegli come bersaglio la truffa economica che, non solamente un governo, ma una moltitudine di soggetti, un'intera generazione di egoisti intenta nei confronti della tua per poi aggiungere al danno la beffa di deridervi, magari chiamandovi 'bamboccioni', come potrai vedere, da uno scranno diverso, ma pur sempre dalla stessa anima nera!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non sono gli insegnanti (magari due o tre per scuola, sì, ma non di più) a manifestare con voi, ma tanti precari: questo fatto ha molto meno a che vedere con istruzione e cultura e molto più con la negazione della crescita che vecchi benestanti perpetrano nei vostri confronti per vivere bene la loro vita fino all'ultimo, per la loro rabbiosa paura della morte, per il rifiuto della vecchiaia. I precari sono rimasti studenti: per questo sono a fianco a voi. Liberatevi assieme, ma per farlo dovete fare piazza pulita di questo modello economico"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Perché le vostre manifestazioni fanno tanta simpatia fra i vostri genitori, al punto che in molti casi si mettono nei vostri panni, magari con qualche rigurgito nostalgico? Perché per una volta li liberate dal dilemma etico e politico. Possono parteggiare facile, proprio come fare il tifo, perché stare coi tuoi figli è facile e anche giusto. Perché stiamo vivendo in anni in cui complessità e complicazione ci rendono tutti impotenti: non si può mai fare una scelta senza portarsi dietro mille ragioni che la rendono impraticabile. Con la rivolta per la Gelmini sembra di essere tornati ai tempi della Grande Semplificazione: una volta tanto ai vostri genitori spunta l'opportunità di identificare il cattivo da una parte e il buono dall'altra senza problemi di coscienza - tanto più che quello che si va ad abbattere è stato messo lì proprio per quello scopo. Anche questa è una simulazione e aiuta a scaricare la rabbia e i sensi di colpa nei confronti del futuro dei figli"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Alla fine, per esemplificare concretamente, non protestate contro la Gelmini e non occupate i monumenti… lottate per l'abolizione dei Provveditorati e di tutte quelle paludi che sono feudi burocratici mangia-soldi e mortificatori della cultura vera; sai quanta scuola finanzieresti chiudendo i soli Provveditorati?! Occupate i Provveditoriati, cacciate via a calci nel culo i dirigenti della Provincia e di tutta l'amministrazione pubblica che ci rovinano la vita e le scuole con essa per avere un pretesto per esigere soldi, come quei professori che non vogliono essere valutati nello stesso modo in cui i burocrati vogliono valutarli solo per creare occasioni di potere e guadagno per loro e per qualche loro amico o protettore"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Infine, anche se quello che scrivo può essere troppo facilmente frainteso, ti dico: «Non difendete la Scuola. Distruggete la scuola!». Abbattete l'istituzione scolastica. Disvelate la mistificazione che si nasconde dietro il pretesto della Cultura. Nessuno di quelli che ci comandano hanno imparato dalla Scuola. Credi nella Cultura, ora e sempre di più, ma non credere che questa ti venga data da una struttura, da una procedura, da un'istituzione. Nella maggior parte dei casi è la Scuola ad esser stata l'antesignano della televisione nell'appiattire la Cultura intesa come conquista personale e sociale. La Cultura vera è la più importante arma per distruggere questa Scuola dissoluta, le generazioni che ha creato e con essa l'Istituzione scolastica in generale. Non decidere da che parte stare guardando la TV, leggendo i giornali o sentendo le chiacchiere da sala d'attesa dei cosiddetti adulti. Impara da come imparavano i classici, ricordando che lo sono diventati - Classici - solo perché non hanno mai avuto nessuna istituzione scolastica e prima di dire la tua, prima di credere che perché si chiamano anarchici quelli lo siano veramente, prova a leggere almeno qualche pagina di Ivan Illich: non era un professore, era uno spirito libero. Se devi imparare qualcosa cerca di capire che cosa vuol dire essere libero e diventare saggio appassionato e a farlo in mezzo agli altri anche quando sembra impossibile. Se la Scuola come luogo d'incontro te lo consente, forse qualcosa di quella vale la pena salvarla, altrimenti usala per imparare! Che cosa? Imparare come si eludono le istituzioni e si riconquista il diritto di vivere una vita propria e non vissuta per procura"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sono ogni giorno più vecchio, ma non smetto di essere curioso e affamato. Quietamente, ma libero dagli schieramenti, appassionato delle persone reali e per niente delle facili verità. Mettiti al posto della mia età solo per un attimo e poi prova a costruire il tuo presente per come vorresti ricordarlo. Di sicuro non andrà come vorresti (e sarà certo per il meglio), ma sarà più tuo e, soprattutto sarai più sereno nel dimenticarlo domani, una volta per tutte, assieme alla Gelmini e ai bamboccioni e alla Scuola e alla maggior parte dei professori, dei compagni e delle compagne. Cultura è liberarsi dalle regole e dall'attaccamento, lottare per quello che fa parte di te e solo per quello"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3475963953373804410?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3475963953373804410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/ancora-si-riforme-e-manifestazioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3475963953373804410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3475963953373804410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/ancora-si-riforme-e-manifestazioni.html' title='Ancora su riforme e manifestazioni'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-9018121569945578728</id><published>2010-11-26T09:00:00.000+01:00</published><updated>2010-11-26T09:00:13.804+01:00</updated><title type='text'>Sosteniamo WikiLeaks</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Lo staff di giornalisti "militanti" capeggiato dallo stesso &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Julian_Assange"&gt;Julian Assange&lt;/a&gt;, che da quando ha cominciato a diventare fastidioso per i servizi segreti statunitensi si è proditoriamente scoperto essere un violentatore ricercato, ha messo le mani su documenti che svelano gli intrecci diplomatico economici che porterebbero a nudo molte fra le principali dinamiche della &lt;em&gt;dittatura mafiosa internazionale nota ai più come&lt;/em&gt; "&lt;em&gt;Democrazia&lt;/em&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;È la definitiva fine, per chi ci credesse ancora, dell'età dell'innocenza degli Stati: si aprirà il coperchio della scatola di Pandora e si scoprirà la materia di cui sono fatti gli incubi? Sarà più probabile una persecuzione,&amp;nbsp;l'oscuramento del sito, l'inibizione dei routing, altre persecuzioni giudiziarie, killer di Stato per le strade... Sono disfattista? Non credo proprio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Che cosa possiamo fare noi altri, maggioranza silenziosa? Non perdiamo di vista &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikileaks"&gt;WikiLeaks&lt;/a&gt;, non facciamoci obnubilare dal gossip mediatico (dal calcio, allo sciacallaggio sui delitti,&amp;nbsp;alla prostituzione delle celebrità...) e continuiamo senza sosta a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.google.it/search?q=wikileaks&amp;amp;hl=it&amp;amp;rls=com.microsoft:it&amp;amp;tbs=nws:1,qdr:h&amp;amp;source=lnt&amp;amp;sa=X&amp;amp;ei=8F3vTKizJsSBOpOvxKMK&amp;amp;ved=0CA8QpwU"&gt;seguire&amp;nbsp;le vicende&lt;/a&gt;, gli aggiornamenti di &lt;a href="http://www.wikileaks.org/wiki/Wikileaks/it"&gt;prima mano&lt;/a&gt;! Dentro&amp;nbsp;potrebbero esserci&amp;nbsp;proprio tutti i livelli, da quelli delle mafie, quelle&amp;nbsp;russe, le cinesi e le nostrane, agli affari, dalle Isole Vergini, al Lussemburgo agli accordi dei Marchionne del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Forse non potremo fare rivoluzioni, ma la coscienza è importante, per quanto possa fare soffrire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;(...) Con la forza di un ricatto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;L'uomo diventò qualcuno&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;(...)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Innalzò per un attimo il povero&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ad un ruolo difficile da mantenere&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Poi lo lasciò cadere&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;A piangere e a urlare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Solo in mezzo al mare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Com'è profondo il mare &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Poi da solo l'urlo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Diventò un tamburo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;E il povero come un lampo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nel cielo sicuro&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Cominciò una guerra&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Per conquistare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Quello scherzo di terra&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Che il suo grande cuore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Doveva coltivare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Com'è profondo il mare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Com'è profondo il mare &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ma la terra&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Gli fu portata via&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Compresa quella rimasta addosso&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Fu scaraventato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;In un palazzo,in un fosso&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non ricordo bene&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Poi una storia di catene&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Bastonate&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;E chirurgia sperimentale&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Com'è profondo il mare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Com'è profondo il mare &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Intanto un mistico&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Forse un'aviatore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Inventò la commozione&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;E rimise d'accordo tutti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;I belli con i brutti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Con qualche danno per i brutti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Che si videro consegnare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Un pezzo di specchio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Così da potersi guardare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Com'è profondo il mare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Com'è profondo il mare (...)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Lucio Dalla, 1977&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-9018121569945578728?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/9018121569945578728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/sosteniamo-wikileaks.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/9018121569945578728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/9018121569945578728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/sosteniamo-wikileaks.html' title='Sosteniamo WikiLeaks'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-7023011148622513299</id><published>2010-11-25T21:08:00.001+01:00</published><updated>2010-11-25T21:08:56.729+01:00</updated><title type='text'>Il valore del codice etico aziendale e delle certificazioni di sostenibilità</title><content type='html'>Che cosa succeda al gruppo Menarini, come a Dolce e Gabbana, ve lo lascio approfondire nella cronaca dei rotocalchi cartacei e on line.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A circa un decennio da Enron ecco a che cosa servono &lt;a target="_blank" href="http://www.menarini.it/content/download/1438/7004/file/Codice%20Etico%20(31-3-2004).pdf"&gt;le certificazioni di responsabilità sociale delle aziende&lt;/a&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi chiede conto delle certificazioni ai certificatori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti soldi girano con queste plastiche di ricostruzione della verginità?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto incidono sui fondi etici? E chi controlla l'etica dei gestori di fondi etici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tangentopoli esce dalla porta e rientra dalla finestra, ma sbaglia chi pensa che il fenomeno sia tutto italiano: da Dallas a Firenze la strada è lunga, anche se c'è qualche "metalmeccanico", come ama definirsi, che sosterrebbe il contrario, e la catena alimentare offre opportunità a tanti di quegli operatori certificati e imprese certificate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'azienda seria dovrebbe oggi chiedere conto degli influssi negativi che certificatori di comodo hanno nei confronti dei loro investimenti in responsabilità sociale. Nessuno busserà mai a quella porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-7023011148622513299?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/7023011148622513299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/il-valore-del-codice-etico-aziendale-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7023011148622513299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7023011148622513299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/il-valore-del-codice-etico-aziendale-e.html' title='Il valore del codice etico aziendale e delle certificazioni di sostenibilità'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-5158408909842119486</id><published>2010-11-21T12:40:00.001+01:00</published><updated>2010-11-21T12:40:50.994+01:00</updated><title type='text'>Messaggio ad un amico…</title><content type='html'>…era per lui, ma poi ho pensato che non ne avrebbe avuto a male se lo condividevo con qualcun altro: gli amici che senti vicini in fondo non sono mai separati pur non conoscendosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sono nato senza alcun significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi mi hanno dato un nome e con esso sono stato contagiato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho scoperto che cosa vuole dire separazione dopo che sono stato confinato nella gabbia del significato che mi hanno imposto e con la quale mi hanno obbligato ad identificarmi. Tutto quello che non stava nella mia etichetta lo avevo perso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta ho provato la solitudine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli altri mi chiamavano per nome e quindi ho creduto che fosse un bene. Con il tempo ho capito che questo bene si chiamava amore e che per potere essere amato dovevi essere distinto… separato… dovevi sentirti solo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho passato una vita a colmarmi di significato per compensare la maggior parte di quello che mi era stato sottratto per il mio bene, per essere amato. Ora che sono pieno di significati e che sono anche diventato un prestigiatore del significato, faccio trucchi per fame d'amore, ma non sono ancora sazio, non ho colmato il vuoto della mia separazione, ho a malapena graffiato la superficie di quello che sarei stato senza un nome. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il senso della vita": pasticcio retorico! La vita non sta nei suoi significati. Anche questo però è un significato? Forse… oppure no: può anche solo essere una storia, un racconto, un &lt;i&gt;road movie&lt;/i&gt;: "getta il cuore dopo l'uscio e buttati fuori senza domandarti come andrà a finire il libro… se l'assassino sia veramente il maggiordomo…" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutti i telegiornali, quando capitano i disastri si finisce dicendo che si sta accertando di chi sia la colpa… come se scoprirlo ne conferisse un significato e che questo potesse liberarsi dalla paura e dall'orrore, come diceva il colonnello Kurtz-Brando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni giorno imparo ad essere più solo, a disintossicarmi dal bisogno di amore con cui ho cercato di curare quel vecchio contagio, nella presuntuosa speranza di morire libero dalla paura. Se di una certezza dovessi menar vanto in questo fasullo mondo di linguaggio e parole, è che curiamo il male con la stessa sostanza che ne è la causa, come se dovessimo vaccinarci, come per una cura omeopatica. Combattiamo, infettando di significato quello che non sembra averne, la paura derivante da non riuscire a identificare, ad etichettare, a "comprendere", ovvero a &lt;i&gt;chiudere dentro&lt;/i&gt;, nel recinto delle parole, quello che altrimenti sarebbe puro fenomeno, senza realizzare che è il significato, e quindi l'etichetta del nome, la madre e il padre di tutte le paure e dell'orrore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo nella solitudine che vince il significato si è veramente liberi dalle paure. Si coglie con &lt;i&gt;il sentire&lt;/i&gt; che gli altri ci sono tutti dentro la mia solitudine satura e appassionata e che questa mi fa vivere meglio e più pienamente, con maggior senso di vicinanza anche lo stare in compagnia. Quanto è più "piena" la compagnia trascorsa nel silenzio consapevole, proprio perché è felicemente sgombro dalle parole e dall'astinenza per la loro assenza! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che sono vecchio, un vecchio arrugginito prestigiatore, vedo che mi sono dannato tanto per scoprire che la felicità non è altro che una &lt;b&gt;pace appassionata&lt;/b&gt; e che questa deriva dalla capacità di vivere una solitudine senza sofferenza, una solitudine senza il vuoto sporco della noia, ma totalmente immersa in quello luminoso della vita, una storia che finalmente non si risolve nella sua morale, che non voleva dire niente, o almeno, niente di speciale: felicemente in-significante!»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Via%20alla%20Chiesa,Torino,Italia%4045.090040%2C7.714555&amp;z=10'&gt;Via alla Chiesa,Torino,Italia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-5158408909842119486?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/5158408909842119486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/messaggio-ad-un-amico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5158408909842119486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5158408909842119486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/messaggio-ad-un-amico.html' title='Messaggio ad un amico…'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-6402585297353365022</id><published>2010-11-15T15:52:00.000+01:00</published><updated>2010-11-15T15:50:56.384+01:00</updated><title type='text'>Quella voglia di telelavoro: "Pronti a tagliarci lo stipendio" Miojob Repubblica</title><content type='html'>&lt;div&gt;(…) "&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.292969); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); font-size: 15px; color: rgb(51, 51, 51); font-family: Thaoma, Verdana, Arial, Helvetica; "&gt;&lt;strong&gt;L'insolita scelta.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;Quello dell'accesso in remoto agli strumenti di lavoro è un argomento a cui tengono in molti. Posti di fronte alla scelta ipotetica tra due diverse offerte di lavoro, il 66 per cento è disposto a rinunciare al 10 per cento della retribuzione pur di avere la chance di lavorare con maggiore autonomia. In Italia la percentuale sale al 68 per cento. Tra i più pronti a rinunciare in cambio di autonomia, ci sono gli spagnoli (il 78 per cento) e gli indiani (78 per cento). Quelli che invece preferirebbero avere l'offerta con la retribuzione più elevata del 10 per cento sono i tedeschi (&lt;a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/dossier/dettaglio/telelavoro-vs-retribuzione/3714799" target="_blank" style="text-decoration: underline; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;vedi tabella&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.292969); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); font-size: 15px; color: rgb(51, 51, 51); font-family: Thaoma, Verdana, Arial, Helvetica; "&gt;&lt;strong&gt;Di fronte al rifiuto.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;Ma cosa succede una volta che l'azienda ha negato al dipendente di lavorare da casa? Su alcuni gli effetti sono particolarmente significativi. C'è chi non lavora più con la stessa intensità di prima, c'è chi si sente spinto a cercare un altro lavoro. Qualcuno si deprime e ne risente come umore. Molti però, anche dopo tutte le risposte date, sembrano quasi abdicare al desiderio e confessare che, in fondo, questo, non è un tema cruciale. Forse con lo stesso malcelato cruccio con cui il lupo si riferisce all'uva inafferrabile.&lt;/span&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(evidenziato da Massimo Manzari)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/irresistibile-voglia-di-telelavoro-pronti-a-tagliarci-lo-stipendio/3871887?ref=HREC1-1"&gt;http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/irresistibile-voglia-di-telelavoro-pronti-a-tagliarci-lo-stipendio/3871887?ref=HREC1-1&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-6402585297353365022?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/6402585297353365022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/quella-voglia-di-telelavoro-pronti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6402585297353365022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6402585297353365022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/quella-voglia-di-telelavoro-pronti.html' title='Quella voglia di telelavoro: &quot;Pronti a tagliarci lo stipendio&quot; Miojob Repubblica'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1061620516801894977</id><published>2010-11-13T15:09:00.001+01:00</published><updated>2010-11-13T15:09:42.705+01:00</updated><title type='text'>Deflazionare i sistemi</title><content type='html'>Occorre deflazionare i computer. L'ordine di complessità raggiunto dal ricorso all'informatica è paradossalmente critico e invece di servire a superare le procedure e la burocrazia ne ha consentito la super-produzione. Rischiamo di fare la fine degli irlandesi che nel Medioevo vennero falcidiati dalla peste delle patate: mica che fosse una pestilenza che attaccava l'uomo… il fatto è che la loro economia, tutta la loro sussistenza alimentare si fondava quasi esclusivamente su quel tubero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso potrebbe accadere se la minaccia delle tempeste magnetiche si dovesse rivelare fondata. La terziarizzazione sta spingendo rapidamente strumenti e contenuti in erogatori centrali, i famosi Cloud. Uno dei principali ispiratori e progettisti di questo modello è Ray Ozzie, una delle migliori menti cibernetiche, che da poco ha abbandonato la sua posizione di vertice di Microsoft sostenendo che siamo all'alba di un giorno nuovo in cui bisogna lavorare a nuovi paradigmi di semplificazione. Siamo troppo dipendenti da modelli che oramai lavorano solo per innalzare complicazione e inflazione informativa il più delle volte indifferente al principio della realtà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non finire devastata, azienda deve sostituire l'automazione con la semplificazione che stiamo scoprendo essere due cose profondamente diverse: l'automazione rende geometrica l'escalation dell'informazione, ma non serve assolutamente a produrre significato che non sia standardizzato e, in quanto tale, privo di valore aggiunto. Questo deve venire gestito dalle persone che spesso si trovano a tradurne in eccedenza quando la maggior parte di esso è irrilevante. Se hai solo un martello per ragionare sei costretto a trattare tutti i problemi come chiodi! - banalizzando l'esistenza e perdendone la governabilità. Non ci sarebbe stato bisogno di arrivare fino a qui per capirlo. Lo psicologo premio Nobel per l'economia faceva l'esempio di un caso degli anni '60 quando delle sedi diplomatiche lamentavano le scarse risorse per trattare l'aumento di dati e informazioni conseguente l'informatizzazione. Laddove il consulente spingeva per uno snellimento delle informazioni alle sole dotate di rilievo si arrivò a decuplicare le risorse con la conseguenza che la crescita di informazioni conseguita in un lustro si decuplicò in alcuni mesi. Il modello attualmente meno meccanicista è probabilmente quello di Apple, sia perché si ispira ai principi dei cibernetici (da Wiener a Bateson, Doug Engelbart, Alan Kay…) che spingono allo sviluppo basato sulla crescita della persona umana invece che su quello dei suoi averi che si realizza con la clonazione automatizzata, sia perché è l'azienda più zen della nostra storia, essendo Steve Jobs seguace del precetto che si evolve implementando nella sottrazione, rinunciando a quanto non è indispensabile e potenziando quello che viene più usato e rende di più. Rimaniamo comunque ben lontani dal cambiamento di paradigma che servirebbe oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parte pessimistica del discorso è che per farlo non si può partire dai sistemi: questi per rinunciare all'entropia dovrebbero fare Hara-Kiri e non avverrà mai. Bisogna partire dal quotidiano. Questo non lo cambiano i generali, ma i sergenti indifferenti alla carriera. Non si tratta di buttare alle ortiche quanto realizzato finora gettando il bambino assieme all'acqua sporca, ma di deflazionare la dipendenza dall'informazione e dalla comunicazione elettronica. Facciamo alcuni esempi pratici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Oggi buona parte dei compiti e dei programmi di lavoro passano attraverso la posta elettronica. Sono generalmente mal scritti con allegati organizzati per slides (nome in codice : "ti mando un pauerpoint!"), con citazioni infinite di altri messaggi tipicamente di altri argomenti e chi li riceve non li capisce, spesso fraintende porta avanti il lavoro male, ma lo inoltra in CC ad altri colleghi che quindi lo proseguono male. Tuttavia, non essendoci più risorse di tempo e personale non si discute né in corso d'opera, né all'inizio, ma neppure alla fine: ci si tiene i lavori mal fatti e si dà il via a nuovi gruppi di progetto e nuove procedure.&lt;br /&gt;Soluzione: ricorriamo alle e-mail con la stessa frequenza con cui si scrivevano e si spedivano le lettere. Ovvero solo quando è indispensabile: in genere a inizio e fine lavoro. Non spediamo in CC, ma andiamo a prendere le persone interessate e spieghiamo quello che alla sola persona responsabile è arrivato e organizziamoci parlando a voce. Poi verifichiamo con i colleghi di quando in quando, più volte nella settimana, come sta procedendo la loro parte. Il capo torni ad affiancare i collaboratori e a fare da coach.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Dirigenti e funzionari sono sempre più oberati nell'attività di produrre continuamente slide per questo non seguono più le persone, non riorganizzano, non esplorano soluzioni e il più delle volte non conoscono neppure i problemi reali, ma solo le loro rappresentazioni numeriche. &lt;br /&gt;Soluzione: riduciamo l'impegno anche per i quadri; diventiamo meno dipendenti dalle proiezioni: un mio amico mi spiegava 15 anni fa di quando era andato in Cina e del fatto che i suoi compagni di viaggio giravano con le calcolatrici, mentre lui ragionava per stime e approssimazioni, negoziando a ogni piè sospinto riuscendo così a non farsi raggirare, pratica per la quale i locali erano notevolmente abili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Le difficoltà aumentano e non vengono più gestite. Il più delle volte vengono segnalate inserendole in dei knowledge base mal digerite, dove nessuno andrà a correggerle e forse neppure a leggere, ma quando capiterà sarà ancora peggio perché si indicheranno errori o soluzioni mal spiegare come best practice combinando disastri.&lt;br /&gt;Soluzione: lasciamo stare i computer come strumenti di secondo livello, o di riserva, e torniamo alla scuola, a insegnare il lavoro, a spingere sulla professionalità e verifichiamo le competenze. Andiamo in cantina e facciamo riaffiorare le bacheche, lasciando le piattaforme alle attività di segreteria. Nei corsi di formazione sostituiamo i proiettori di slide con le lavagne a fogli mobili, ma ancor di più all'eloquenza evocativa per potere arrivare alla fase di ascolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Più in generale, facciamo in modo di ridurre il periodo della giornata che un responsabile dedica al computer (in tutte le espressioni, dalla posta, alla documentazione, alle demo) a non più del 20% del suo tempo e troviamo il modo per rendere di valore qualitativo almeno il 60% del rimanente)&lt;/i&gt;.&lt;/blockquote&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1061620516801894977?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1061620516801894977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/deflazionare-i-sistemi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1061620516801894977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1061620516801894977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/deflazionare-i-sistemi.html' title='Deflazionare i sistemi'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-2028678471613409570</id><published>2010-11-09T08:04:00.000+01:00</published><updated>2010-11-10T21:04:29.455+01:00</updated><title type='text'>Gurufobia</title><content type='html'>Sto leggendo un libro che promette di essere interessante, non fosse che il suo primo scritto, Futurizza la tua impresa, è stato veramente ricco di spunti in parte poco seguiti ancora oggi. Può darsi che più avanti le mie aspettative vengano compensate, ma per ora ammetto che David Siegel mi sta provocando una crisi di rigetto che provo sempre più frequentemente nel leggere i lavori di questi guru del Counseling 2.0 marcatamente statunitensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che siano prolissi a danno delle foreste (un po' meno oggi che alcuni come il sottoscritto consumano i prodotti d'oltre oceano sotto forma di e-book) questa è storia di sempre: se devono scrivere le ricette con le cipolle devono scannerizzare la storia della cucina, delle forchette, la coltivazione della cipolla, la botanica, la gastroenterologia e mille altre nozioni di cui faremmo volentieri a meno quando ci basta sapere come fare la zuppa di cipolle. Il problema - per loro - è che per quello non si venderebbe un libro, ma a malapena un articolo di rivista.&lt;br /&gt;Ora questi guru post-moderni hanno preso l'abitudine di gonfiarci di case history che sono come certi ristoranti di montagna che ti riempiono di farinacei e fritti per aumentare il senso di sazietà e darti l'impressione di aver speso bene i tuoi soldi, mentre sei stato trattato come un tacchino da ingrasso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'inizio pensavo che potesse dipendere dal mio cattivo inglese e così ho cominciato a leggere con attenzione ossessiva, da liceale, ma non ho fatto che confermare la mia prima impressione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono libri agli estrogeni pieni di riferimenti del tutto ininfluenti al fine della tesi che sostengono. Citazioni di manager di grandi imprese (già, perché se sono meno di Microsoft, IBM o UPS non valgono, mentre così ogni fesseria che comunicano ha valore solo per il nome) che snocciolano soluzioni di comune furbizia managerial-partenopea vestite di trend neo-tecnologico, come se un cellulare con il lettore di barre magnetiche fosse una rivoluzione dei servizi al cliente e dimostrasse che quest'ultimo avesse il governo del processo, mentre è solamente costretto a comprarsi anche uno smartphone per fare la spesa dove una volta (ma fortunatamente non sono ancora scomparsi) c'era un gentile commesso che lo istruiva senza sforzo e con la possibilità di confronto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come questo libro tanti altri, da Wikinomics in poi sono bolge di casi del tutto incongruenti finalizzati ad imbonire gli incapaci, anche quando le due informazioni in croce che si possono comunicare potrebbero avere qualche interesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questi incapaci esistono? Sono tanti? Che peso rivestono? Sì, sì e "dipende"!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre scrivo questa nota sto viaggiando per Milano in una Freccia Rossa, noto treno per schiavi pendolari del micro-management. Ho dovuto ricorrere alle cuffie non perché avessi voglia di sentire musica, ma perché ero stanco dei contenuti delle telefonate di venditori, avvocati, commercialisti che propinavano formule anglofone usa e getta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo immersi in un bagno primordiale di frasi fatte e di luoghi comuni, mondi non virtuosi, ma neppure virtuali, essenzialmente velleitari dove ad anglismi che sono puri significanti avulsi da ogni significato non viene fatto corrispondere alcun oggetto, sia esso una cosa, un fatto, una popolazione o una persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che c'entra questo con il mio libro che, mondato di tutto questo inutile surplus, a saperlo leggere separando il grano dalla crusca poi brutto non è e magari anche utile? Il fatto è che i nostri forzati questa operazione non la fanno, anzi, il più delle volte, non riuscendo a comprendere il grano, costruiscono mondi di crusca che di buono hanno, al più, l'effetto lassativo che un correlato fisico, anche solo allegorico, capita che ce l'abbiano. Terribili semplificatori, impoveriscono la nostra vita con automazione di principi vuoti. L'unica nostra garanzia, l'ultimo baluardo di sopravvivenza restano i materiali, le funzioni corporali, le persone che parlano di quello che succede loro e nondimeno quello di cui sentono parlare dai media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti preoccupa il destino della musica venduta? Vai in un negozio, comprati uno strumento e impara a fattela da te: per quanto male tu possa strimpellare sarà migliore di tanti prodotti industriali confezionati ed esaltati. Smettila di mangiare l'immagine esasperata di cibi stereotipati: apprezza l'odore, il tatto e il sapore spesso poco delicato di quelli originari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamola finita di fare sperare che una formula o una procedura di nuova formula sostituisca la fatica del gesto, perché lo farà solo con una fatica ancor più frustrante che in compenso non servirà a nessuno, visto che da un pasticcere che ti venda una torta al supply chain non andresti a far merenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, attenzione al semantic web e a quello che gli gira attorno: appiattirà il mondo facendo di noi niente più che dei polli d'allevamento attaccati alla mangiatoia di qualche piattaforma. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-2028678471613409570?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/2028678471613409570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/gurufobia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2028678471613409570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2028678471613409570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/gurufobia.html' title='Gurufobia'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-8803059909456283502</id><published>2010-11-08T00:29:00.000+01:00</published><updated>2010-11-08T00:28:48.779+01:00</updated><title type='text'>Medioevo prossimo venturo: Lisa Morpurgo Congresso 1993</title><content type='html'>&amp;quot;Attualmente sto trovando delle analogie impressionanti, planetarie e comportamentali, fra le Invasioni dei Barbari e il nostro tempo&amp;quot;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ehRVJyvj9Vw&amp;amp;feature=youtube_gdata_player"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=ehRVJyvj9Vw&amp;amp;feature=youtube_gdata_player&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-8803059909456283502?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/8803059909456283502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/medioevo-prossimo-venturo-lisa-morpurgo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/8803059909456283502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/8803059909456283502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/11/medioevo-prossimo-venturo-lisa-morpurgo.html' title='Medioevo prossimo venturo: Lisa Morpurgo Congresso 1993'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1676369035795932086</id><published>2010-10-25T12:22:00.001+02:00</published><updated>2010-10-25T12:22:52.915+02:00</updated><title type='text'>Lucino Gallino su Marchionne e le strategie di delocalizzazione della FIAT</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; color: rgb(34, 34, 34); line-height: 20px; "&gt;&amp;quot;L&amp;#39;ad Marchionne ha anche detto - così riportano le cronache - che se le anomalie della gestione degli stabilimenti italiani cessassero, sarebbe disposto a portare il salario dei dipendenti a livello dei nostri paesi vicini. Questi sono la Francia, la Svizzera e l&amp;#39;Austria. Poco più in là c&amp;#39;è la Germania. Ora, nel 2008, il salario annuo lordo dei dipendenti dell&amp;#39;industria e dei servizi, esclusa pubblica amministrazione, istruzione, sistema sanitario e simili, era - a parità di potere d&amp;#39;acquisto - di circa 23.000 euro in Italia, 30.000 in Francia, 35-36.000 in Svizzera e Austria, 42.000 in Germania. Portare i nostri salari a livello dei vicini significherebbe dunque aumentarli tra il 30 e l&amp;#39;80 per cento.&lt;br&gt;  Roba da correre subito, se uno ci crede, a sottoscrivere il piano Fabbrica Italia. Se non fosse che quel piano dovrebbe prima spiegare come si raddoppia o magari si triplica l&amp;#39;utilizzazione degli stabilimenti Fiat in Italia&amp;quot;&lt;/span&gt; &lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; color: rgb(34, 34, 34); line-height: 20px; "&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/10/25/news/gallino_fiat-8403350/?ref=HREC1-4"&gt;segue su La Repubblica&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1676369035795932086?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1676369035795932086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/10/lucino-gallino-su-marchionne-e-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1676369035795932086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1676369035795932086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/10/lucino-gallino-su-marchionne-e-le.html' title='Lucino Gallino su Marchionne e le strategie di delocalizzazione della FIAT'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-717904039208158216</id><published>2010-10-24T14:44:00.001+02:00</published><updated>2010-10-24T14:44:04.296+02:00</updated><title type='text'>New York come Sodoma e Gomorra I candidati contro la Grande Mela - Corriere della Sera</title><content type='html'>&lt;div&gt;Forse riusciremo a contenere il disastro della nostra generazione prima del 2012, oppure messa fuori dalla porta, l'ingordigia rientrerà dalla finestra accompagnata da tutta la violenza che ci siamo risparmiati negli ultimi 65 anni?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); color: rgb(70, 70, 70); line-height: 21px; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;b&gt;"A PEZZI&lt;/b&gt;&amp;nbsp;- In tutti, la Grande Mela e i suoi abitanti ne escono letteralmente a pezzi. Una reclame devastante per l'immagine della città che il sindaco Michael Bloomberg ha faticato tanto a ricostruire. «L'impatto negativo di questi spot sull'immaginario collettivo dell'America durerà ben oltre le elezioni - mette in guardia Glenn Richardson Jr., docente di scienze politiche alla Kutztown University e autore di&lt;i&gt;&amp;nbsp;Pulp Politics: How Political Advertising Tellles the Story of American Politics&lt;/i&gt;&amp;nbsp;-. Gli americani sono stati bombardati da associazioni negative su New York, destinate a restare»"&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/10_ottobre_23/new-york-elezioni_120e3204-dec1-11df-99d6-00144f02aabc.shtml"&gt;http://www.corriere.it/esteri/10_ottobre_23/new-york-elezioni_120e3204-dec1-11df-99d6-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-717904039208158216?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/717904039208158216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/10/new-york-come-sodoma-e-gomorra-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/717904039208158216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/717904039208158216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/10/new-york-come-sodoma-e-gomorra-i.html' title='New York come Sodoma e Gomorra I candidati contro la Grande Mela - Corriere della Sera'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1714146112471884650</id><published>2010-10-24T14:27:00.001+02:00</published><updated>2010-10-24T14:27:39.721+02:00</updated><title type='text'>Alla faccia del bisogno di knowledge worker</title><content type='html'>"Nonostante la crisi economica e l'aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile, (in Italia ricorda Confartigianato nei due anni di crisi i disoccupati tra i 15 e i 34 anni sono aumentati di 216.000 unità) ci sono mestieri quindi per i quali il posto di lavoro è sostanzialmente assicurato e questo avviene prevalentemente per le attività tipicamente artigiane. Su circa 1.500 nuovi installatori di infissi necessari alle aziende - si legge nella ricerca - ne mancano all'appello oltre l'83% mentre per i panettieri artigianali (attività faticosa soprattutto per gli orari notturni) è difficile coprire il 39,4% dei 1.040 nuovi posti. Senza considerare attività comunque richiestissime come quella dell'infermiere, la Confartigianato, guardando alle proprie aziende, sottolinea la carenza di gelatai e pasticceri (mancano il 29,1% dei 1.750 cercati dalle imprese) ma anche di sarti e tagliatori artigianali (manca il 21,9% dei 1.960 specialisti richiesti dalle aziende). Difficile anche reperire estetisti e parrucchieri (vuoti il 21% dei posti) e falegnami specializzati (mancano il 19,8%). Meno complicato trovare baristi (mancano il 14,2% dei 7.030 posti disponibili) e camerieri (resta vuoto il 14,1% dei posti offerti dalle aziende)."&lt;br /&gt;http://www.corriere.it/economia/10_ottobre_23/mestieri-introvabili-studio_12d15cc0-deda-11df-99d6-00144f02aabc.shtml&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mandiamo i figli alle università per farli finire nei contact center a 400€/mese con orari infami ad elevato tenore di stress e nessuno sviluppo professionale, lasciando bacini occupazionali con ampi spazi negoziali ad immigrati che stanno già diventando i nuovi benestanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa c'è che non quadra in tutto questo? Io direi che una sempre meno sostenibile sovrapposizione fra conoscenza e mestiere è una cosa. Il fallimento del mito del consumismo e dell'esubero produttivo che regge grandi imprese che vivono sempre più dei nostri sussidi e sempre meno dei risultati, è l'altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può esserci amore per i "vecchi" mestieri soffocati nell'epoca del boom e dell'urbanizzazione degli anni '60? Quanti low e middle manager con un rapporto fra tempo occupato e responsabilità, da un lato, e stipendi sempre più impiegatizi a fronte di una vita personale inesistente, dall'altro, dopo una cura contro assuefazione e dipendenza da logiche aziendali, accetterebbero con piacere di mettere su una pasticceria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ci sia qualcosa di drogato e manipolato nei nostri modelli di sviluppo, non è più un mistero per nessuno. Quale ne possa essere la cura, questo sì. Una vita più semplice ed essenziale, forse. Da dove partire? Da chi? Quando?  &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;- Postato con BlogPress per iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1714146112471884650?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1714146112471884650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/10/alla-faccia-del-bisogno-di-knowledge.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1714146112471884650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1714146112471884650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/10/alla-faccia-del-bisogno-di-knowledge.html' title='Alla faccia del bisogno di knowledge worker'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-2391036575091285930</id><published>2010-09-26T16:07:00.000+02:00</published><updated>2010-09-26T16:07:00.373+02:00</updated><title type='text'>E alla fine venne Huddle</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/26/840.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/26/s_840.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Dopo la positiva esperienza in corso con Yammer, sto per accingermi a sperimentare Huddle, un'interessante metafora di workspace nomadic-enabled (naturalmente anche per iPad). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/26/841.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/26/s_841.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Non tremino ancora le vittime dei miei esperimenti: per ora sono ancora in cerca di informatori. Qualcuno ha esperienze in merito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/26/842.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/26/s_842.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-2391036575091285930?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/2391036575091285930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/09/e-alla-fine-venne-huddle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2391036575091285930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2391036575091285930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/09/e-alla-fine-venne-huddle.html' title='E alla fine venne Huddle'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-820197185294916646</id><published>2010-09-21T11:36:00.001+02:00</published><updated>2010-09-21T11:36:37.644+02:00</updated><title type='text'>L’ebook in classe non risolve, ma almeno aiuta</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2010/09/21/lebook-in-classe-non-risolve-ma-almeno-aiuta"&gt;http://www.apogeonline.com/webzine/2010/09/21/lebook-in-classe-non-risolve-ma-almeno-aiuta&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Non basta distribuire lettori di libri digitali, se poi manca la visione di sistema. Ma l&amp;#39;ebook è più di un semplice supporto alternativo per i soliti libri di testo. E potrebbe essere la testa d&amp;#39;ariete per nuove forme di istruzione e di apprendimento...&lt;br&gt;  &lt;br&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-820197185294916646?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/820197185294916646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/09/lebook-in-classe-non-risolve-ma-almeno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/820197185294916646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/820197185294916646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/09/lebook-in-classe-non-risolve-ma-almeno.html' title='L’ebook in classe non risolve, ma almeno aiuta'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-521605642793522700</id><published>2010-09-20T02:02:00.000+02:00</published><updated>2010-09-20T02:02:13.871+02:00</updated><title type='text'>iPad al lavoro - una valutazione a 5 mesi di collaudo - Prima parte: Rivoluzione iPad</title><content type='html'>&lt;h2&gt;&lt;br /&gt;iPad al lavoro - una valutazione a 5 mesi di collaudo&lt;/h2&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;br /&gt;Prima parte: Rivoluzione iPad&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://morganlinton.com/wp-content/uploads/2010/06/iPad-business.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="235" src="http://morganlinton.com/wp-content/uploads/2010/06/iPad-business.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ancora adesso che siamo già in autunno, mi trovo di frequente a leggere articoli intitolati "Testato iPad per un giorno intero solo con quello" oppure "Una settimana a usare solo l'iPad".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sono ormai 5 mesi che, al di là della routine dell'ufficio dove comunque per tutto quello che non ha a vedere con ERP e database castigati dalla sicurezza filo-Microsoft, per le attività che chiamerò "autore" (o di authoring, per "cissarmi" un po'), non uso altro che il mio impagabile iPad. Ogni giorni scopro cose nuove, nonostante lo usi in piena intensità fin dal primo giorno. Non è mai stato uno sforzo e non potrei fare altro che costringerlo lavorare tutti i giorni dalla sera alla mattina. Nonostante questo, non ha avuto un momento di cedimento né un decadimento di usura. È anche vero che lo tratto con l'amorevole cura che non ho mai avuto per altri oggetti, come l'automobile, ad esempio; tuttavia non è una fatica: casomai, ahimè, come ogni amore, un costo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non ho mai scritto il diario di un periodo passato solo con l'iPad; penso solo perché era talmente naturale usarlo per farci altro che mi sembrava una perdita di tempo. Caso mai avrei potuto scrivere "La fine dei miei tanti netbook", oppure "Il piacere che ogni tanto si renda indispensabile il mio iMac 24" ", oppure "Come un MacBook Pro nuovo di pacca sia finito a fare la ruota di scorta nonostante sia sempre una bellezza"…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Oggi, però vorrei testimoniare qualcosa che ho sempre avuto chiara senza mai spingermi a puntualizzarla abbastanza:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;"&lt;b&gt;Considero l'iPad come lo strumento principe del lavoro di &lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;authoring&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;In questo campo eccelle più che ogni altro settore. Se l'iPhone è il &lt;i&gt;prêt-à-porter&lt;/i&gt; per tutto quello che è di rapido consumo e l'iPod Touch è l'oggetto di riferimento per i giovani tra giochi, musica, filmati, social network e… vabbè, diciamo questa parola, "scuola", iPad, nonostante faccia anche giocare, ascoltare la musica, vedere i film molto bene e sia l'ideale per gli studenti un po' più lavorativi come certi universitari e rari liceali, dà il massimo di sé nel cosiddetto business. A me questa parola piace poco, ben sapendo che spesso quel che chiamiamo così sono attività coatte e ripetitive, come buttare dati in tabelle o piattaforme appiattenti da manovalanza periferica acefala al servizio dei sistemi informativi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Preferisco parlare di authoring, in quanto non solo il giornalista, lo scrittore o l'artista possono definirsi "autori", ma come loro chiunque svolga un'attività professionale dotata di una qualche originalità (non-ripetitiva o terminale-dipendente). Per tutti costoro iPad è il companion perfetto. Per molti di loro, come il sottoscritto, è il desktop ancor più che il laptop (o notebook) ad essere il companion dell'iPad. Un ritorno in auge del dimenticato desktop, ma anche la scoperta di oggetti come il Mac Mini usato da server e NAS e, a questo proposito, anche del Time Capsule. iPad, a capo di tutti gli iDevices, apre le porte a sistemi interconnessi di rete (aziendale, domestica, geografica…) su tutta la quale domina sempre più incontrastata l'emergente nozione ancora "understand-in-progress" di Cloud Network. Adesso però basta con le citazioni tecnologiche!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;In definitiva, chi lavora creando con la sua testa (so che non sono poi così tanti), se non ha ancora un iPad non dovrebbe perdere un secondo ancora a procurarselo (con o senza 3G - a seconda di com'è attrezzato - e con almeno 32 GB di memoria). &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ipadblogitalia.com/wp-content/uploads/2010/02/ipad_jobs.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="236" src="http://www.ipadblogitalia.com/wp-content/uploads/2010/02/ipad_jobs.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Le ragioni sono molte e le metterò qui subito in ordine d'importanza. In futuro, nelle parti successive di questo articolo dedicate rispettivamente alle avvertenze e alle speranza, il primo, e alle applicazioni business per iPad, il secondo, non sarò neppure avaro di difetti da segnalare, ben sapendo che sono così pochi per un oggetto che al suo esordio ha fatto centro - e che centro! - al primo colpo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h4&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;I dieci assi&lt;/span&gt;&lt;/h4&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;1º &lt;i&gt;&lt;u&gt;Neversleep&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fantastik.it/images/Image/nail_clipper.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="284" src="http://www.fantastik.it/images/Image/nail_clipper.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Che cos'è che fa la differenza fra un desktop e un notebook? C'è qualcosa di ancora più importante del fatto che te lo puoi portare dietro, o che per lo meno ci fa il paio: il fatto che non hai bisogno di attaccarlo alla corrente più di una volta al giorno! Quello che ho scritto finora con continue interruzioni per far altro con o senza iPad, dalla posta, al Web, alla musica… mi ha fatto consumare in circa 3 ore il 10% della carica. Un notebook con la batteria consumata diventa subito un desktop per lillipuziani. Il fatto è che dopo qualche mese il miglior notebook non riesce a stare acceso più d'un paio d'ore senza alimentatore (l'elemento più pesante della borsa). Questo ti comporta che da un uso all'altro è meglio spegnerlo e quando ci lavori senza corrente è opportuno fare in fretta prima di raggiungere una nuova presa. Le aziende hanno ormai sostituito i desktop con i notebook. Lo hanno fatto per trasformarli in computer da scrivania che gli impiegati possono portarsi dietro per lavorare anche da casa e perché costano la stessa cifra se non meno. Non conosco aziende tradizionali che sostituiscano i portatili con la frequenza opportuna, ma di certo non cambiano le componenti come le batterie. Siamo pieni, quindi, di quadrotti che girano come zombie affannati alla ricerca di una presa negli aeroporti o nelle stazioni per rigenerare il loro irrinunciabile esausto PC Trasportabile!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;iPad non dorme mai, salvo un po' quando lo faccio io. La sera metto tutta la famiglia trasportabile, dai cellulari ai lettori fino al mio fido iPad, in carica e quando la mattina li scollego e spegno la ciabatta dei trasformatori (quanti di voi si sono attrezzati per farlo?!) so che fino a notte difficilmente iPad scenderà sotto l'ultimo terzo di energia (in genere lo lascio che segna fra il 60 e il 40% di carica). La ragione che più mi fa amare iPad è proprio questa sua incondizionata disponibilità, il fatto che lo spenga solo una volta al mese, più che altro per fare pulizia della cache, il controllo automatico del disco o quando fa cilecca nel riconoscere le reti Wi-Fi. Puoi dire altrettanto dei tuoi PC? Così ho imparato una cosa: un computer dev'essere acceso per essere usato, o è sempre acceso, o viene usato solo in caso di impellenti forze maggiori. La doppia batteria di questo uovo di Colombo fa sì che iPad non possa essere un fuscello pur non essendo un lavativo come il Kindle :) (se usassi iPad solo per la musica, ad esempio, potrebbe proseguire ininterrottamente per giorni su giorni), ma segna la meno evidente e tuttavia la più determinante rivoluzione nel campo dell'informatica personale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://tech4perspective.com/wp-content/uploads/2010/05/caffeine.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://tech4perspective.com/wp-content/uploads/2010/05/caffeine.bmp" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;2º &lt;i&gt;&lt;u&gt;Di compagnia&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Io sono come le tartarughe che viaggiano con la loro casetta sulle spalle. Non riesco a rinunciare a nulla "perché non si sa mai": un paio di libri, i giornali, due portafogli altrettanti cellulari, sigarette, caramelle, dentifricio, medicine… e così via. Lo so, è un mio limite, ma l'iPad manco lo sento, con il suo poco più di mezzo chilo. Guardo i poveri forzati miei colleghi con in loro zaino dedicato al 17" con su tutto quello che serve: da mille porte, schede, DVD, webcam, e poi l'alimentatore, l'hard disc esterno, il pendrive, il cavo di rete, la scheda PCMCIA, il modem, il set di spine internazionali e chi più ne ha più ne metta. Sotto il giogo dei loro "portatili" sembrano schiavi nei cantieri delle piramidi. Portano almeno il doppio del mio peso senza neppure avere con sé il carapace domestico con le scarpe di riserva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;iPad è il vero compagno da portarmi dietro. Prima il suo posto lo occupava l'iPod Touch che ha fatto egregiamente il suo dovere, ma i cui limiti di visibilità per la mia presbiopia e per alcune schermate (ve ne sono alcune che onestamente faticano ancora con iPad, ma grazie a loro mi ricordo di avere ancora un 24"!), oltre che per le dita formato vanga che mi ritrovo gli hanno concesso di specializzarsi in musica, consultazione, vacanze e cose simili, ma non lavoro. Diversamente dai computer, netbook compresi, con i quali in genere ero io a dover andare da loro, è lui a venire da me. Non mi obbliga ad isolarmi dalla famiglia e, mentre loro guardano gli scarnificanti telefilm delle varie polizie scientifiche, o le situation commedies con famiglie di colore ricche ridanciane e piene di morali benpensanti, posso "essere sempre davanti al computer" senza farlo pesare agli altri, evitandomi inquinamenti da ipnosi mediatica para-immorale o de-moralizzante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;In riunione qualche volta mi era girato per la testa di portarmi il notebook per prendere appunti. Ho scoperto di fare una pessima figura, di apparire come dattilografo invece che come consulente, per non parlare della maleducazione di guardare una tastiera che fa clac-clac, invece del mio interlocutore. Così sono tornato ai vecchi notes cartacei con la sola conseguenza di riempire la scrivania di fogli (come se non ce ne fossero abbastanza che si cumulano ogni minuto senza pietà) che passavano dal dimenticatoio al cestino. Alla fine mi sono ridotto a fidarmi della memoria. Questa però fa acqua da tutte le parti. iPad ha risolto tutto: intanto la tastiera non fa l'effetto di un notebook, ma soprattutto con Penultimate o programmi simili e grazie al suo formato posso prendere nota sul taccuino e poi archiviare i taccuini come PDF o spedirli per posta. Il riconoscimento carattere? Sarebbe lento, inefficace, inutile, perché gli appunti vanno sempre comunque rielaborati altrove e in santa pace se vuoi fare un buon lavoro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Un consiglio però, sì, mi sento di darlo: non ascoltate Steve Jobs che ce l'ha su con le penne. Procuratevene una per l'handwriting (e solo per quello, però): una Pogo da Amazon a circa una quindicina di euro o le perfette imitazioni che si trovano sull'eBay cinese a meno di 5 euro al terno. È una favola e scoprirete che iPad era anche un'altra cosa che non conoscevate. Fate corsi di formazione? Penna, handwriting adeguato, cavo VGA e avrete un'ineguagliabile lavagna a fogli mobili che lascerà tutti a bocca aperta, oltre ad intervallarsi alla perfezione con le slide. Un'ulteriore raffinatezza sempre per formatori: procuratevi uno switch VGA e portate ai corsi il MacBook con Keynote (che a lavoro compiuto rende meglio di quello per iPad - con cui puoi comunque prepararlo al 90%, senza contare che il risultato con iPad sarà sempre da accademia rispetto a quello dei colleghi con PowerPoint o, peggio ancora, con OpenOffice): con il relais passerete elegantemente dalle slides alla Lavagna a fogli mobili. Infine non sottovalutate programmi come i derivati delle mappe mentali per preparare i corsi e per proiettarli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Trovatemi un oggetto che solo di un punto può farvi scrivere tanto (per non parlare delle 378 pagine che ho tagliato ;) ).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;3º &lt;i&gt;&lt;u&gt;Modularità&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;All'ultimo posto del podio faccio salire una caratteristica che può sembrare difficile da percepire per chi non ne fa un uso intensivo. La maggior parte di quelli che hanno comprato l'iPad si sono fermati lì e hanno passato il giocattolo ai figli, per tornare al loro notebook che "ha molte cose in più". Non è vero!!! È il computer ad essere misera cosa, seconda solo alla flessibilità mentale dei suoi utilizzatori. iPad è al centro di un universo, non solo di accessori o di programmi, ma soprattutto di categorie - mi rendo conto di essere poco chiaro. Quello che voglio dire è che quasi ogni giorno qualcuno inventa un utilizzo che nessuno poteva prevedere, ma che richiede una flessibilità di immaginazione (non di competenze tecniche) che i nostri bradipi tecnologici - primi fra tutti gli smanettoni stessi - non conoscono.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Facciamo un esempio (quelli della formazione sono già di per sé validi): Air Video è un programma che, unito ad un omonima applicazione server multi-piattaforma, consente su un iDevice di vedere filmati o ascoltare brani in streaming dalle librerie predefinite; con un cavo composito possono venire trasferiti alla TV film nei formati più disparati grazie alla conversione - separata o simultanea - che viene comandata dall'iPad via Wi-Fi (e presto anche 3G per gli assatanati) al programma su desktop. Con un cavo composito (o component per gli apparecchi più recenti) si può collegare il dispositivo all'apparecchio televisivo e vederlo sul grande schermo, in teoria uno per tipo su tante TV quanti sono i dispositivi a disposizione. Con un Dock supplementare il dispositivo può stare comodamente in posizione per essere utilizzato e venire alimentato con comodità mentre lavora. La combinazione e l'interscambio fra iDevice apparentemente diversi, come iPhone o iPod Touch e fra questi e i Mac e a loro volta tele-videocamere, stereo, ecc… è quello che chiamo modularità e che una decina d'anni fa Jobs aveva battezzato Digital Hub. Montando e smontando, tutti lo possono fare, ma senza l'immediatezza, la naturalezza e la comunanza di filosofia e di logica tipica della iRevolution.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sempre nel capitolo "modularità" annovero un ulteriore argomento che va da se quando si sceglie di adottare una iFamiglia: i programmi sono gli stessi, per quanto adattati ai dispositivi diversi. Questo fatto a volte ha il vantaggio di offrire dei risparmi di scala, come con Air Video che si acquista una volta sola per tutte le macchine, o come nel più eclatante caso di DocumentToGo. Tuttavia il vero vantaggio sta in una cosa spesso sottovalutata, ma che ha costi e inefficienze senza pari: l'apprendimento. Quando impari a lavorare con un programma hai imparato anche per il telefono, l'iPod, l'iPad e tutto quello che verrà. Soprattutto, quando hai trovato il criterio, la manualità e la logica per operare su un iDevice l'hai imparata per tutti (e da quando i MacBook e i nuovi Magic Touch Mouse hanno adottato le stesse modalità, l'hai fatto anche per il Mac).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;«E io che ho Windows?!…» dirà qualcuno. Beh, iPad si adatta anche a loro: fino a che non si sarà capito perché vorrà dire che si salirà su una bicicletta da corsa in fibra di carbonio con uno zaino di piombo. L'importante comunque è cominciare: c'è gente attrezzata di tutto punto che non sa neppure quello che ha a che cosa serve al di fuori dal mostrare agli amici quanto si sia à la page. Allora meglio un linuxiano idealista e pieno di contraddizioni che forse non saprà mai che cos'è il lusso della comodità e della semplicità, ma lo farà con molta preparazione e competenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;4º &lt;i&gt;&lt;u&gt;Parco applicazioni uniche&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Fuori dal podio, ma solo perché più ovvie, quelle che seguono sono delle caratteristiche uniche di grande valore. Centinaia di migliaia di applicazioni fanno dell'iPad un'intelligenza operante unica nel suo genere. I modi di fare le cose sono innumerevoli. Molte apps sono invero brutte, ma su 10 ce ne sono almeno 2 buone e una geniale. Quelle geniali sono uniche nel loro genere: non ne troverete una simile non solo per Android o WinMobile, ma neppure per Mac e tanto meno Windows o Linux. Si pensi solo ai programmi per Twitter: solo con quelli per iDevice abbiamo imparato a usare questo social network, al punto che lo stesso portale si sta rinnovando traendo spunto da queste app, come la stessa Twittie acquistata proprio dalla società stessa. Se per preparare i documenti vi serve un Office, per desktop troverete solo questo tipo di programmi, mentre qui ci sono solo prodotti finiti e non kit di montaggio. La comunità degli sviluppatori ha fatto la fortuna di Macintosh e poi di iPhone e ora di iPad: sono i più bravi, originali e geniali nell'orientamento al cliente di tutto il panorama informatico. Prendi l'analogo programma per iPad e prendi quello per Android o per BlackBerry o per Symbian e vedi la differenza. Non ci credi? Prova con Instapaper, Yammer, TwittDeck…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;5º &amp;nbsp;&lt;i&gt;&lt;u&gt;Semplicità, assenza di fronzoli&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;E pensare che ci sono pazzi che comprano imitazioni solo perché hanno delle porte per attaccarci ammennicoli in più che non useranno mai (quante volte usi i tanti tuoi pendrive?)! Ogni elemento non indispensabile in più è un impoverimento. Dimagrire è rafforzarsi! iPad non ha nulla e quello che gli manca sono altrettante occasioni per usarlo in maniera più funzionale, come il ricorso a DropBox, ai WebDav, ai servizi di rete i più disparati. Della webcam non saprei che farmene, ma il tasto home è geniale per tornare ogni momento nella stessa posizione. L'introduzione più folgorante è il tasto che blocca la rotazione senza il quale iPad sarebbe un disastro. Sembra poco, ma da solo vale l'oggetto. Se non ci avesse pensato Apple ci sarebbe voluto molto perché qualcuno lo facesse e chissà in che obbrobriosa maniera.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;6º &lt;i&gt;&lt;u&gt;Grande efficienza delle soluzioni strategiche&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Lo schermo dell'iPad è qualcosa di unico. Il suo essere capacitivo invece che resistivo lo porta a miglia e miglia dagli altri cloni, al punto da squalificare funzioni che nei nuovi modelli che stanno per uscire non avranno storia. Penso alla precisione dell'handwriting di cui ho scritto qualche linea più su: con uno schermo resistivo tutto questo è pressoché improponibile. Soprattutto mi riferisco alla tastiera. A parte qualche carattere sbagliato, come la barra spaziatrice con cui faccio di frequente cilecca infilando una "m" o una "n" di troppo, con la tastiera di iPad si scrive che è un piacere e senza far forza, sfiorando solo i tasti con un'agilità unica. Semplicità vuol dire che si può comprare iPad ovunque nel mondo per adattarlo in un attimo in quello che si vuole, perché la tastiera è configurata da software, senza contare che ci sono diversi set di tastiere che sono contestuali in base agli scopi dove vengono utilizzati. Devi farlo usare gli ospiti cinesi o russi? Niente paura: con un semplice e rapido settaggio avrai una macchina mandarina o cirillica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;7º &lt;i&gt;&lt;u&gt;Perché salvare?&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non ha tutti i torti chi dice che sotto la più raffinata applicazione si cela sempre un database. E, si sa, questi programmi fin da prima del celeberrimo storico DBase non hanno mai contemplato il salvataggio, né automatico né manuale. Si tratta di un'operazione aggiuntiva per niente indispensabile. Quando scrivi non c'è ragione perché quello che hai fatto non debba rimanere senza dovere per forza compiere un salvataggio di qualcosa che si chiama "file". La cosa era ben chiara al padre dell'iPad, il geniale e nella sua concezione insuperato Newton Communicator. L'ideale è avere dei contenuti a cui poter sovrapporre criteri di indicizzazione e di ricerca ad hoc da applicare ad un repository di informazioni il meno strutturato possibile. Questo principio lo si ritrova in tutti i migliori applicativi per iOS.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;8º &lt;i&gt;&lt;u&gt;Accessori illuminati&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;I costruttori di accessori per iDevices hanno capito già con iPod e poi iPhone che avere delle buone idee per questi oggetti rende. E rende due volte: la prima con i dispositivi Apple; la seconda creando qualcosa di simile per gli altri prodotti. Per iPad ce ne sono molti che fanno la differenza: dai Dock per usarlo su scrivania, alle custodie tutto fare (si prenda quella di Apple che con un escamotage di una semplicità disarmante trasforma il nostro oggetto da Agenda a piano inclinato a visore semplicemente girando la copertina). Proprio gli accessori permettono a ognuno di noi di sbizzarrirsi cambiando vestito al proprio iPad e facendone quasi un prodotto inedito ogni giorno diverso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;9º &lt;i&gt;&lt;u&gt;Controinformazione e socialità&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Poche storie: il giornale e i libri per ora non hanno pari con le loro versioni digitali. È chiaro per gli ebook, per i siti web, come pure per i tablet come iPad. Tuttavia in iPad sempre la modularità consente di costruire dei modi di fare informazione del tutto nuovi. Un primo esempio lo si ha con FlipBoard, Pulse o The Early Edition, ma anche con giornali dedicati come La Stampa. Integratori di RSS che consentono di comporre edizioni personalizzate dei propri organi di informazione che avranno la comodità di consultazione del giornale unita alla possibilità di redazione che sfrutti fonti non tradizionali e informazioni rare. Io, personalmente, preferisco costruire il mio giornale usando Twitter (con Osfoora o TwitBird) per inviarlo alla "rotativa" di Instapaper. Leggo il titolo e il breve commento; lo salvo in un attimo; lo scarico rapidamente e me lo andrò a leggere quando più mi verrà comodo: sul pullman, in bagno o ai giardini. Il bello è che me lo ritroverò pari-pari nell'iPhone o sul desktop. Un modo inedito per costruire la propria informazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;10º &lt;i&gt;&lt;u&gt;Comunità all'avanguardia&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Se entrate in un Apple Store, com'è capitato a me sabato all'inaugurazione di quello torinese, scoprite di trovarvi fra gente molto eterogenea, ma proprio per questo anche molto distintiva. Fare parte di una comunità di influenza che incide nel modo di pensare e di fare le cose è un patrimonio importante presente ogni volta che usi il tuo iPad. Questa consapevolezza ha effetto ogni volta che metti le mani sul tuo non-computer, nel tuo modo di pensare nel tuo sforzarti di essere originale. Non vorrei però che si fraintendesse: la comunità iPad DOCG non è esclusivista e con la puzza sotto il naso. Si tratta di gente pratica che pur scegliendo il meglio non dà all'oggetto più importanza di quanta debba averne; si trova, anzi a suo agio con qualsiasi mezzo debba servire meglio al suo scopo, sia che si tratti di un netbook con Ubuntu o FreeBSD, un blocco di carta o la trasmissione orale. In ogni caso sceglierà quello che più rispetta la persona, quello che eviterà che l'essere umano debba diventare schiavo di una macchina. Forse fra qualche giorno mi diletterò a mettere le mani su un simpatico aPad 7" super-economico made in China senza il minimo senso di colpa o partigianeria. E se hai voglia di sgranchirti le dita con una buona tastiera e un monitor oceanico (elementi fondamentali quando devi affrontare lavori corposi come la composizione di libri o fogli elettronici complessi), fai come me che dopo aver finito l'articolo lo sto aggiustando e completando con il mio sempreverde iMac 24".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Insomma, fedeli solo a sé stessi, soprattutto grazie ad iPad.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cloud.lbox.me/images/v/201008/nnjf1281067164211.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://cloud.lbox.me/images/v/201008/nnjf1281067164211.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-521605642793522700?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/521605642793522700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/09/ipad-al-lavoro-una-valutazione-5-mesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/521605642793522700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/521605642793522700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/09/ipad-al-lavoro-una-valutazione-5-mesi.html' title='iPad al lavoro - una valutazione a 5 mesi di collaudo - Prima parte: Rivoluzione iPad'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-5000551712753080262</id><published>2010-09-14T20:05:00.000+02:00</published><updated>2010-09-14T21:07:36.476+02:00</updated><title type='text'>Inizio delle scuole: Attenti agli "altri-iPad"!</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/14/1535.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/14/s_1535.jpg' border='0' width='260' height='187' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Le scuole stanno per iniziare e, alla faccia dello sposalizio Brunetta-Microsoft (la chiamerei la coppia perfetta per atteggiamento nei confronti del potere, del controllo, della ricchezza e tutte le altre amenità a tutti stra-note), molti stanno pensando ad un iPad per i figli (non fosse nella speranza che diano un taglio a SMS e cellulari). Il fatto è che "il giocattolo" costa e non poco! Il modello di riferimento è il 32GB Wi-Fi che pesa 600 bigliettoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/14/1536.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/14/s_1536.jpg' border='0' width='500' height='500' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Allora viene fatto di pensare alle alternative Palm-HP WebOS o Android (e qualche perverso aggiunge Windows 7!!!).&lt;br /&gt;State attenti però: gli unici modelli economici sono gli &lt;a href="http://www.lightinthebox.com/Android-Tablet-PC--aPad--MID---Wifi---7--TFT-Touch-Screen--Samsung-S3C6410-processor---667MHZ--SMQ5454-_p124253.html" target="_blank"&gt;aPad cinesi da 135€ spedizione inclusa&lt;/a&gt;. Si pensa "Non saranno perfetti ma…" Le cose non stanno così!&lt;br /&gt;A parte la questione determinante del parco software e della sua qualità stratosfericamente superiore, mi soffermerò sull'hardware. Non fatevi fregare dal "Più c'è e meglio è". Non è vero. È vero "Meno c'è è bello, purché perfetto"!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo punto di vista la questione più critica non è il processore, la RAM, il disco, le immagini… quello che fa la differenza è la superficie del touch screen. Quella dell'iPad  è &lt;b&gt;&lt;i&gt;capacitiva&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, ovvero reagisce allo sfioramento e ti fa scrivere a mano libera agevolmente (specie con Penultimate), così come da alla tastiera una naturalezza unica. Questo vale doppiamente per iPhone o iPod Touch, ma visto che diversamente iPad è versato per lavoro e studio oltre che lettura, se sbagliate buttate via tutto. Quella dei cloni cinesi (ma anche della maggior parte dei prodotti di marca) è &lt;b&gt;&lt;i&gt;restistiva&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, ovvero ci devi andare giù talmente pesante che è più il tempo che perdi di quello che combini. Quelli che hanno avuto la disavventura di passare per gli smartphone LG ne sanno qualcosa!!! Il pedigree di alto livello; quanto alla resa e all'esperienza d'uso, molto meglio aratro e buoi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/14/1537.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/09/14/s_1537.jpg' border='0' width='281' height='160' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Ma almeno quando sprecate 135€ dell'aPad può essere considerato un rischio calcolato e magari simpatico collezionismo. Peggio sarà quando crederete che le decine di tavolette che da domani riempiranno i bancali dei rigattieri multinazionali siano regalate: le più economiche saranno dei 7" giocattolo incomplete da poco meno di 300€. Quelle più ambiziose arriveranno a superare i 1000€!!! e quelli no, che non li varranno. Ma nemmeno 400€ hanno senso per un clone arraffazzonato di un prodotto che non avrà avuto certo la gestazione decennale dell'originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio consiglio? Buono l'iPod Touch (naturalmente non l'8GB). O piuttosto, se ce li avete, tirate fuori i 6-700€ del 32GB senza o con 3G! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buttare via i soldi dando retta all'amico tecno-ferramentiere, smanettone del gigaherz sarebbe l'ennesimo gravissimo errore di cui è costellata la via crucis dell'informatica personale.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-5000551712753080262?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/5000551712753080262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/09/inizio-delle-scuole-attenti-agli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5000551712753080262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5000551712753080262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/09/inizio-delle-scuole-attenti-agli.html' title='Inizio delle scuole: Attenti agli &amp;quot;altri-iPad&amp;quot;!'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-4275534067005850505</id><published>2010-09-07T01:46:00.000+02:00</published><updated>2010-09-07T01:46:00.090+02:00</updated><title type='text'>Le decisioni che funzionano sono altre</title><content type='html'>È tutt'altro che scontato giudicare le decisioni di un Top Manager come determinanti. Si tratta di frutti di combinazioni dove quello che ne qualifica il successo è, il più delle volte, l'interpretazione che le si applica e lo si fa in genere in seguito o non di rado a priori, qualsiasi cosa accada, per la "reputazione obbligata". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diverso è il caso di quelle decisioni conseguenti a situazioni improvvise, quelle che vanno prese immediatamente e che devono funzionare. È un luogo comune dire che alcune squadre (è frequente sentirmi dire ad esempio della nazionale italiana di calcio) rendono meglio quando hanno l'acqua alla gola, o si trovano alla disperazione. Gli studi di Weick e Sutcliffe (e di Resnick in passato) mostrano come in casi di intervento tempestivo le organizzazioni veramente efficienti ed efficaci non seguono una catena di comando lineare, ma piuttosto uno "sciame decisionale" in cui a decidere sono figure che occupano gangli strategici al di là della loro posizione gerarchica (la maggior parte dei decisori non ha neppure una carica). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo vuol dire che le scelte strategiche hanno una valenza politica riferita alla pura e semplice gestione del potere. Detto in altri termini, la maggior parte di quelle che definiamo decisioni sono piuttosto espressioni di volontà, scelte di potere, configurazioni di forze… quello che si vuole, ma non "decisioni". Di quelle si occupa, non tutta, ma piuttosto la parte più reattiva e specializzata dell'organizzazione. In molti casi ad intervenire non sono neppure le persone preposte, ma piuttosto quelle che giocano un ruolo riconosciuto dall'intero gruppo per autorevolezza e identificazione comune immediata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I modelli che i nostri Top Manager si raccontano e ci raccontano sono persuasivi e autocompiacenti, ma ben poco hanno a che fare con il "decidere". A saperlo fare o meno è la salute dell'impresa ed è lì che si scopre il valore e la qualità del lavoro fatto dai leader per crescere un gruppo in grado di reagire alle situazioni decisionali. Anche questa, però, è una situazione determinata da una disseminazione della leadership, piuttosto che nella sua concentrazione in una o poche persone. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovremmo rivedere le nostre rappresentazioni dell'autorità e dei manager: quelle che ci sono hanno fatto il loro tempo, e da molto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-4275534067005850505?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/4275534067005850505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/09/le-decisioni-che-funzionano-sono-altre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4275534067005850505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4275534067005850505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/09/le-decisioni-che-funzionano-sono-altre.html' title='Le decisioni che funzionano sono altre'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-629904843738557773</id><published>2010-08-28T11:34:00.000+02:00</published><updated>2010-08-28T11:33:07.278+02:00</updated><title type='text'>Tremonti, sicurezza fondamentale</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;ul class="toolbar"&gt;&lt;li class="macro-section flash24"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 34px; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); font-weight: bold; "&gt;Lavoro: Tremonti, sicurezza fondamentale&lt;/span&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;&lt;p&gt; 26 Agosto 2010 19:05 &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/"&gt;ECONOMIA&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;(ANSA) -                           ROMA            -  &amp;#39;La sicurezza sul lavoro e&amp;#39; una irrinunciabile conquista della civilta&amp;#39; occidentale&amp;#39;, afferma &lt;a href="http://Tremonti.Il"&gt;Tremonti.Il&lt;/a&gt; ministro dell&amp;#39;Economia definisce &amp;#39;eccessiva&amp;#39; la polemica seguita ad una sua affermazione sulla legge 626, che riguarda la sicurezza sul lavoro. &amp;#39;Cinque parole cinque dette alle undici di sera&amp;#39; minimizza. &amp;#39;La sicurezza sul lavoro e&amp;#39; una irrinunciabile conquista della civilta&amp;#39; occidentale. L&amp;#39;eccesso occhiuto di burocrazia e&amp;#39; un derivato della stupidita&amp;#39;.           &lt;/p&gt;  						 							 						&lt;br&gt; 						 							 								 									&lt;a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Pakistan-talebani-minacciano-stranieri/26-08-2010/1-A_000116291.shtml" class="news-go-a"&gt;&lt;/a&gt; 								 							 							 								&lt;a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/index.shtml"&gt;&lt;/a&gt; 							 							 								 									&lt;a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Sport/Uefa-Milito-miglior-giocatore-2009-2010/26-08-2010/1-A_000115573.shtml"&gt;&lt;/a&gt; 								 							 										 							 						&lt;br&gt; 						&lt;br&gt; 						&lt;br&gt; 						             	 						 				     					 				 			    		 		    	 						 				 			 				 			 				 					    	 	 	     	PIÙletti 	 		 			 			 			       	1&lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_agosto_27/elio-rischio_0018d6b8-b20b-11df-a044-00144f02aabe.shtml"&gt;Allarme elio, riserve agli sgoccioli&lt;/a&gt;           	2&lt;a href="http://www.corriere.it/economia/10_agosto_27/paul-allen-citazione_a5c93352-b213-11df-a044-00144f02aabe.shtml"&gt;Allen fa causa ad Apple, Google, Facebook e altri 8: «Ho brevetti  del vostro business»&lt;/a&gt;           	3&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_28/incidente-stradale-caltanissetta_f8827592-b26b-11df-8a2a-00144f02aabe.shtml"&gt;Caltanissetta: scontro frontale, 4 morti&lt;/a&gt;           	4&lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_agosto_27/perasso-diaspora_6f596d4c-b1cc-11df-a044-00144f02aabe.shtml"&gt;In arrivo Diaspora, l&amp;#39;anti-Facebook&lt;/a&gt;           	5&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/10_agosto_27/bossi-fini-manterra-parola_332eb3e0-b208-11df-a044-00144f02aabe.shtml"&gt;Bossi: «Fini terrà fede agli impegni»&lt;/a&gt;           	6&lt;a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_agosto_27/visita-gheddafi-roma-1703650844774.shtml"&gt;Amazzoni, cavalli e tenda beduina  Muammar Gheddafi torna a Roma&lt;/a&gt;           	7&lt;a href="http://www.corriere.it/economia/10_agosto_28/blockbuster-fallimento_82691822-b26e-11df-8a2a-00144f02aabe.shtml"&gt;Blockbuster vicina al fallimento&lt;/a&gt;           	8&lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/10_agosto_27/hind-principessa-degli-eccessi-olimpio_b50e1b70-b1a5-11df-a044-00144f02aabe.shtml"&gt;Hind, principessa degli eccessi  Dai gioielli al veleno mortale&lt;/a&gt;           	9&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_26/civitanova-bengalese-picchiato_c60c7504-b144-11df-9462-00144f02aabe.shtml"&gt;Bambini prendono a calci un immigrato tra l&amp;#39;indifferenza e le risate degli adulti&lt;/a&gt;           	10&lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/10_agosto_27/anna-larossa-olimpio_55e9568c-b1be-11df-a044-00144f02aabe.shtml"&gt;Anna «la rossa», la nuova vita della spia&lt;/a&gt;                                    		 		 	 		 		 			 			 			       	1&lt;a href="http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/10_agosto_25/maxi-tumore-asportato-argentina_23e3cacc-b061-11df-817a-00144f02aabe.shtml"&gt;Tumori, asportato un sarcoma  dell&amp;#39;utero di 23 chili&lt;/a&gt;           	2&lt;a href="http://www.corriere.it/spettacoli/10_agosto_23/marcuzzi-facchinetti_95911812-aea1-11df-92e9-00144f02aabe.shtml"&gt;Le fughe  d&amp;#39;amore di Francesco  Facchinetti  e  Alessia Marcuzzi&lt;/a&gt;           	3&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_25/sacchi-vivere-con-14-euro_967b2850-b01b-11df-817a-00144f02aabe.shtml"&gt;«Vivo con 14 euro al giorno:  sto dai miei e ceno alle sagre»&lt;/a&gt;           	4&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_21/tempi-liberi-gramigna-eterni-giovani_ecf96f1a-aced-11df-b3a2-00144f02aabe.shtml"&gt;Eterni Giovani&lt;/a&gt;           	5&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/10_agosto_24/veltroni-lettera_50de02f4-af44-11df-bad8-00144f02aabe.shtml"&gt;«Scrivo al mio Paese e vi dico cosa farei»&lt;/a&gt;           	6&lt;a href="http://www.corriere.it/spettacoli/10_agosto_23/nannini-mamma-chi_45087496-aeb8-11df-92e9-00144f02aabe.shtml"&gt;Gianna Nannini diventerà mamma&lt;/a&gt;           	7&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_23/dietrofront-accordo-separazione-veronica-premier_642e79da-ae75-11df-92e9-00144f02aabe.shtml"&gt;Salta l&amp;#39;accordo per la separazione  tra Veronica e il premier&lt;/a&gt;           	8&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_26/civitanova-bengalese-picchiato_c60c7504-b144-11df-9462-00144f02aabe.shtml"&gt;Bambini prendono a calci un immigrato tra l&amp;#39;indifferenza e le risate degli adulti&lt;/a&gt;           	9&lt;a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_agosto_23/colf-eredita-palazzo-vende-borsieri-1703623411095.shtml"&gt;Colf eredita palazzo e lo vende  Gli inquilini: ora ci cacciano&lt;/a&gt;           	10&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/10_agosto_25/vertice-berlusconi-bossi_465342a2-b02c-11df-817a-00144f02aabe.shtml"&gt;Bossi: «Per adesso niente voto Avanti così, ma senza l&amp;#39;Udc»&lt;/a&gt;                                     		 	 	 		 			 			 			       	1&lt;a href="http://www.corriere.it/salute/10_luglio_28/lavanda-vaginale-intossicati_54c7d846-9a5d-11df-8969-00144f02aabe.shtml"&gt;Bevono per sbaglio lavanda vaginale, boom di intossicate. Sotto accusa lo spot&lt;/a&gt;           	2&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_29/berlusconi-fini-tregua_2c297a44-9ad4-11df-ad9d-00144f02aabe.shtml"&gt;Berlusconi: «Non abbiamo più fiducia nel presidente della Camera»&lt;/a&gt;           	3&lt;a href="http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/10_agosto_25/maxi-tumore-asportato-argentina_23e3cacc-b061-11df-817a-00144f02aabe.shtml"&gt;Tumori, asportato un sarcoma  dell&amp;#39;utero di 23 chili&lt;/a&gt;           	4&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/10_agosto_18/marina-vacanze-bermuda_e93b9b6c-aab5-11df-a60a-00144f02aabe.shtml"&gt;Vacanza alle Bermuda (con sorpresa)  Il topless di Marina Berlusconi&lt;/a&gt;           	5&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_05/milano-cocaina-showgirl-santucci_08306886-a052-11df-bc17-00144f02aabe.shtml"&gt;Milano, la cocaina delle showgirl  «Era tua». «No, mai sniffato»&lt;/a&gt;           	6&lt;a href="http://www.corriere.it/spettacoli/10_agosto_23/marcuzzi-facchinetti_95911812-aea1-11df-92e9-00144f02aabe.shtml"&gt;Le fughe  d&amp;#39;amore di Francesco  Facchinetti  e  Alessia Marcuzzi&lt;/a&gt;           	7&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_25/sacchi-vivere-con-14-euro_967b2850-b01b-11df-817a-00144f02aabe.shtml"&gt;«Vivo con 14 euro al giorno:  sto dai miei e ceno alle sagre»&lt;/a&gt;           	8&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/10_agosto_03/veronica-lario-lastampa-berlusconi_8bd7317a-9f02-11df-ad0c-00144f02aabe.shtml"&gt;Veronica Lario: «Ghedini? Con Silvio sarebbe coppia da sballo»&lt;/a&gt;           	9&lt;a href="http://www.corriere.it/spettacoli/10_agosto_15/conti-gruber-una-belva_0774b744-a845-11df-94a2-00144f02aabe.shtml"&gt;«Gruber?  Una belva.   Giorgino lo tolsi dal Tg serale»&lt;/a&gt;           	10&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_30/azione-nazionale-nuovo-gruppo-finiani_83cc61f4-9bbe-11df-8a43-00144f02aabe.shtml"&gt;Fini: non  mi dimetto,  premier  illiberale&lt;/a&gt;                                     		 	 	&lt;ul&gt; 		&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Lavoro-Tremonti-sicurezza-fondamentale/26-08-2010/1-A_000122830.shtml#sect_news1" class="tab-giorno"&gt;giorno&lt;/a&gt;&lt;/li&gt; 		&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Lavoro-Tremonti-sicurezza-fondamentale/26-08-2010/1-A_000122830.shtml#sect_news2" class="tab-settimana"&gt;settimana&lt;/a&gt;&lt;/li&gt; 		&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Lavoro-Tremonti-sicurezza-fondamentale/26-08-2010/1-A_000122830.shtml#sect_news3" class="tab-mese"&gt;cinema&lt;/a&gt;&lt;/li&gt; 	&lt;/ul&gt;    &lt;h4 class="italiaoggi"&gt;IN PRIMO piano&lt;/h4&gt; 		&lt;ul class="italiaoggi"&gt; 			&lt;li&gt;  &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_28/incidente-stradale-caltanissetta_f8827592-b26b-11df-8a2a-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano"&gt;Caltanissetta: scontro frontale, 4 morti&lt;/a&gt;  &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache"&gt;CRONACHE&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;/li&gt; &lt;li&gt;  &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/10_agosto_27/bernanke-ripresa-usa_3e866810-b1e4-11df-a044-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano"&gt;Bernanke: «Crescita lenta nel 2010, ma la Fed farà di tutto per assicurare la ripresa»&lt;/a&gt;  &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.corriere.it/economia"&gt;ECONOMIA&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;/li&gt; &lt;li&gt;  &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/10_agosto_28/united-continental-fusione_ce3c5452-b26f-11df-8a2a-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano"&gt;Sì alla fusione tra Continental e United, è la più grande compagnia aerea del mondo&lt;/a&gt;  &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.corriere.it/economia"&gt;ECONOMIA&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;/li&gt; &lt;li&gt;  &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/10_agosto_27/paul-allen-citazione_a5c93352-b213-11df-a044-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano"&gt;Allen fa causa ad Apple, Google, Facebook e altri 8: «Ho brevetti  del vostro business»&lt;/a&gt;  &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.corriere.it/economia"&gt;ECONOMIA&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;/li&gt; &lt;li&gt;  &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/10_agosto_28/intervista-marchionne-cazzullo_1aa4cfac-b272-11df-8a2a-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano"&gt;«A Marchionne dico: i sindacati? Li puoi battere, non dividere»&lt;/a&gt;  &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.corriere.it/economia"&gt;ECONOMIA&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt; 	                &lt;ul&gt;     &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/mobilereader/ipad/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt;&lt;a href="http://edicola.corriere.it"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Corriere-della-Sera/284515247529"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;   	 				 				 		 		 		 		&lt;ul class="nostri-siti clearfix"&gt; 		&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.rcsdigital.it/"&gt;RCS Digital&lt;/a&gt; |&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.gazzetta.it"&gt;Gazzetta&lt;/a&gt; |&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/mobile/?fr=Corriere_footer"&gt;Corriere Mobile&lt;/a&gt; |&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.elmundo.es/"&gt;El Mundo&lt;/a&gt; |&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.marca.com/"&gt;Marca&lt;/a&gt; |&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.dada.it/"&gt;Dada&lt;/a&gt; |&lt;/li&gt;     &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.rcsmediagroup.it/"&gt;RCS Mediagroup&lt;/a&gt; |&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt;&lt;a href="http://fondazionecorriere.corriere.it/it/"&gt;Fondazione Corriere&lt;/a&gt; |&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_04/premio-cutuli-2010-sesta-edizione_66e1a214-6fba-11df-b547-00144f02aabe.shtml"&gt;Fondazione Cutuli&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;     &lt;li class="right"&gt; &lt;a href="http://www.corriere.it/mappa_sito.shtml" title="sitemap"&gt;Mappa del sito&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://www.corriere.it/servizi/" rel="nofollow"&gt;Servizi&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://www.corriere.it/scrivi/" rel="nofollow"&gt;Scrivi&lt;/a&gt; 	&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;ul class="copyright"&gt; 	&lt;li&gt; 		Copyright 2010 © RCS Quotidiani Spa. 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L'informatica si è riprodotta nella maggior parte dei casi come dei rifacimenti ancora più vecchi del modello originale. La vera innovazione è lontano dalla massa, specie se giornalisti come l'onesto per quanto simpatico Ras Letterman. &lt;br /&gt;Per l'opinione comune i Social Network fanno tutti la stessa cosa, mentre, se mai dovessero esservi ancora dubbi, Twitter si è consolidato come il canale privilegiato dell'informazione, della controinformazione, ma anche della disinformazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il limite è insito nei programmi per accedervi: quelli per desktop sono ancora grossolani e il web decisamente farraginoso. 140 caratteri sono pochi e leggere il link immediatamente è frequentemente impossibile o diventa spesso scomodo e lungo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soluzione sta proprio negli iPhone, negli iPad e poi magari gli Android e i WebOS devices.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho riscoperto - ma potrei anche dire "scoperto" - Twitter proprio grazie ai programmi per iDevice. La scelta non è cosa da poco. Se si vuole accedere con profitto al cinguettio bisogna scegliere TwitBird Premum o Pro (a seconda del numero di utenti utilizzati) oppure Osfoora. Il primo perfetto per iPhone e iTouch, ma ottimo anche su iPad, il secondo è l'ideale per iPad. Poi, fra i diversi programmi di lettura differita il riferimento è senza dubbio Instapaper (anche qui sono da evitare soluzioni economiche, costando quella a pagamento meno di due quotidiani).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si passerà dunque al sito di Twitter, meglio se da browser, per creare un nuovo account dedicato alle news.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera difficoltà sta proprio qui, nella selezione delle fonti. Non esagerare! Inizia da:&lt;br /&gt;1) quelle che sicuramente interessano a patto che nel loro profilo contino un numero adeguato di twit (ad esempio un consiglio personale per le notizie vede RAINews, La Stampa, Il Post…)&lt;br /&gt;2) quando si scopre una fonte che fa al caso nostro, si consultino i suoi follow e ne si provino alcuni con riserva&lt;br /&gt;3) tenere distinto l'account personale da quello delle notizie, altrimenti si finisce per non capirci più niente; soprattutto si separino bene le fonti evitando la pigrizia di non cambiare account per fare tutto con uno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/08/25/1934.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/08/25/s_1934.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Passo successivo, creare il proprio account, sempre da Browser, al sito Instapaper.com. Ne si approfitti per creare alcune cartelle. Fra le consigliate "Importanti", "Conservare", "Leggerò prima o poi", "Prima di archiviare definitivamente" e poi quelle per argomento, ognuno con i propri interessi , tipo:"Acquapozzillo News", "Amiga Today", o "Gigi D'Agostino Fanzine". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/08/25/1935.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/08/25/s_1935.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto questo, sia Osfoora HD che TwitBird Pro possono configurare più account e soprattutto offrono i principali comandi solo sfiorando o tenendo pigiato un secondo in più i simboli attivi. Fra questi il più importante, in genere posizionato in corrispondenza del link, è quello che, oltre ad aprire la pagina subito, a copiare il collegamento, o inviarlo a Read It Later, lo fa salvare su Instapaper. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/08/25/1936.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/08/25/s_1936.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;L'operazione in sé è molto rapida. Si salvino tutte le notizie per le quali si prova un certo interesse, senza eccedere, altrimenti passa la voglia. Consiglio analogo per la smania che poi subentrerà di non perdere qualche minuto o qualche ora di twitt delle proprie fonti (dì a te stesso: "ma, alla fine… Chi se ne frega!"): si prende sempre quello che c'è senza esagerare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/08/25/1937.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/08/25/s_1937.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Si arriva dunque all'ultimo passaggio che consiste nell'aprire Instapaper per iPad (o iPhone, o altro, ovviamente) e aggiornare. Con una discreta rapidità, il programma scaricherà lo scaricabarile, ovvero quasi ognuno dei link salvati su Twitter. Alcuni non si apriranno come quelli del NY Times che portano solo alla scheda di abbonamento. A quel punto conviene tornare sul programma per Twitter e dare l'unfollow per gli account che mandano notizie civetta o mal confezionate.&lt;br /&gt;Mentre lui fa questo, noi ci si infila le scarpe, si dà un bacio alla nonna, si disabilita il wireless per non consumare, si infila l'iPad Wi-Fi in borsa, ché poi in metropolitana ci sarà tutto il tempo per tornare sul programma, Instapaper, per leggere il proprio giornale quotidiano altamente personalizzato e contro-informato per tutto quel tempo noioso in cui avevi promesso di ripassare per l'esame (altra versione, lo apri durante la riunione di ufficio nella sala scollegata, facendo finta di prendere appunti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/08/25/1938.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/08/25/s_1938.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Da un mese a questa parte questo sistema è diventata la mia sola fonte di informazione e sinceramente ho difficoltà a capire come si possa essere fedeli a qualche organo di stampa, cartaceo o numerico che sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-526173145402197899?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/526173145402197899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/08/il-tuo-quotidiano-su-ipad.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/526173145402197899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/526173145402197899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/08/il-tuo-quotidiano-su-ipad.html' title='Il tuo quotidiano su iPad'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-6773452171508657836</id><published>2010-08-20T12:55:00.000+02:00</published><updated>2010-08-20T12:56:24.522+02:00</updated><title type='text'>La civiltà di un paese si fonda sui suoi cittadini. Ecco lo stato di quelli italiani.</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Presi nella morsa di stampa e politica demagogica, fra fantomatici diritti dei clandestini che altro non sono che garanzie per evasori, sfruttatori e delinquenti ai quali questo sottobosco interessa eccome, e grassi inquantificabili dirigenti pubblici e amministratori privati, liberi professionisti da generazioni (da non confondere con gli schiavi da Treu-Biagi del profondo compromesso storico dello sfruttamento), ecco a cosa sono costretti i nipoti di quanti hanno sacrificato la vita per il futuro civile di un paese. Dopo il danno, la beffa. Ieri ci si scandalizzava quando avveniva in posti come India o Brasile che oggi sono invece più civili di questo postribolo dove lo stesso avviene al nostro vicino di casa nell'indifferenza di una politica mediatica da depistaggio sociale.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Come Coppola faceva recitare a Brando-Kurtz, non ci rimane che evocarlo impotenti: "L'orrore. L'orrore!"&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;«Vendo rene», polizia blocca impiegato Sul web  un esercito di donatori disperati  - Corriere della Sera&lt;/b&gt;&lt;br&gt; &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_17/vende-rene-interviene-polizia_4111ab2e-aa20-11df-afa9-00144f02aabe.shtml"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_17/vende-rene-interviene-polizia_4111ab2e-aa20-11df-afa9-00144f02aabe.shtml"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_17/vende-rene-interviene-polizia_4111ab2e-aa20-11df-afa9-00144f02aabe.shtml"&gt;http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_17/vende-rene-interviene-polizia_4111ab2e-aa20-11df-afa9-00144f02aabe.shtml&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Il sito che contiene circa 90 offerte di organi NOVANTA ORGANI IN UN SITO - Storie simili sono quelle di apparse su &lt;a href="http://Annunci-Qui.com"&gt;&lt;a href="http://Annunci-Qui.com"&gt;Annunci-Qui.com&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;, un sito di Frosinone dove a marzo una ragazza di 29 anni «sana, gruppo Rh positivo» ha offerto rene o fegato per un trapianto. Ma soprattutto sul sito dal nome ingannevole &lt;a href="http://Soloinaffitto.it"&gt;&lt;a href="http://Soloinaffitto.it"&gt;Soloinaffitto.it&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;, divenuto una bacheca dei disoccupati disperati o dei nuclei familiari in difficoltà. Sotto la scritta che esorta «Annunci urgenti. Non vergognarti, scrivi!», si snocciola una agghiacciante contabilità: 56 offerte di un rene; 18 proposte di donazioni a pagamento di midollo spinale; 13 inserzionisti disposti a cedere «parte del fegato» per trapianto. Quasi novanta organi o parti di organo in una sola pagina web.&lt;br&gt; Sono tutte storie di lucida follia e determinazione quelle che si leggono nelle email pubblicate o nei moduli compilati e poi pubblicati dagli amministratori del sito. I quali, a onor del vero, si preoccupano di censurare le offerte più assurde o ambigue, arrivando ad esortare gli inserzionisti a controllarsi: «Scusa, ha già messo 3 annunci: sei disabile e vuoi vendere un rene - scrivono rispondendo a Silvia, che ha problemi con l'Inps - eppure hai problemi di invalidità… Vuoi suicidarti?». Invece Steve vuole davvero togliersi la vita, e online propone di vendere «la possibilità di riprendere in diretta il mio suicidio».&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;(via &lt;a href="http://www.instapaper.com/"&gt;Instapaper&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inviato da iPad di Ennio&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-6773452171508657836?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/6773452171508657836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/08/la-civilta-di-un-paese-si-fonda-sui.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6773452171508657836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6773452171508657836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/08/la-civilta-di-un-paese-si-fonda-sui.html' title='La civiltà di un paese si fonda sui suoi cittadini. Ecco lo stato di quelli italiani.'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-7390147702594319243</id><published>2010-08-07T23:56:00.000+02:00</published><updated>2010-08-07T23:54:34.230+02:00</updated><title type='text'>Google, 130 milioni  di libri</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;b&gt;Nella propria vita un uomo riuscirà a leggere qualche centinaio, massimo una decina di questi di libri. Cosa ne sapremo del restante dei 129.999.000 che rimangono di quanto pubblicato fino ad oggi sulla faccia della terra? Se qualcuno pensa che il web sia un'inflazione di parole, forse costui dovrebbe ricredersi: le parole hanno smesso di essere gestibili svariati secoli or sono senza che nessuno se ne rendesse conto. Meno che mai Barnes &amp;amp; Nobles.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Google, un mondo di libri&lt;/b&gt; &lt;br&gt;&lt;a href="http://feeds.punto-informatico.it/c/32288/f/438866/s/c96c836/l/0Lpunto0Einformatico0Bit0C29654510CPI0CNews0Cgoogle0Eun0Emondo0Elibri0Baspx/story01.htm"&gt;&lt;a href="http://feeds.punto-informatico.it/c/32288/f/438866/s/c96c836/l/0Lpunto0Einformatico0Bit0C29654510CPI0CNews0Cgoogle0Eun0Emondo0Elibri0Baspx/story01.htm"&gt;http://feeds.punto-informatico.it/c/32288/f/438866/s/c96c836/l/0Lpunto0Einformatico0Bit0C29654510CPI0CNews0Cgoogle0Eun0Emondo0Elibri0Baspx/story01.htm&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;  Shared via &lt;a href="http://appsto.re/pulsenews"&gt;Pulse&lt;/a&gt; &lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inviato da iPad di Ennio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-7390147702594319243?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/7390147702594319243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/08/google-130-milioni-di-libri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7390147702594319243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7390147702594319243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/08/google-130-milioni-di-libri.html' title='Google, 130 milioni  di libri'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3219504130041181837</id><published>2010-08-07T23:38:00.000+02:00</published><updated>2010-08-07T23:36:41.204+02:00</updated><title type='text'>Troppo di te per proteggere la privacy</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Per una volta sono d'accordo con qualcuno di Google e con un CEO USA.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;È vero, la privacy è pura teoria! Schmidt consiglia di essere trasparenti, Endemol potrebbe citare Andy Warhol promuovendo 10 minuti di celebrità per tutti… io consiglio di combatterla esagerando, inflazionandola. Quando di qualcosa o qualcuno sai molto più di quanto è ragionevolmente accettabile, quando hai così tante informazioni da non sapere come trattarle, quando ognuno di noi è tutto e il contrario di tutto… SEMPLICEMENTE NON ESISTE.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;La sola privacy possibile è l'AUGMENTED IDENTITY!&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Schmidt: l'anonimato e' un rischio&lt;/b&gt; &lt;br&gt;&lt;a href="http://feeds.punto-informatico.it/c/32288/f/438866/s/c972631/l/0Lpunto0Einformatico0Bit0C29657130CPI0CNews0Cschmidt0Eanonimato0Eun0Erischio0Baspx/story01.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://feeds.punto-informatico.it/c/32288/f/438866/s/c972631/l"&gt;&lt;a href="http://feeds.punto-informatico.it/c/32288/f/438866/s/c972631/l"&gt;http://feeds.punto-informatico.it/c/32288/f/438866/s/c972631/l&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;/0Lpunto0Einformatico0Bit0C29657130CPI0CNews0Cschmidt0Eanonimato0Eun0Erischio0Baspx/story01.htm&lt;br&gt;&lt;br&gt; 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&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/06/renato-e-renata-mancava-solo-la-banda-larga/48266/"&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/06/renato-e-renata-mancava-solo-la-banda-larga/48266/"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/06/renato-e-renata-mancava-solo-la-banda-larga/48266/&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;  Shared via &lt;a href="http://appsto.re/pulsenews"&gt;Pulse&lt;/a&gt; &lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inviato da iPad di Ennio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-5390571008817504967?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/5390571008817504967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/08/renato-e-renata-mancava-la-banda-larga.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5390571008817504967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5390571008817504967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/08/renato-e-renata-mancava-la-banda-larga.html' title='Renato e Renata, mancava la banda (larga)'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-5272524505463793582</id><published>2010-07-29T10:00:00.000+02:00</published><updated>2010-07-29T10:01:13.658+02:00</updated><title type='text'>Lucino Gallino sulle strategie della FIAT</title><content type='html'>Molto equilibrato, il guru della sociologia industriale, cerca di non&lt;br&gt;inasprire i toni in un contesto di crisi generalizzata.&lt;br&gt;Le sue analisi sono impeccabili. Ad esempio, a chi vendi in un paese&lt;br&gt;senza soldi (le aspettative dei consumatori sono gi&amp;#224; scese del 50%)?&lt;br&gt;oppure, chi lavora per mantenere una qualit&amp;#224; civica anche se ai minimi&lt;br&gt;della vivibilit&amp;#224; se le sue prospettive sono di sopravvivenza o meno? e&lt;br&gt;quale coinvolgimento (e quindi qualit&amp;#224; professionale) pu&amp;#242; avere un&lt;br&gt;lavoratore che con nel suo lavoro non pu&amp;#242; riconoscersi pi&amp;#249;, ma che,&lt;br&gt;anzi, lo vive come umiliazione schiavista?&lt;br&gt;Il dubbio &amp;#232; che tutto questo fairplay non porti a chiudere la stalla&lt;br&gt;dopo che le vacche sono scappate.&lt;br&gt;A quel punto la sola risposta possibile sarebbe la violenza e il caos&lt;br&gt;accanto all&amp;#39;incremento della gi&amp;#224; attuale nuova emigrazione delle&lt;br&gt;risorse di valore.&lt;p&gt;I rischi del Lingottodi LUCIANO GALLINO (La Repubblica on line 08:50&lt;br&gt;29/07/2010). &lt;a href="http://bit.ly/d7ly47"&gt;http://bit.ly/d7ly47&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Ennio Martignago - mobile address&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-5272524505463793582?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/5272524505463793582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/lucino-gallino-sulle-strategie-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5272524505463793582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5272524505463793582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/lucino-gallino-sulle-strategie-della.html' title='Lucino Gallino sulle strategie della FIAT'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3376562413937422029</id><published>2010-07-21T12:49:00.000+02:00</published><updated>2010-07-21T12:49:42.592+02:00</updated><title type='text'>Quello che Tremonti dice e non dice</title><content type='html'>"Governo tecnico? Governo di unità nazionale? Sono figure che sembrano stagionalmente incastrarsi nella forma di una geometria variabile che ricorda un vecchio caleidoscopio. Avrei preferito proseguire il discorso che abbiamo iniziato come discorso sulla "democrazia dei contemporanei"..." dice &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/07/18/news/tremonti_no_a_governi_tecnici-5654276/"&gt;Giulio Tremonti al giornalista di Repubblica Massimo Giannini&lt;/a&gt; che poco dopo darà prova di insofferenza per le teorie e passione solo per i caleidoscopi.&lt;br /&gt;Nel frattempo Giulio, che veneziano non è, riesce a infilare un discorso molto confuso. Non essendo proprio lui, l'ésprit de geometrie fatto ministro, persona solita a discorsi confusi, ma spesso incline a messaggi esoterici, il vostro malpensante prova a decrittare quanto segue per il breve tempo prima che il giornalista lo riprenda dicendo "Ministro, per favore, passiamo dalla filosofia alla cronaca di questi giorni. Parliamo delle difficoltà dell'Italia e del suo governo. Qui si parla di crisi, di elezioni anticipate, di governi di transizione...".&lt;br /&gt;Anche &lt;a href="http://www.ilpost.it/2010/07/18/tremonti-intervista-repubblica-giannini/?utm_source=twitterfeed&amp;amp;utm_medium=twitter&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+ilpost+%28Il+Post+-+HP%29&amp;amp;utm_content=Twitter"&gt;Il Post si è dedicato a "studiare" quest'intervista&lt;/a&gt;, anche qui però per studiare il Macchiavelli e le sue alleanze di burattinaio.&lt;br /&gt;Il fatto è che lui la figura del burattinaio non la sottoscrive, anzi sostiene che si trovi molto lontano da un governo impotente che non sposa e non tradisce, ma entro il quale negozia, con l'occhio puntato ad altri scenari. Quali? Qui inizia la parte all'apparenza confusa:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;cite&gt;"Se cambia la geografia, la politica non può restare uguale. La politica come è stata finora è stata costruita sulla base territoriale chiusa tipica dello Stato-nazione, su confini impermeabili che concentravano nello Stato il monopolio della forza. E la politica era la forma di esercizio e di controllo della forza. La stessa democrazia era rapporto tra rappresentanza e potere. Ora non è più così"&lt;/cite&gt;&lt;/blockquote&gt;Ovvero, si sostiene che oggi la politica non è più in grado di governare la forza soprattutto perché questa sfugge ad una precisa geografia, esce dal territorio-Stato. La questione vale per tutti i governi e non solo per quello in vigore in Italia oggi.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;cite&gt;"Non è così. Il mio ragionamento vale per tutti i governi.&amp;nbsp;(...) Ed è questo il senso politico della "poliarchia" disegnata nell'enciclica "Caritas in veritate". È proprio questo quello che si sta facendo in Europa in questi mesi, in questi giorni, costruendo sopra gli Stati una nuova "architettura politica"&lt;/cite&gt;&lt;/blockquote&gt;Una "poliarchia", condivide&amp;nbsp;l'esoterismo del&amp;nbsp;Vaticano, ovvero, non tanto una democrazia come verrebbe da credere prendendo le parole alla lettera ma una coralità a poche voci di oligarchie sovra governative. Detto in altri termini: non è il popolo a governare alla fine, ma una pluralità a scarto ridotto di poteri non riducibili ad un fattore unico (potere, forza, denaro, ideologia...), ma piuttosto ad un'identità di alleanze.&amp;nbsp;Qual'è l'architettura politica dell'Europa?&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;cite&gt;"...soprattutto perché l'Europa, avviata a prendere la forma di un comune destino politico, presuppone e chiede comunque una base di stabilità e di forza.&amp;nbsp;(...) Tipico il caso della Grecia: la fiducia europea è stata indirizzata verso il governo greco legittimamente eletto. La negatività, verso un ruolo esclusivo del Fondo monetario internazionale, era basata sulla diffidenza verso una formula che sarebbe stata più debole, proprio perché solo tecnica. La tecnica può essere solo complementare alla politica, e non sostitutiva"&lt;/cite&gt;&lt;/blockquote&gt;Ecco le aggregazioni in gioco: un'Europa che prenderebbe le distanze dal potentato lobbistico del FMI statunitense in nome di un'ideologia democratica sovranazionale. Ovvero, due aggregazioni di poteri e salvadanai al tavolo del mega negoziato. Ma se quello dei governi è solo, come nel mito della caverna, un riflesso dei movimenti reali, quelli lontani dell'iperuranio della "poliarchia", perché parlare ancora di democrazia?&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;cite&gt;"La democrazia dei contemporanei è diversa da quella "classica", e questa a sua volta era diversa dalla democrazia della agorà. E pure sempre è necessaria, la democrazia. Ed è ancora senza alternative - la democrazia - pur dentro la intensissima "mutatio rerum" che viviamo e vediamo. Intensa nel presente come mai nel passato, dalla tecnologia alla geografia"&lt;/cite&gt;&lt;/blockquote&gt;Vale a dire che quello della "democrazia" è ormai l'unico contenitore linguistico con il quale si possa esprimere il discorso politico e dei poteri, ma in quanto contenitore è una cosa diversa dal modello classico. La composizione del potere è lontano dalle convenzioni linguistiche tipiche dei convenevoli democratici. Diventa sfiggente, talora stocastico, filtrato com'è da fattori meno controllabili perché all'apparenza imprevedibili nonostante ai più appaiano quasi meccanicistici:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;cite&gt;"L'iPad muta le facoltà mentali, crea nuovi palinsesti, produce in un istante qualcosa di simile a quello che per farsi ci ha messo tre secoli, nel passaggio dal libro a stampa alla luce elettrica. Per suo conto, Google vale e conta strategicamente ormai come e forse più di uno Stato G7. E poi è cambiata di colpo la geografia economica e politica"&lt;/cite&gt;&lt;/blockquote&gt;Ecco comparire in trasluce le composizioni politiche dello stato-Google fra Cinesi e Imprenditoria Clintoniana, i confronti fra motori e social network, fra modelli partecipativi (come cantava Gaber: "Libertà è partecipazione", ma anche "Libertà obbligatoria", una sorta di arruolamento). La difficile programmabilità delle tendenze, i flussi stocastici delle migrazioni a stormi nelle reti; un paesaggio sfuggente fatto di influenzamenti e di pressioni di opinione lontane dalla programmabilità della carta stampata di ieri e a tendere anche dei teleschermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile dire quanto Tremonti ci sia o ci faccia. Di certo ci spinge a non guardare al muro della caverna dei giochi di cronaca politica e a dipingere il governo come un commercialista diplomatico che si trova a comporre equilibri complessi che sono ben diversi dagli schieramenti e che ad essi sopravvivono e comunque finirebbero comunque per condizionarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altro canto sono molto più vicini fra loro un Tremonti e un Bersani che, quando si sono trovati a toccare gli interessi di categorie e lobby molto paesane e molto pesanti, dagli studi notarili di ieri ai funzionari pubblici di oggi, sono stati strozzati proprio dai loro stessi schieramenti a trovare compromessi insoddisfacenti. Ecco che forse proprio lì sta guardando Tremonti, ad una nuova geografia del potere formalmente democratico che gli consenta di lavorare a più ampio respiro, un respiro europeo, dove negoziare con le lobbies economiche di riferimento statunitense e quelle locali alla fine non meno forti. Una figura tenace, strategica, ma anche "esotica", dalla "maladie d'ailleur", come dice Paolo Conte, una specie di Truman Burbank che sogna le Figi mentre fa la sua parte consapevole in un sistema mediatico di finzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciando lui alle indecisioni del suo destino, rimane a noi da domandarci se ci sia meno finzione a cascare nel gioco fasullo degli equilibri politici puramente apparenti, ad influenzare le coscienze in rete o se dedicarci al luddismo occupando le strade. Più probabilmente nulla di tutto ciò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3376562413937422029?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3376562413937422029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/quello-che-tremonti-dice-e-non-dice.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3376562413937422029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3376562413937422029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/quello-che-tremonti-dice-e-non-dice.html' title='Quello che Tremonti dice e non dice'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-4257777792481747888</id><published>2010-07-21T11:37:00.001+02:00</published><updated>2010-07-21T11:38:00.041+02:00</updated><title type='text'>Così Twitter "mappa" l'umore - La Repubblica</title><content type='html'>&lt;div&gt;Ricercatori delle università di Harvard e Northeastern hanno analizzato oltre  300 milioni di tweet americani. La costa ovest è più allegra della est, il  weekend è il periodo con più buonumore&lt;/div&gt;Allegri nelle prime ore del mattino, più tristi nel corso della giornata:  secondo uno studio delle università di Harvard e Northeastern l&amp;#39;umore degli  americani segue un andamento costante da lunedì a domenica e nel corso della  giornata sale e scende proprio come fa il sole. Analizzando oltre 300  milioni di tweet, i post lasciati sul microblog Twitter, i ricercatori del &lt;a class="footnote" href="http://www.ccs.neu.edu/"&gt;College of Computer and Innovation  Science della Northeastern University &lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; e della &lt;a class="footnote" href="http://www.harvard.edu/"&gt;Harvard University &lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; hanno  &amp;quot;mappato&amp;quot; l&amp;#39;umore degli utenti, contando sul fatto che il social network non è  un luogo in cui si finge. Il risultato è stato ottenuto analizzando le singole  parole dei tweet con un algoritmo sviluppato dal Center for Research in  Psychophysiology dell&amp;#39;università della Florida, in grado di decifrare le  emozioni.&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/07/19/news/allegri_al_mattino_tristi_la_sera_su_twitter_la_mappa_del_nostro_umore-5632826/ "&gt;La Repubblica - Social Network&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;div&gt;Ennio Martignago - mobile address&lt;br&gt;   &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-4257777792481747888?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/4257777792481747888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/cosi-twitter-mappa-lumore-la-repubblica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4257777792481747888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4257777792481747888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/cosi-twitter-mappa-lumore-la-repubblica.html' title='Così Twitter &quot;mappa&quot; l&apos;umore - La Repubblica'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-367246142104750873</id><published>2010-07-19T23:27:00.001+02:00</published><updated>2010-07-19T23:27:00.701+02:00</updated><title type='text'>Misuriamo il QI del Top Management - Bootstrapping Innovation</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Figlia del visionario inventore della tecnologia del computer attuale, dagli applicativi, al monitor, al mouse, alle reti…, Christina Engelbarth sviluppa il progetto degli ultimi decenni del padre Douglas per un quoziente intellettivo collettivo. Un parametro potenzialmente scardinante per valutare il valore di un'impresa. Magari il QI del Top Management: che bello!!! Davvero? In altri paesi, forse. Da noi dovremmo avere il QS, ovvero il Quoziente Spregiudicatezza. &amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Patricia Seybold Group - Bootstrapping Innovation&lt;/b&gt;&lt;br&gt; &lt;a href="http://www.psgroup.com/Bootstrapping_Innovation.aspx"&gt;&lt;a href="http://www.psgroup.com/Bootstrapping_Innovation.aspx"&gt;http://www.psgroup.com/Bootstrapping_Innovation.aspx&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;At our Spring 2010 Visionaries meeting, Christina Engelbart, executive director of the Doug Engelbart Institute and heir apparent to the visionary thinking of her father, Doug Engelbart, presented the concepts and action model for bootstrapping innovation. Christina has taken her father's considerable body of work to a whole new level, distilling the conceptual into an accessible, actionable strategy for Bootstrapping Innovation and Collective IQ.&lt;br&gt; &lt;br&gt; Expanding and leveraging the Collective IQ of your people and putting them in the context of a Dynamic Knowledge Environment and a strategy and structure for increasing innovation empowers them to work together to solve complex problems, make smarter choices, and achieve more brilliant outcomes.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;(via &lt;a href="http://www.instapaper.com/"&gt;Instapaper&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inviato da iPad di Ennio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-367246142104750873?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/367246142104750873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/misuriamo-il-qi-del-top-management.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/367246142104750873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/367246142104750873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/misuriamo-il-qi-del-top-management.html' title='Misuriamo il QI del Top Management - Bootstrapping Innovation'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-2451949259553332284</id><published>2010-07-18T11:48:00.001+02:00</published><updated>2010-07-18T11:48:40.559+02:00</updated><title type='text'>Barca, golf e mini-car: i controlli incrociati del nuovo redditometro - Corriere della Sera</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.corriere.it/economia/10_luglio_18/evasione_e607efd4-9243-11df-a4a6-00144f02aabe.shtml"&gt;http://www.corriere.it/economia/10_luglio_18/evasione_e607efd4-9243-11df-a4a6-00144f02aabe.shtml&lt;/a&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;Inviato da iPad di Ennio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-2451949259553332284?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/2451949259553332284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/barca-golf-e-mini-car-i-controlli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2451949259553332284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2451949259553332284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/barca-golf-e-mini-car-i-controlli.html' title='Barca, golf e mini-car: i controlli incrociati del nuovo redditometro - Corriere della Sera'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-4911566784284051904</id><published>2010-07-16T13:07:00.001+02:00</published><updated>2010-07-16T13:07:51.422+02:00</updated><title type='text'>MIT Review: cannibalizzare fa bene a patto di…</title><content type='html'>…seguire una strategia precisa:&lt;br /&gt;Rispondere ad un fallimenti adottando un secondo modello di business nello stesso mercato&lt;br /&gt;Il secondo modello dev'essere diverso dall'esistente&lt;br /&gt;Tenere i due separati quanto basta da evitare conflitti, ma facendo leva sulle potenziali sinergie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"According to Michael Porter and other strategy theorists, managing two different business models in the same industry at the same time is challenging because the two models (and their underlying value chains) can conflict with each other.1 For example, airlines selling tickets through the Internet to fight back against their low-cost competitors risk alienating existing distributors (the travel agents). Similarly, established newspaper companies that offer “free” newspapers to respond to new entrants risk cannibalizing their existing customer base. By attempting to compete with themselves, Porter argued, companies risk paying a significant straddling cost: damaging their existing brands and diluting their organizations’ cultures for innovation and differentiation"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sloanreview.mit.edu/the-magazine/articles/2010/summer/51413/what-to-do-against-disruptive-business-models/&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-4911566784284051904?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/4911566784284051904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/mit-review-cannibalizzare-fa-bene-patto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4911566784284051904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4911566784284051904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/mit-review-cannibalizzare-fa-bene-patto.html' title='MIT Review: cannibalizzare fa bene a patto di…'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-230368443368250929</id><published>2010-07-15T22:42:00.001+02:00</published><updated>2010-07-15T22:42:37.863+02:00</updated><title type='text'>In Italia i poveri sono otto milioni  - LASTAMPA.it</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Rekha; font-size: 13px; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); color: rgb(64, 65, 64); line-height: 20px; "&gt;Sono 7 milioni e 810mila gli italiani in condizioni di povertà, vale a dire il 13,1% dell'intera popolazione. È quanto si legge nel rapporto Istat sulla povertà riferito al 2009. In condizione di povertà assoluta sono 3 milioni e 740mila, pari al 5,2% dell'intera popolazione.&amp;nbsp;&lt;br&gt;&lt;br&gt;I nuclei familiari in condizioni di povertà relativa sono 2 milioni 657mila e rappresentano il 10,8% delle famiglie residenti in Italia. In questa categoria sono 1 milione e 162mila le famiglie in condizioni di povertà assoluta, pari al 4,7% del totale. Tenuto conto dell'errore campionario, le cifre sono sostanzialmente stabili rispetto al 2008. Anche per il 2009 nel Mezzogiorno si confermano i livelli elevati di incidenza della povertà del 2008 (22,7% per la relativa, 7,7% per l'assoluta), ma è aumentata la percentuale di coloro che si trovano nelle condizioni più gravi (dal 17,3% al 18,8%): vuol dire che il numero di famiglie in assoluta povertà è rimasto pressochè invariato, ma le loro condizioni medie sono peggiorate.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;font class="Apple-style-span" color="#404140" face="Georgia, Rekha" size="4"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px; line-height: 20px; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.292969); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.226562); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.226562);"&gt;(…)&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201007articoli/56745girata.asp?utm_source=twitterfeed&amp;amp;utm_medium=twitter"&gt;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201007articoli/56745girata.asp?utm_source=twitterfeed&amp;amp;utm_medium=twitter&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;Sent via &lt;a href="http://www.osfoora.com"&gt;Osfoora&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inviato da iPad di Ennio&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-230368443368250929?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/230368443368250929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/in-italia-i-poveri-sono-otto-milioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/230368443368250929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/230368443368250929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/in-italia-i-poveri-sono-otto-milioni.html' title='In Italia i poveri sono otto milioni  - LASTAMPA.it'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1331661169932005363</id><published>2010-07-15T12:11:00.000+02:00</published><updated>2010-07-15T20:42:37.089+02:00</updated><title type='text'>Article: Poveri con la Jaguar | Economia | Il Post</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Poveri con la Jaguar | Economia | Il Post&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Hoefler Text'; font-size: 19px; font-weight: normal; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); line-height: 28px; -webkit-text-size-adjust: none; "&gt;&lt;div style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; "&gt;Secondo i dati di &lt;a href="http://Contribuenti.it"&gt;Contribuenti.it&lt;/a&gt;, il 47% delle ville dei luoghi di villeggiatura sono intestate a nullatenenti e pensionati con la social card…&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;a href="http://www.ilpost.it/2010/07/12/evasione-delle-tasse-ricchi-nullatenenti/?utm_source=twitterfeed&amp;amp;utm_medium=twitter&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+ilpost+%28Il+Post+-+HP%29"&gt;&lt;a href="http://www.ilpost.it/2010/07/12/evasione-delle-tasse-ricchi-nullatenenti/?utm_source=twitterfeed&amp;amp;utm_medium=twitter&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+ilpost+%28Il+Post+-+HP%29"&gt;http://www.ilpost.it/2010/07/12/evasione-delle-tasse-ricchi-nullatenenti/?utm_source=twitterfeed&amp;amp;utm_medium=twitter&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+ilpost+%28Il+Post+-+HP%29&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;(via &lt;a href="http://www.instapaper.com/"&gt;Instapaper&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inviato da iPad di Ennio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1331661169932005363?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1331661169932005363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/article-poveri-con-la-jaguar-economia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1331661169932005363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1331661169932005363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/article-poveri-con-la-jaguar-economia.html' title='Article: Poveri con la Jaguar | Economia | Il Post'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3718371486624854501</id><published>2010-07-10T23:51:00.000+02:00</published><updated>2010-07-10T23:53:09.477+02:00</updated><title type='text'>I 15 paesi più felici del mondo secondo il Gallup Survey</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.huffingtonpost.com/2010/07/03/worlds-happiest-countries_n_633814.html"&gt;http://www.huffingtonpost.com/2010/07/03/worlds-happiest-countries_n_633814.html&lt;/a&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;Inviato da iPad di Ennio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3718371486624854501?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3718371486624854501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/i-15-paesi-piu-felici-del-mondo-secondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3718371486624854501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3718371486624854501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/i-15-paesi-piu-felici-del-mondo-secondo.html' title='I 15 paesi più felici del mondo secondo il Gallup Survey'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-4827634179453964661</id><published>2010-07-10T17:47:00.000+02:00</published><updated>2010-07-10T17:46:18.649+02:00</updated><title type='text'>Dottor Google? C'è poco da fidarsi</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Dottor Google? C'è poco da fidarsi - Tg24 - &lt;a href="http://Sky.it"&gt;&lt;a href="http://Sky.it"&gt;Sky.it&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt; La rete conta, ma se non sai cercare gli interessi economici dietro ai motori di ricerca possono far peggio.&amp;nbsp;&lt;a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/07/10/dottor_google_c_e_poco_da_fidarasi.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/07/10/dottor_google_c_e_poco_da_fidarasi.html" style="text-decoration: none;"&gt;&lt;a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/07/10/dottor_google_c_e_poco_da_fidarasi.html"&gt;http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/07/10/dottor_google_c_e_poco_da_fidarasi.html&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;(via &lt;a href="http://www.instapaper.com/"&gt;Instapaper&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inviato da iPad di Ennio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-4827634179453964661?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/4827634179453964661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/dottor-google-ce-poco-da-fidarsi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4827634179453964661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4827634179453964661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/dottor-google-ce-poco-da-fidarsi.html' title='Dottor Google? C&apos;è poco da fidarsi'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-2866672338570212166</id><published>2010-07-09T00:17:00.000+02:00</published><updated>2010-07-09T00:16:57.626+02:00</updated><title type='text'>Anche i ricchi piangono</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Manda Bala, anche i ricchi piangono | Il Fatto Quotidiano&lt;/b&gt;&lt;br&gt; &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/manda-bala-anche-i-ricchi-piangono/37865/?utm_source=twitterfeed&amp;amp;utm_medium=twitter"&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/manda-bala-anche-i-ricchi-piangono/37865/?utm_source=twitterfeed&amp;amp;utm_medium=twitter"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/manda-bala-anche-i-ricchi-piangono/37865/?utm_source=twitterfeed&amp;amp;utm_medium=twitter&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;E' di ieri la notizia che in Italia il 10% della popolazione detiene il 50% della ricchezza. La forbice sociale (se qualcuno non se ne fosse ancora accorto) si apre sempre di più. Quali le conseguenze a lungo termine? &lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;(via &lt;a href="http://www.instapaper.com/"&gt;Instapaper&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inviato da iPad di Ennio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-2866672338570212166?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/2866672338570212166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/anche-i-ricchi-piangono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2866672338570212166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2866672338570212166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/07/anche-i-ricchi-piangono.html' title='Anche i ricchi piangono'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-4679985314692227507</id><published>2010-06-22T11:44:00.000+02:00</published><updated>2010-06-22T12:03:13.046+02:00</updated><title type='text'>Il succo dell'esistenza</title><content type='html'>Scrivo questo post perché stanotte ho sognato Paolo Conte. "e a noi che ci frega", replicherebbe chiunque dotato di buon senso: come dargli torto?&lt;br /&gt;Insomma mi cantava una lunga canzone su quello che contava nella vita che si concludeva dicendo che uno sbadiglio o uno starnuto sono una buona ragione per vivere senza tanti ideali fasulli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Effettivamente, per il resto della mattinata mi sono ripassato mentalmente la parabola dei talenti chiedendomi se vivere per uno starnuto o uno sbadiglio non fosse sprecare i talenti. Dopo tanti anni a correre dietro a obiettivi di volta in volta "importanti" e aver visto loro cambiare più volte aspetto, devo ammettere che Conte non aveva del tutto torto e che anche scrivere questi post non vale molto di più. Un giorno, forse anche molto prossimo, i nostri scritti finiranno tutti come le mappe dei cartografi dell'Impero di Borges trascinate dal vento del deserto e usate dai mendichi. Del sapere del passato non ci è rimasto certo molto e la Biblioteca di Alessandria s'è portata dietro nel fuoco forse più di quanto non si sappia oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non vuol dire che sia tutto inutile: tutto può avere un valore nel qui e ora della relazione fra me e te, anche se poi come tutta la polvere anche i nostri resti verranno portati dal vento. Nulla ha senso per essere conservato, non la reazione nucleare e neppure gli esperimenti del CERN o la clonazione delle pecore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La morte è un elemento di benessere, anche se per la mia e quella dei miei cari farei un'eccezione, tuttavia il passaggio di testimone nel divenire a spirale delle esistenze ha un'indubbia importanza che non è questo il momento di approfondire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio piuttosto annotare le ragioni che oggi come oggi potrei addurre per le quali vale la pena lavorare in questa vita, evitando termini ambigui come quello dell'amore che forse ci spiegherà Maitreya, il Buddha che verrà:&lt;br /&gt;1) avere, essere importante, correre dietro a esperienze e piaceri non vale la vita perché si tradurrà alla fine in sofferenza, esattamente come altre malattie: allora il primo obiettivo è sconfiggere la sofferenza!&lt;br /&gt;2) la sofferenza trae origine nell'egoismo che a sua volta si basa su un cattivo assioma linguistico: la prima persona singolare dalla quale derivano tutte le altre; il secondo obiettivo è dunque cancellare l'errore dell'Io.  &lt;br /&gt;3) Questo errore dell'Io ha generato un apparato di pensiero e scientifico, ma anche sociale, politico ed economico profondamente errato e che farà riesplodere tutto a meno di un miracolo fra non molto: il terzo obiettivo è dunque costruire un mondo solidale non solo verso gli uomini, ma nei confronti di tutto quanto ci circonda: vivere meglio nel rispetto della massima sostenibilità è il terzo obiettivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine la vita potrà apparire un paradosso: si vive per superare il bisogno di vivere e le condizioni di fondo dell'esistere stesso: ma non è forse vero che bisogna consumare i desideri e gli errori nel fuoco alchemico del divenire per conquistare finalmente la pace, per divenire dunque ciò che si è sempre stati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-4679985314692227507?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/4679985314692227507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/il-succo-dell.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4679985314692227507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4679985314692227507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/il-succo-dell.html' title='Il succo dell&amp;#39;esistenza'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-4182457861534804764</id><published>2010-06-17T10:09:00.000+02:00</published><updated>2010-06-17T10:09:10.630+02:00</updated><title type='text'>Barbaro sarà il browser</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://images.apple.com/safari/images/overview_hero_image1_20100607.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="249" src="http://images.apple.com/safari/images/overview_hero_image1_20100607.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp;Sempre più alle corde i marchi storici: Microsoft ha varato qualche tempo fa un costoso battage pubblicitario per sostenere Internet Explorer, che per quanto bersaglio di attacchi frequenti di malaware, da un lato, e di utenti scontenti, dall'altro, perde punti ma non il primato assediato soprattutto da Mozilla, anche lui in decisa crisi di aggiornamento, afflitto dai costi di uno sviluppo manutentivo che fa sempre più fatica a ripagarsi con le entrate. Il browser è un'applicazione definitivamente dipendente dalle sorti del suo sistema operativo. Per quanto disponibili su più piattaforme, risulta sempre evidente che, a parte l'encomiabile esempio della svedese Opera che ci ha regalato da qualche giorno un prodotto di grande eccellenza conosciuto meno di quanto merita proprio per la ragione di cui stiamo scrivendo, sempre più il "Navigatore", erede di Mosaic, prima, e di Netscape, poi è definitivamente legato a doppia mandata al suo OS preferenziale. Ovvero, che le sorti di Internet Explorer dipendono da quelle di Windows, quelle di Firefox soprattutto dai vari Linux e quelle di Safari da Macintosh e iOS. Attorno esiste un mercato di nicchia di minori che raccolgono laute briciole spesso sfruttando il motore e le librerie dei colossi.&lt;br /&gt;A noi resta il dubbio di quale sia quello che ci dà più sicurezza, visto che la maggior parte delle intrusioni nei nostri computer dipendono proprio da quanto viene monitorata e aggiornata la sicurezza di queste applicazioni denza dovere ricorrere a pesanti e non sempre insicure ulteriori applicazioni di supporto.&lt;br /&gt;E, se Safari 5 &lt;a href="http://www.macworld.it/ping/soft/2010/06/17/il-succo-di-safari-5/?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed:+macworldonline+%28Macworld+Online%29"&gt;ci ha favorevolmente colpito&lt;/a&gt; più per le features che per lo scheletro, chi la sta facendo da asso piglia tutto è Google il cui Chrome sta realizzando in pochi mesi quello che agli altri è costato anni o decenni e sta mietendo successi su più piattaforme, marcatamente Windows, dove sta cancellando gli avversari, e Mac dove è diventato il parner dello stesso Safari.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/chrome/intl/it/images/dlpage_mac.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="251" src="http://www.google.com/chrome/intl/it/images/dlpage_mac.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Eppure la vera sfida di Chrome deve ancora arrivare e potremmo definirla come la matrioska dei cavalli di Troia. Mentre in tutti gli altri casi è dal sistema operativo che è partito tutto, qui il via lo sta dando il browser che raccoglie consensi per poi andare a rimpolpare attorno alla connessione Internet un sistema operativo omonimo di cui si è parlato a lungo senza saperne veramente niente. Potrebbe essere il capostipite degli OS di virtualizzatione, utilizzabile quindi sia su una macchina priva di OS che all'interno di una sessione di un Sistema proprietario (come per VMWare o Parallels). Quasi sicuro è che sarà scarno in quanto la gran parte delle sue risorse andrà a prenderle direttamente in rete svelando l'ulteriore e più importante pezzo della matrioska, ovvero la dipendenza dalle macchine cloud di Mountain View, gioia e delizia del gratuito e del pubblicitario, funerale incipiente per l'informatica interna delle aziende che corrono ai ripari accettando i compromessi di mamma Microsoft o facendo il doppio salto carpiato di affidarsi ad Apple.&lt;br /&gt;Chrome browser intanto è una realtà da cui tornare indietro non è possibile e, se anche non ce l'avete ancora o non l'avete ancora visto in circolazione, potete rassegnarvi: proprio una volta quando c'era solo Altavista - che oggi si fatica a ricordare come fosse - e poi in un'attimo quella riga con i pulsantoni ha conquistato tutto al punto che sono la maggioranza che quando dicono "vado su Internet" intendono "apro Google" e quando cercano un sito non sanno neanche più che cosa sia la barra degli indirizzi perché aprono anche quelli che usano in continuazione sempre passando di là, probabilmente solo quelli che resisteranno in un mondo a parte come quello dell'indotto Apple sapranno ancora che cosa sia un browser o, quel che è peggio, &lt;b&gt;una "scelta"!!!&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-4182457861534804764?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/4182457861534804764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/barbaro-sara-il-browser.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4182457861534804764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4182457861534804764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/barbaro-sara-il-browser.html' title='Barbaro sarà il browser'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1967090520947402416</id><published>2010-06-14T21:41:00.000+02:00</published><updated>2010-06-14T22:31:20.354+02:00</updated><title type='text'>Nabucodonosor o Scipio?</title><content type='html'>Niente male far sparire un inno nazionalistico del tutto infondato come tutti i nazionalismi, ma, per carità, non sostituiamolo con un altro canto nazionalistico.Avrebbe senso solo se ci cantassimo sopra "Addio, Lugano bella", i canti delle mondine o uno di quelli raccolti da Giovanna Marini.Roma Capitale? Un ladrocinio dall'anima istituzionale. Milano Capitale (leggi Expo)? La riserva del primo dall'anima commerciale. L'alternativa? Le comunità di Fra Dolcino: le vere radici del Federalismo sociale, quello non corrotto.   &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1967090520947402416?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1967090520947402416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/nabucodonosor-o-scipio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1967090520947402416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1967090520947402416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/nabucodonosor-o-scipio.html' title='Nabucodonosor o Scipio?'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-545094161915998429</id><published>2010-06-14T21:03:00.000+02:00</published><updated>2010-06-14T21:23:55.908+02:00</updated><title type='text'>Chi paga "L'economia sociale del lavoro"?</title><content type='html'>Menenio Agrippa, ovvero il seme della Caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Chi paga le avventure speculative del Top Management nostrano? I lavoratori italiani che sovvenzionano gli investimenti all'estero nella speranza che portino benessere a casa loro (ma che allargano solo la forbice fra ricchezza e schiavitù). La globalizzazione non è la causa, ma la copertura per creduloni di qualcosa di estremamente più semplice: l'ingordigia di pochi che per grassare sempre più infelici devono fare entrare nel gioco anche nuove ricchezze (indiane,russe, cinesi…). Noi che paghiamo per questa finta democrazia dovremmo anche farci convincere che non vedere e non sapere che cosa succede nelle stanze dei grandi. Giocano con i simboli!  Ci conducono in cattività con gli slogan e con i pretesti!Stanno svendendo le conquiste di civiltà per le quali i nostri predecessori hanno pagato con la vita. Ci stanno convincendo che senza calcio, avanspettacolo e automobili non potremmo vivere e che per questo, oltre a comprare senza soldi dobbiamo anche sostenere chi vende con la scusa che altrimenti non ci danno i soldi per comprare quello che ci vendono. Poi, quando pensano che la misura sia colma, scappano con la cassa.Attenti: il futuro che rischieremmo di compromettere non ci riserverà nulla di buono se le cose stessero già come stanno. Quando avranno finito il loro lavoro non ci resterà che divorarci l'uno l'altro nell'indifferenza delle caste. Credete sia esagerato? Vi sbagliate. Quale soluzione: destituire i consigli di amministrazione e i top manager e riprenderci i soldi in banca per bruciare il combustibile dell'incendio che sta lambendo le nostre case. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-545094161915998429?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/545094161915998429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/chi-paga-sociale-del-lavoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/545094161915998429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/545094161915998429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/chi-paga-sociale-del-lavoro.html' title='Chi paga &amp;quot;L&amp;#39;economia sociale del lavoro&amp;quot;?'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-4784031563686643962</id><published>2010-06-14T19:27:00.000+02:00</published><updated>2010-06-14T19:54:13.488+02:00</updated><title type='text'>L'economia sociale del lavoro e i pompieri in Borsa</title><content type='html'>Questa dovrebbe essere l'ultimo slogan addormenta-popolo. Niente di male, come potrebbe… se fosse… se oggi lo scontro fosse ancora fra capitale e lavoro capirei, ma oggi è fra top management (Schumpeter docet - e non imprenditori, che a livello alto non esistono più da decenni e gli altri sono alla garrota) e lavoratori (a partire dai piccoli finti manager che spesso pagano per tutti), da un lato, e tra capitalismo speculativo e diffuso per antonomasia e cittadino. È come la storia della sconfitta della disoccupazione: un disoccupato senza soldi è un povero, un lavoratore senza potere economico e negoziale è uno SCHIAVO!!!I vigili del fuoco iberici hanno occupato il palazzo della borsa per segnalare il disappunto per un sistema speculativo immorale che è il motore della povertà dei concittadini. Però, cari amici, avete bussato alla porta sbagliata, perché se non ci fosse quella borsa ce ne sarebbe un'altra. Vogliamo veramente colpire al cuore questo sistema immorale? Dobbiamo essere pronti ad affrontare le conseguenze durissime di una vera cura drastica. Se il maggior numero di Europei possibili domattina andasse a ritirare i propri averi dalle banche si solleverebbe il panico e verrebbero imitati da tutti gli altri. Sarebbe il crack per quel covo di dissolutezza costituito dal sistema bancario. I poveri pagherebbero a livello sociale, ma tutti i capitali fino al medio-alto cabotaggio diverrebbero di colpo poveri. Gli altri potrebbero dedicarsi ad un esilio benefico per i cittadini onesti e avremmo d'un colpo fatto una notevole pulizia etica e civile. Sarei disposto a pagare un costo notevole per non vedere alcune delle facce che ci ammorbano, e non solo certi padroni di squadre di calcio, ma ancor di più i destinatari delle 20000 auto blu concesse ai manager pubblici. Per la nuova rivoluzione democratica non servono le ghigliottine: basta portare via i propri averi tutti insieme da tutte le banche d'Europa. Perché non degli altri posti, chiederà qualcuno. Perché la banca è il tramite, ma gli obiettivi sono il Fondo Monetario Internazionale e le lobby che lo sorreggono, da quelle malavitose a quelle razziali, che poi tanto differenti non sono, da un lato, ma ancor di più i benestanti a 360* che di colpo si troverebbero con le casse vuote costretti a passare dall'altra parte.  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-4784031563686643962?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/4784031563686643962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/l-sociale-del-lavoro-e-i-pompieri-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4784031563686643962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/4784031563686643962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/l-sociale-del-lavoro-e-i-pompieri-in.html' title='L&amp;#39;economia sociale del lavoro e i pompieri in Borsa'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3721524598200185466</id><published>2010-06-12T00:21:00.005+02:00</published><updated>2010-06-12T02:39:25.120+02:00</updated><title type='text'>Un punto di vista della formazione alla sicurezza</title><content type='html'>Legge 626, normative, personale informato, avvertito, esperto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'approccio alla sicurezza che non ha spostato di molto i risultati. Nelle grandi imprese il risultato è consistito nel diffondere la consapevolezza delle conseguenze derivanti dall'inosservanza delle norme. Nelle altre il suggerimento riguardo a come evitare i controlli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggior parte dei manager e degli imprenditori non sono affatto insensibili al problema.  La via praticata, ovvero quella della minaccia, della paura, della colpa… ha reso gradualmente tediosa, odiosa, ossessionante la tematica della sicurezza. Inoltre questa formazione costituisce un apparato di profezie che si auto-determinano. Come dire che fa più danni ascoltare e dare troppo peso a queste pratiche di colpa, perdono e salvezza escatologica, che non evitare di farla affidandoci al buon senso e al piacere del proprio lavoro.    &lt;br /&gt;1) Occorre ancorarla a sensazioni positive. La sicurezza è calda, comoda, bella… soprattutto piacevole, persino sexy!  &lt;br /&gt;2) Fare attenzione a distinguere e separare la questione della sicurezza da quella del rischio.  &lt;br /&gt;3) Assumere che la salute e la protezione dei colleghi sia una priorità di tutti i dipendenti e dell'azienda intesa come complesso delle persone che ci vivono dentro in modo da evitare la mendace equivalenza fra direzione e azienda.  &lt;br /&gt;4) Sviluppare una cultura della fiducia accettando la messa in discussione delle scelte e del gioco delle parti, perché non si può chiedere fiducia senza rendersi completamente disponibili alla trasparenza. &lt;br /&gt;5) Definire l'insieme su cui si intende intervenire: quando le dimensioni dell'azienda sono troppo ampie si rende impossibile trovare qualcuno che si gioca la faccia, ovvero che risponda in prima persona, invece dei referenti locali, dei sindacalisti locali, dei coordinatori locali… consentono di sviluppare modelli di trasparenza percepibili e individuare interlocutori attendibili e sinceri.   &lt;br /&gt;&lt;b&gt;I rischi sono diversi - i trattamenti pure  &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Trattare i rischi e quindi gli incidenti come se fosse sempre la stressa materia, ovvero il mancato rispetto delle norme, porta a errori di comprensione degli eventi e, ancor peggio, ad approcci al cambiamento deformanti. Può essere interessante usare come modello di riferimento la teoria dei giochi di Callois.    &lt;br /&gt;L'etiologia colposa: quando non si conoscono o non si seguono le regole per scelte individuali e quindi per una decisione specifica personale (a monte o a valle dell'intervento) tale da individuare e focalizzare la causa con facilità. L'intervento in questo caso sarà di tipo informativo, didascalico, pedagogico… l'intervento tradizionale, insomma.   &lt;br /&gt;L'etiologia antropologica. Un modo di lavorare è immerso nelle regole di un gruppo (ad esempio una squadra operativa) ed esiste un'intesa non formalizzata del modo di lavorare che è fondante del patrimonio relazionale-istituzionale di quel contesto culturale (gli antropologi del centro del secolo scorso avevano compreso che senza aspetti rituali, ad esempio a chi devono andare in spose le figlie, la cultura su cui si fondano le regole delle relazioni e dei rapporti di potere rischia di distruggerai e con essa anche la sopravvivenza de gruppo stesso). In questo caso l'approccio sarà di tipo sistemico con forte enfasi sugli aspetti comunicativi e relazionali.   &lt;br /&gt;Il terzo incidente è quello che spesso ha gli esiti peggiori: l'infortunato muore o si fa parecchi male. Si tratta generalmente di lavoratori dalla spiccata preparazione professionale che improvvisamente mettono in atto una gesto, una manovra, una superficialità inattese dal ruolo che poi vengono cancellate dalla mente come se in quel momento non era lui ad agire. In queste situazioni l'origine del difetto non è tanto nell'infortunato o nella cultura del clan con cui lavora.   &lt;br /&gt;Il terzo tipo ha una similitudine con delle dorme pre-psicotiche una specie di risucchio nel vortice del rischio e dell'audacia (l'ultimo livello della teoria dei giochi). &lt;br /&gt;In genere l'infortunato dopo si domanderà che cosa sia accaduto e tenderà a ritenere di non esser stato lui provocare l'incidente.  &lt;br /&gt;Per questo caso occorre una ristrutturazione di visione e un lavoro sugli stati di conoscenza.   &lt;br /&gt;In questi casi è importante fare riferimento alla risorsa mentale della squadra o della coppia come &lt;b&gt;campo mentale&lt;/b&gt; omogeneo e comune (K. Lewin; una sorta di multi-emisfero o di intelligenza comune (G. Bateson, P. Levy).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho avuto ultimamente due occasioni di introdurre e perfezionare degli interventi su queste abitudini e gli esiti sono stati di grande portata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3721524598200185466?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3721524598200185466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/un-punto-di-vista-della-formazione-alla_12.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3721524598200185466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3721524598200185466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/un-punto-di-vista-della-formazione-alla_12.html' title='Un punto di vista della formazione alla sicurezza'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-9186159379276467056</id><published>2010-06-07T09:31:00.001+02:00</published><updated>2010-06-07T09:31:02.708+02:00</updated><title type='text'>Ultime considerazioni sull'evento</title><content type='html'>A quelle di Fabrizio Frattini pubblicate su macity: &lt;a href="http://tinyurl.com/32kg3vp"&gt;http://tinyurl.com/32kg3vp&lt;/a&gt;&lt;br&gt;  , aggiungo tre considerazioni&lt;br&gt;1) se Apple perdesse il treno dell&amp;#39;apertura di .Me in favore&lt;br&gt;dell&amp;#39;estensione della sua originale idea di Cliud sarebbe da&lt;br&gt;immortalare nel Guinness delle stupidit&amp;#224;.&lt;br&gt;2) Apple dovrebbe fare capire meglio le sinergie e il risparmio di&lt;br&gt;investimento (sia in termini di Acquisto che soprattutto di&lt;br&gt;Apprendimento) a poter estendere su pi&amp;#249; piattaforme (ad es. IPad) gli&lt;br&gt;stessi programmi gi&amp;#224; acquistati per iPhone - nella maggior parte dei&lt;br&gt;casi si &amp;#232; speso molti pi&amp;#249; in programmi che in dispositivi. Che dire&lt;br&gt;poi della possibile ricaduta su Macintosh del modello e dei programmi&lt;br&gt;iPhone e dell&amp;#39;App Store stesso, pubblicit&amp;#224; compresa? Quale migliore&lt;br&gt;argomento contro la concorrenza?&lt;br&gt;3) Infine, la pi&amp;#249; ovvia: da recenti statistiche risulta che il mondo,&lt;br&gt;USA in particolare sarebbe ancora pieno di iPhone della prima ora.&lt;br&gt;Serve un colpo forte per convincere i vecchi clienti ad aggiornare le&lt;br&gt;macchine. Per questo forse il nuovo iPhone sar&amp;#224; la sorpresa pi&amp;#249; forte&lt;br&gt;da quella del primo esordio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-9186159379276467056?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/9186159379276467056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/ultime-considerazioni-sullevento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/9186159379276467056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/9186159379276467056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/ultime-considerazioni-sullevento.html' title='Ultime considerazioni sull&apos;evento'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-5322445963866047886</id><published>2010-06-06T17:55:00.000+02:00</published><updated>2010-06-06T17:54:53.893+02:00</updated><title type='text'>CEO, AD, Ministri, Agenzie Statali: guai a chi li tocca!!!</title><content type='html'>&amp;#200; un periodo di autoritarismo anglo-normanno (alla Robin Hood,&lt;br&gt;insomma), quello che viviamo. Panem et circense alla plebe, i paria,&lt;br&gt;gli intoccabili, ma guai avvicinare i patrizi, i direttori, i&lt;br&gt;gabellatori.&lt;p&gt;In USA chi rifiuta o contesta il marketing virale nella posta&lt;br&gt;elettronica &amp;#232; un cattivo cittadino, ma chi scrive al responsabile&lt;br&gt;della societ&amp;#224; di cui si pagano i servizi &amp;#232; oggetto addirittura di&lt;br&gt;minacce (cfr. &lt;a href="http://bit.ly/90ygmy"&gt;http://bit.ly/90ygmy&lt;/a&gt;). Da noi ho sperimentato situazioni&lt;br&gt;simili quando mi sono visto addebitare un RID per conto di FINECO che&lt;br&gt;evidentemente aveva ereditato automaticamente i rapporti commerciali&lt;br&gt;della societ&amp;#224; con cui avevo un&amp;#39;assicurazione sulla vita. Ebbene, per&lt;br&gt;saperne di pi&amp;#249; la tua banca non ti aiuta e, siccome Fineco &amp;#232; una on&lt;br&gt;line company, come sbandiera in pubblicit&amp;#224;, tu non trovi il sistema di&lt;br&gt;contattare nessuno. A forza di girare avevo trovato un numero dove una&lt;br&gt;sbrigativa signora mi ha chiesto il numero cliente (che ovviamente non&lt;br&gt;avevo) per poi spiegarmi che il contatto telefonico &amp;#232; riservato ai&lt;br&gt;soli clienti forniti di rispettivo numero.&lt;br&gt;Per finire, l&amp;#39;Agenzia delle Entrate presenta un modulo on line per&lt;br&gt;segnalare la dismissione o vendita di un apparecchio televisivo&lt;br&gt;compilato il quale vieni contattato per posta con &amp;quot;l&amp;#39;amminizione&amp;quot;&lt;br&gt;perch&amp;#233; non hai seguito la procedura completa ovviamente assente nel&lt;br&gt;modulo.&lt;p&gt;Questo &amp;#232; il periodo in cui a stringere la cinghia e a subire in&lt;br&gt;silenzio &amp;#232; solo il cittadino e la rete &amp;#232; l&amp;#39;ultimo sistema per&lt;br&gt;infierire su questa condizione come conferma a ogni pi&amp;#233; sospinto il&lt;br&gt;&amp;quot;Venexiano a Roma&amp;quot;.&lt;p&gt;A proposito di &amp;quot;morette&amp;quot;, non si se vi siete accorti entrando in un&lt;br&gt;qualsiasi ipermercato dell&amp;#39;elettronica quanto i famigerati accrocchi&lt;br&gt;di componentistica lillipuziana, che negli intenti dovevano aprire le&lt;br&gt;porte ad un&amp;#39;informatica cool &amp;amp; easy e che cos&amp;#236; hanno fatto facendola&lt;br&gt;realizzare da altri, si trovino spalmati in bancali come gli utensili&lt;br&gt;che paghi al chilo perch&amp;#233; non li vuole pi&amp;#249; nessuno. Un paio d&amp;#39;anni fa&lt;br&gt;ad una conferenza alla FNAC di Torino invitato dall&amp;#39;amico Vittorio&lt;br&gt;Pasteris, io che pure ero un&amp;#39;entusiasta della prima ora,&lt;br&gt;apparentemente del tutto folle affermavo tra il disappunto dei pochi&lt;br&gt;convenuti che dopo - si badi bene, non iPhone &amp;amp; c., ma l&amp;#39;Appoggio&lt;br&gt;Store non ci sarebbe pi&amp;#249; stato un futuro per i netbook, compressi tra&lt;br&gt;palmari popolari del futuro e ferramenta talora indispensabile&lt;br&gt;nell&amp;#39;ufficio neo-taylorista degli ERP. In questa situazione le&lt;br&gt;televisioni dell&amp;#39;indotto, trabordanti di giornalume incompetente&lt;br&gt;markettista, elogia che dalle nostre tasche escano i soldi per passare&lt;br&gt;questo ciarpame ormai inpiazzabile alle scuole del Regno. Chiss&amp;#224; se&lt;br&gt;sar&amp;#224; compreso un film omaggio della pupa, il sekkione e l&amp;#39;amikone o la&lt;br&gt;colonna del sarnremone?&lt;p&gt;Ragazzi, tornate a imparare da Franti!&lt;br&gt;…e se volete studiare qualcosa, soprattutto su cosa sia la&lt;br&gt;democrazia, quella vera, lo so che &amp;#232; difficile, ma ripartite da&lt;br&gt;Giorgio Gaber!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-5322445963866047886?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/5322445963866047886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/ceo-ad-ministri-agenzie-statali-guai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5322445963866047886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5322445963866047886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/ceo-ad-ministri-agenzie-statali-guai.html' title='CEO, AD, Ministri, Agenzie Statali: guai a chi li tocca!!!'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-1449266553957218156</id><published>2010-06-06T10:20:00.000+02:00</published><updated>2010-06-06T10:23:14.732+02:00</updated><title type='text'>Internet Addiction</title><content type='html'>Si sa che i clinici, specie se statunitensi, hanno la passione delle etichette e delle procedure: poveretti, avrebbero bisogno di una cura per questa nevrosi. Altrimenti finiscono per imperversare con tormentoni quali quella delle Internet Addiction. Nessuno nega l'esistenza di fenomeni compulsivi (che sono poi quelle nevrosi in cui chi ne soffre non può evitare di ripetere sempre quella particolare azione - ma qui arriva il punto - dal momento che non la desidera razionalmente, in quanto gli fa del male o peggiora la qualità della sua vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo in un mondo sommerso da un amnios tecnologico, dai telefoni alle televisioni, e proprio pensando a queste due mi verrebbe da allertare per il rischio, che da tempo è una certezza, di forme degenerative di dipendenza. Tuttavia, trattandosi di un fenomeno ormai endemico, si tratterebbe di considerare troppe persone malate e soprattutto di rinunciare a business sicuri e strumenti di condizionamento sociale politicamente ed economicamente utili all'establishment. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è chi per rinforzare la credenza e magari pubblicizzare le proprie terapie (o anche solo per paura che il coniuge evada troppo) ci ha regalato una mappa che dovrebbe fare da cartina di tornasole per affermare quanto (perché chi legge i blog, Facebook o peggio ancora Twitter è segnato in partenza) ognuno di noi è malato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…o è questa società ad essere patetica, ridicola e normativa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decidete un po' voi, guardando il tabellone qui sotto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://picasaweb.google.com/mobile.ennio.martignago/MyBlogPhotos02#5479572515680800706'&gt;&lt;img src='http://lh4.ggpht.com/_jJuN_HLWdqU/TAtaK8Ylz8I/AAAAAAAAAbQ/TQHXRO0eGU0/s288/iphone_photo.jpg' border='0' width='78' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPad&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-1449266553957218156?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/1449266553957218156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/internet-addiction.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1449266553957218156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/1449266553957218156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/06/internet-addiction.html' title='Internet Addiction'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_jJuN_HLWdqU/TAtaK8Ylz8I/AAAAAAAAAbQ/TQHXRO0eGU0/s72-c/iphone_photo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-7013198490130402937</id><published>2010-05-26T12:13:00.000+02:00</published><updated>2010-05-26T12:13:53.275+02:00</updated><title type='text'>Le galere industriali cinesi</title><content type='html'>Da dove arriverebbero i nostri Apple, i Sony Ericsson&amp;nbsp;e gli HP? Dagli stabilimenti della cinese Foxconn,&amp;nbsp;una società che vanterebbe diversi episodi di suicidio (9 quelli noti).&lt;br /&gt;L'impresa dice che si preoccupa a tal punto&amp;nbsp;dei suoi 300 mila dipendenti&amp;nbsp;da non farli uscire dalla fabbrica di Shenzhen&amp;nbsp;dove dormono, mangiano, insomma sopravvivono.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://tinyurl.com/2vp4622"&gt;http://tinyurl.com/2vp4622&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/S_z0RTxM4rI/AAAAAAAAA4o/mYocrRirSLI/s1600/oktop+(1).jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" height="113" src="http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/S_z0RTxM4rI/AAAAAAAAA4o/mYocrRirSLI/s320/oktop+(1).jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il loro sito "è stato anche attaccato e sulla home page è comparso un testo cinese con frasi sarcasitche del tipo: "Non ti senti bene oggi? Non c'è la fai ad andare avanti? Vuoi sapere come ci si sente a lanciarsi dall'edificio dei suicidi? Foxconn offre l'ambiente ideale per questo tipo di esperienze, garantendo la copertura stampa e la diffusione del tuo nome per migliaia di chilometri. Cosa aspetti? Prendi la cornetta e chiama Foxconn. Hotline per le richieste 514514514" (la pronuncia di 514 pare che in cinese suoni simile ad "Io voglio morire")". &lt;br /&gt;&lt;a href="http://tinyurl.com/39c3k5k"&gt;http://tinyurl.com/39c3k5k&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia Apple che HP hanno espresso la volontà di indagare ma sarà poco probabile che i veri stabilimenti e fornitori di innovazione della maggior parte dell'informatica mondiale vengano abbandonati per "qualche suicidio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Negli ultimi cinque mesi, 11 impiegati della fabbrica Foxconn di Shenzhen, in Cina meridionale, si sono gettati da altissimi edifici e nove sono morti. Degli 80mila impiegati totali della Foxconn 42mila lavorano nella fabbrica di Shenzhen".&lt;br /&gt;http://tinyurl.com/364zouj&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Danni collaterali dello sviluppo e del consumismo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-7013198490130402937?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/7013198490130402937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/le-galere-industriali-cinesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7013198490130402937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7013198490130402937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/le-galere-industriali-cinesi.html' title='Le galere industriali cinesi'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/S_z0RTxM4rI/AAAAAAAAA4o/mYocrRirSLI/s72-c/oktop+(1).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3680655766362601289</id><published>2010-05-25T22:54:00.000+02:00</published><updated>2010-05-25T22:58:10.782+02:00</updated><title type='text'>10 tavole sulla distribuzione dei media in rete</title><content type='html'>&lt;a href="http://nowsourcing.com/2010/03/17/social-media-infographic/?" target="_blank"&gt;Una interessantissima raccolta di tavole&lt;/a&gt; che fotografa l'uso di Internet. Particolarmente interessante quella che descrive la distribuzione delle conoscenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://picasaweb.google.com/mobile.ennio.martignago/MyBlogPhotos02#5475313657795030850'&gt;&lt;img src='http://lh3.ggpht.com/_jJuN_HLWdqU/S_w4wya3r0I/AAAAAAAAAaE/tIif3TjslTM/s288/iphone_photo.jpg' border='0' width='281' height='210' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3680655766362601289?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3680655766362601289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/10-tavole-sulla-distribuzione-dei-media.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3680655766362601289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3680655766362601289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/10-tavole-sulla-distribuzione-dei-media.html' title='10 tavole sulla distribuzione dei media in rete'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_jJuN_HLWdqU/S_w4wya3r0I/AAAAAAAAAaE/tIif3TjslTM/s72-c/iphone_photo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3111427832357423669</id><published>2010-05-21T18:03:00.000+02:00</published><updated>2010-05-21T18:31:12.872+02:00</updated><title type='text'>Nuove decadenze</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://picasaweb.google.com/mobile.ennio.martignago/MyBlogPhotos02#5473761734307234482'&gt;&lt;img src='http://lh4.ggpht.com/_jJuN_HLWdqU/S_a1S86CQrI/AAAAAAAAAZE/gYaQhnFTeVg/s288/iphone_photo.jpg' border='0' width='196' height='257' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Quello che aveva capito che i manager avrebbero distrutto l'imprenditoria, Schumpeter chissà se aveva immaginato fino a che punto questo indotto di parassiti che oggi è corretto chiamare top manager sarebbero arrivati pur di sostenersi a vicenda. Sono destinati ad alimentare i prossimi Giacobini che non sappiamo se comprenderanno la differenza fra top manager e manager semplice. Non è difficile: i primi sono quelli che, bruciando i soldi delle aziende per cui lavorano vengono anche premiati per questo perché  fanno ricche le banche delle lobby come Lehmann Bros. che quando falliscono prendono i soldi dallo stato. I secondi sono quelli che, guadagnando un'arachide in più dei sottoposti lavorano fino a notte fonda per prendersi la colpa del fallimento dell'impresa. &lt;br /&gt;È possibile che, come a far cadere l'aristocrazia fu la nascente classe borghese, a dar vita al prossimo Terrore saranno questi pseudo-manager vessati dal parassitismo dei top manager di sangue blu e dei loro indotti politici e borsistici? &lt;br /&gt;La Germania ha preso la strada giusta per provarci a riformare prima della disfatta. Da come andrà a finire potremo fare previsioni sul futuro di questa società immorale, decadente e soprattutto idiota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.economistiinvisibili.splinder.com/archive/2007-07 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=16137&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://economia.unipv.it/pagp/pagine_personali/passarella/materiale/Schumpeter.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://etaslab.corriere.it/dynuni/dyn/Catalogo/Allegati/88-453-1096-5-SchumpIntro.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.giuri.unibo.it/NR/rdonlyres/FB451457-1977-4E8D-9002-212AE05FE5E2/14887/ImpresaeConoscenza.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPod Touch&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3111427832357423669?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3111427832357423669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/nuove-decadenze.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3111427832357423669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3111427832357423669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/nuove-decadenze.html' title='Nuove decadenze'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_jJuN_HLWdqU/S_a1S86CQrI/AAAAAAAAAZE/gYaQhnFTeVg/s72-c/iphone_photo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-5401706764642496763</id><published>2010-05-21T13:45:00.000+02:00</published><updated>2010-05-21T13:45:00.515+02:00</updated><title type='text'>Poveri funzionari pubblici! Che vergogna!!!</title><content type='html'>Poverini, a quasi 300 mila euro l'anno se ne vanno i migliori. E quali sarebbero? E che cosa starebbero combinando da "migliori" visto la condizione in cui ci troviamo? E per quanto dobbiamo moltiplicare i 300 mila euro? Che totale esce per le nostre tasche? Quando se ne andranno quanto ci costerà in buona uscita e pensioni?&lt;br /&gt;…e soprattutto: mostratemi quali aziende oggi lu assumeranno (a meno di non dover pagare sovvenzioni anche per quelli)!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.corriere.it/economia/10_maggio_21/guadagno_289_mila_euro_da_dirigente_pubblico_nel_privato_erano_ben_di_piu_rizzo_b9cd5f18-649d-11df-ab62-00144f02aabe.shtml&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPod Touch&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-5401706764642496763?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/5401706764642496763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/poveri-funzionari-pubblici-che-vergogna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5401706764642496763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/5401706764642496763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/poveri-funzionari-pubblici-che-vergogna.html' title='Poveri funzionari pubblici! Che vergogna!!!'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-2249169122306086376</id><published>2010-05-20T22:53:00.000+02:00</published><updated>2010-05-20T22:53:58.870+02:00</updated><title type='text'>Ma quanti saranno mai i funzionari pubblici?</title><content type='html'>Ho provato a cercare quest'informazione su Google è ho scoperto che chiedendo:&lt;br /&gt;"&lt;a href="http://www.google.it/search?client=safari&amp;amp;rls=en&amp;amp;q=quanti+sono+i+funzionari+pubblici&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;oe=UTF-8&amp;amp;redir_esc=&amp;amp;ei=k5z1S72dJdWh_AaMuaW4Cg"&gt;Quanti sono i funzionati pubblici?&lt;/a&gt;"&lt;br /&gt;"&lt;a href="http://www.google.it/search?client=safari&amp;amp;rls=en&amp;amp;q=numero+funzionari+pubblici&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;oe=UTF-8&amp;amp;redir_esc=&amp;amp;ei=uJz1S-PeCpCN_Abq_LDFCg"&gt;Numero funzionari pubblici&lt;/a&gt;"&lt;br /&gt;"&lt;a href="http://www.google.it/search?num=50&amp;amp;hl=it&amp;amp;newwindow=1&amp;amp;safe=off&amp;amp;client=safari&amp;amp;rls=en&amp;amp;q=numero+dirigenti+pubblici&amp;amp;aq=f&amp;amp;aqi=&amp;amp;aql=&amp;amp;oq=&amp;amp;gs_rfai="&gt;Numero dirigenti pubblici&lt;/a&gt;"&lt;br /&gt;"&lt;a href="http://www.google.it/search?num=50&amp;amp;hl=it&amp;amp;newwindow=1&amp;amp;safe=off&amp;amp;client=safari&amp;amp;rls=en&amp;amp;ei=7pz1S7LgKs_-_Ab-v6nECg&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=spell&amp;amp;resnum=0&amp;amp;ct=result&amp;amp;cd=1&amp;amp;ved=0CBQQBSgA&amp;amp;q=quanti+sono+dirigenti+pubblici&amp;amp;spell=1"&gt;Quanti sono dirigenti pubblici&lt;/a&gt;"&lt;br /&gt;si ottengono solo un mucchio di informazioni sul numero complessivo e parziale, su quello che si pensa, su quello che fanno, ecc… i dipendenti pubblici, ma sul loro numero complessivo c'è un autentico muro di omertà. Che guadagnino profumatamente se confrontati con i colleghi delle imprese lo si sa: uno qualsiasi dei tanti dirigenti di ASL guadagna circa il doppio di un equipollente. Ma quello che si può supporre è che il loro numero sia così alto da pesare sulle nostre tasche al punto che un ritocco minimo degli stipendi di parte di loro equivarrà ad un recupero di una decina di miliardi di euro. Pensiamo se dovessero subire le ristrutturazioni cui la lean organization ha ormai abituato le imprese da una ventina d'anni dove andremmo a finire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi fosse vero che "Chi sa fare fa e chi non sa fare insegna. Chi non sa nemmeno insegnare, in genere, comanda", rischieremmo di produrre uno straordinario recupero di efficienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su Internet, si dice, si trova tutto di tutti su tutto.&lt;br /&gt;…si dice, perché, diversamente da altre confraternite, di costoro non si trova nulla neppure là.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chiamali poco potenti!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-2249169122306086376?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/2249169122306086376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/ma-quanti-saranno-mai-i-funzionari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2249169122306086376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2249169122306086376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/ma-quanti-saranno-mai-i-funzionari.html' title='Ma quanti saranno mai i funzionari pubblici?'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-2617173171753073528</id><published>2010-05-16T13:55:00.005+02:00</published><updated>2010-05-16T14:30:39.250+02:00</updated><title type='text'>Funzionari e servi della gleba</title><content type='html'>&lt;div class="UIComposer_InputShadow"&gt;&lt;div class="Mentions_Input" contenteditable="true" id="c4befd83d0d611683586ae_input" style="width: 512px;"&gt;Che fine ha fatto la storia dei fannulloni? Il gradasso difende gli intoccabili.&lt;br /&gt;Una casta di Sceriffi di Nottingham. Quando andiamo a vedere Robin Hood, pensiamo a loro! Ma quanti sono veramente? Interrogata in proposito Google ci risponde solo in merito ai dipendenti pubbici, ma non esiste un numero preciso riguardo ai funzionari che ricordo appartenere almeno a tre grandi caste: quelli pubblici (con o senza funzioni manageriali), quelli internazionali e quelli politici o di partito. &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/10_maggio_16/io_statale_a_millequattrocento_euro_perche_paghiamo_sempre_noi_rizzo_8234321c-60b9-11df-9feb-00144f02aabe.shtml"&gt;Nel pubblico ci sono persone&lt;/a&gt; che lavorano credendoci, quelle che lo fanno demotivate spesso a ragione, quelle che non lavorano cercando di imitare i superiori. Poi ci sono quelli che non sanno lavorare e non lavorano per diritto acquisito, per tesseramento o per abilità "linguistica". I primi sono a rischio di etichettatura (ovviamente di fannulloni). I secondi sono al di sopra di tutti e si chiamano funzionari pubblici. Anche qui c'è qualche pentito che si sente meno borbone e più calvinista, ma sono pochi, in burn out e con poche chances di evoluzione (in genere di basso livello). Gli altri sono gli eredi degli ispiratori de "I Vicerè". Robin Hood, Robin Hood! Se vuoi un mano, chiama Franti!&lt;/div&gt;&lt;div class="Mentions_Input" contenteditable="true" id="c4befd83d0d611683586ae_input" style="width: 512px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Mentions_Input" contenteditable="true" id="c4befd83d0d611683586ae_input" style="width: 512px;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/10_maggio_16/io_statale_a_millequattrocento_euro_perche_paghiamo_sempre_noi_rizzo_8234321c-60b9-11df-9feb-00144f02aabe.shtml"&gt;http://www.corriere.it/economia/10_maggio_16/io_statale_a_millequattrocento_euro_perche_paghiamo_sempre_noi_rizzo_8234321c-60b9-11df-9feb-00144f02aabe.shtml&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-2617173171753073528?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/2617173171753073528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/funzionari-e-servi-della-gleba.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2617173171753073528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/2617173171753073528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/05/funzionari-e-servi-della-gleba.html' title='Funzionari e servi della gleba'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-932237350451472938</id><published>2010-04-30T16:57:00.002+02:00</published><updated>2010-04-30T18:38:18.306+02:00</updated><title type='text'>Stress informatico? Accusiamo Top Manager e Funzionari Pubblici!!!</title><content type='html'>Punto Informatico riporta oggi i risultati di alcune ricerche sullo stress informatico:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;cite&gt;"La realtà è che numerosi e persistenti problemi di natura tecnica stanno preoccupando molti utenti informatici - ha continuato lo studio - provocando in loro un'angoscia e uno stato d'ansia non certo necessari". Secondo i dati, il 94 per cento degli intervistati ha ammesso di provare un senso di dipendenza dai propri apparecchi tecnologici. Inoltre, i due terzi degli utenti avrebbe sperimentato quella che lo stesso studio definisce Computer Stress Syndrome (CSS).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://punto-informatico.it/2870653/PI/News/usa-sindrome-stress-informatico.aspx&lt;/cite&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è che nessuna delle scienze umane ha preso una posizione seria sui mutamenti del concetto di persona e di habitat intervenuti con l'informatica. Si fa di tutta l'erba un fascio essendo tipico della media di psicologi, sociologi, medici avere della materia che ormai declina in una moltitudine di pluralità solo un'informazione per sentito dire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli SMS sono un fenomeno, Office un altro, un ERP un altro ancora. Quanti psicologi sanno che cos'è un ERP, un CRM o chi usa un knowledge base system?&lt;br /&gt;Rispetto al verso citato ho già sottolineato che la patologia del momento è la cultura e la mentalità procedurale che sta impoverendo l'intelligenza e forse lo stesso cervello umano. Le tecnologie non possono prescindere dalle procedure essendo la programmazione stessa composta di questo materiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia esistono due usi delle tecnologie: quelle che spostano la procedura nell'elettronica per rendere libera la persona e quelle che traducono l'esistenza e il lavoro in intrecci di procedure moleste che infestano l'ambiente portandolo ad essere meno vivibile di una via del centro in ora di punta alla guida di un TIR. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creando il mito del computer cattivo si fa ad esempio sfuggire i top manager dalle loro innegabili responsabilità di genocidio intellettuale e i tronfi funzionari delle amministrazioni pubbliche delle loro incapacità di creare occasioni di socialità esterna imparando ad usare le occasioni sociali del web invece di creare costose impalcature di tipo top-down autoreferenziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non i computer ma la congiura fra bourocrazia e grandi corporation sono i responsabili di una frustrazione e di un impoverimento sociale e intellettuale del quale il computer finisce per essere lo strumento di morte o di fuga a seconda di come lo si IMPARA a sfruttare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impariamo a diventare hacker per il top management e per i funzionari pubblici (oltre che per i parassiti accademici di questi studi anti-epistemologici)!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-932237350451472938?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/932237350451472938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/04/stress-informatico-condanniamo-top.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/932237350451472938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/932237350451472938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/04/stress-informatico-condanniamo-top.html' title='Stress informatico? Accusiamo Top Manager e Funzionari Pubblici!!!'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3590480803327950678</id><published>2010-04-17T11:02:00.000+02:00</published><updated>2010-04-17T11:11:15.371+02:00</updated><title type='text'>Disidentità socio-economiche</title><content type='html'>Piano piano, ciò che si temeva si sta verificando. Incominciano ad emergere forme di alienazione derivate da una ristrutturazione socioeconomica troppo repentina. &lt;br /&gt;Innanzitutto smettiamola di abusare di un termine così superficiale come quello di "crisi". Una crisi è un fenomeno ciclico che fa parte del procedere coerente di un modello: il tempo cambia e non c'è sempre il sole, quando grandina è una crisi, ma è normale nel tempo. &lt;br /&gt;In questo caso è il modello che non funziona più. È come se nell'Australia l'estate arrivasse nel nostro stesso periodo invernale ma con le caratteristiche della tundra siberiana. Un pezzo alla volta i nostri riferimenti vanno a farsi benedire. &lt;br /&gt;Questo di per sè non sarebbe stato così grave negli anni '60 o '70. In quei tempinla gente, appena uscita dalla guerra e dalla ricostruzione sapeva che la vita era dura e che tutto quello che ti conquistavi lo dovevi fare con sangue, sudore e lacrime. Soprattutto con inventiva e coraggio. La capacità adattiva era notevolmente superiore e con essa la consapevolezza che dovevi lottare per quello che contava e che il superfluo non era un problema. &lt;br /&gt;Con gli anni '80 invece si è assistito ad una sorta di automazione dei meccanismi socio-economici. La carriera diventa un lungo fiume tranquillo per quanto pieno di contraddizioni; non si guadagna più per quello che si fa, ma per la capacità di speculare su passaggi strategici di cicli commerciali e finanziari. All'inizio queste erano opportunità e comportamenti. Poi sono rapidamente diventati elementi di identità.  Essere laureato era uno status che doveva pagare di per sè. Un laureato che facesse l'operaio era un fallito. Dall'altro lato, laurearsi era molto più facile che negli anni '50. &lt;br /&gt;Oggi le persone pensano ancora così, ma è il mondo che non funziona più così, giusto o sbagliato che sia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che vado affermando è più chiaro a chi conosce Berger e Luckman e la loro "Realtà come costruzione sociale", oltre al grande padre Durkheim. Provate però a pensare a delle persone che giungono in un'isola deserta e che per sopravvvivere si diano delle regole di comportamento (avete visto il film "The Village"?). A loro è noto il significato di quelle regole, ma con il passare delle generazioni quelle divengono "natura", leggi ovvie e connaturate allo stato civile, se non addirittura a quello naturale. &lt;br /&gt;La messa in discussione o il sovvertimento di quelle abitudini equivale alla perdita di quelle regole. Senza regole sociali la prima e più grave conseguenza è il non sapere più dove collocare se stessi. La mancanza di una geolocalizzazione nella mappa sociale e anagrafico-valoriale. In parole povere, la perdita di identità sociale aggravata dal fatto di vivere in un mondo dove tutto è diventato troppo automatico, troppo procedurale, troppo normato, troppo etichettato, saturo di bisogni superflui che però hanno assunto un valore più determinante di quello biologico. Non è follia pensare che è più difficile rinunciare al cellulare che al pranzo. Negli anni '60 o '70 non si parlava a tavola, neppure si accendeva la TV che in molte case non c'era così come il telefono e di certo non si interrompeva il pasto per telefonare. Oggi devi convincere tu figlia a continuare gli SMS da tavola. Come potrebbero sospendere un mondo di sovrastrutture per tornare ai cosiddetti fondamentali, per far valere diritti, per tornare a costruire il mondo invece di posizionarsi all'interno di una catena di montaggio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Psicoterapeuti, counselor, specialisti HR, assistenti sociali e tutte le professioni d'aiuto, se già non le hanno riscontrate, si troveranno sempre più spesso a fare i conti con patologie da alienazione, ovvero disidentità il più delle volte molto gravi. &lt;br /&gt;Non chiamatele "effetti della crisi economica"!&lt;br /&gt;Sono forme di saturazione di un modello artefatto, irrazionale e disumanizzante in cui abbiamo vissuto per almeno 30 anni.&lt;br /&gt;Che cosa fare? Cercare di rompere gli schemi; ma essendo il più delle volte questo impossibile, almeno frammentarli gradualmente intervenendo con tempestività; recuperare i fondamentali; educare alla disassuefazione dal superfluo; destrutturare la mentalità procedurale; rivolgersi ad altri valori che non siano il successo o la carriera; recuperare la contiguità fra l'azione e il risultato; restituire la socialità del filò contro quella dell'istituzione sociale. Soprattutto tornare a scoprire il significato della morte, perché alla fine è solo quello a restituire dignità al vivere in una maniera, per quanto soggetta a tutte le fedi possibili, in maniera totalmente inopinabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPod Touch&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3590480803327950678?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3590480803327950678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/04/disidentita-socio-economiche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3590480803327950678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3590480803327950678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/04/disidentita-socio-economiche.html' title='Disidentità socio-economiche'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-7029094053500078201</id><published>2010-04-15T14:14:00.000+02:00</published><updated>2010-04-15T14:14:48.125+02:00</updated><title type='text'>E poi hanno anche il coraggio di lamentarsi della pirateria!...</title><content type='html'>&lt;a href="http://punto-informatico.it/2857710/PI/News/cina-vita-sacrificata-microsoft.aspx"&gt;&lt;b&gt;Cina, la vita sacrificata a Microsoft&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un report statunitense racconta le condizioni disumane di migliaia di lavoratori asiatici. Schiavizzati per assemblare mouse e console. E Redmond interviene, promettendo inchieste e misure risolutrici (...)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-7029094053500078201?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/7029094053500078201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/04/e-poi-hanno-anche-il-coraggio-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7029094053500078201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/7029094053500078201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/04/e-poi-hanno-anche-il-coraggio-di.html' title='E poi hanno anche il coraggio di lamentarsi della pirateria!...'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-7567262049106507965</id><published>2010-04-15T14:13:00.001+02:00</published><updated>2010-04-30T18:42:09.051+02:00</updated><title type='text'>Questo blog è stato trasferito a un altro indirizzo</title><content type='html'>&lt;br /&gt;       Questo blog è stato spostato alla pagina http://ilfranti.blogspot.com/.&lt;br /&gt;       Verrai reindirizzato automaticamente tra 30 secondi. 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Questo gesto avrebbe segnato l'inizio del computing creativo e interattivo e quello della fine dell'IBM che tutti conoscevano. Praticamente dimentica del business elettronico e orientata sulle soluzioni, la rivale di un tempo diventa oggi la prima stakeholder del mercato verticale del nuovo anti-PC di Cupertino.&lt;br /&gt;Certo, non ci sono solo loro. Come abbiamo già riportato (anche di IBM avevamo fatto cenno), molti sviluppatori indipendenti accanto a nomi noti da SAP a Oracle a Citrix (quasi tutti presenti con iPhone Apps) hanno dato segno di interesse per il protetto di Jobs. Tuttavia, IBM sembrerebbe pronta a scendere in lizza nonappena iPad sarà veramente presente e collaudato su tutti i principali mercati con propri sistemi gestionali e applicazioni verticali: un settore che potrebbe rivelarsi la vera sorpresa, a dispetto dell'interesse mediatico rivolto al solo settore consumer. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in Italia? Qui di innovazione si parla solo: la scuola, la sanità, l'editoria, la ristorazione… tutti settori in cui vince la solita logica lobbistica dei soliti pochi noti. &lt;br /&gt;Però questa volta si potrebbe pagare molto caro questo ritardo di attenzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stiamo pronti dunque. Non solo sviluppatori e sistemisti, ma soprattutto presidi, insegnanti, giornalisti, editori (scolastici prima di tutto), direttori sanitari, manager, formatori, persino quasi gli avvocati!&lt;br /&gt;Qui c'è lavoro per voi: vince il primo arrivato. Non solo per gli informatici: finalmente per i professionisti, gli autori, gli esperti. A patto di cambiare finalmente prospettiva: fuori dal coro dei conservatori vintage passatisti come pure dei geek tecnologico-modaioli o smanettoni del chip e ciop. Per tutti una raccomandazione:&lt;br /&gt;- Non chiamatelo più "computer"!   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://mobile.forbes.com/device/article.php?CALL_URL=http://www.forbes.com/2010/02/11/ipad-iphone-apple-technology-cio-network-ibm.html?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ipader.it/tag/ibm-ipad&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.macitynet.it/macity/articolo/IBM_scommette_sulliPad/aA42259&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://iphone.appleinsider.com/articles/10/02/12/ibm_plans_lotus_for_apple_ipad_e_reader_eye_strain_explored.html#-1-0 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-6248856541132398271?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/6248856541132398271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/04/non-chiamatelo-piu-ibm-e-ipad-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6248856541132398271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/6248856541132398271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/04/non-chiamatelo-piu-ibm-e-ipad-un.html' title='Non chiamatelo più &amp;quot;computer&amp;quot; - IBM e iPad: un cambiamento epocale'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-3826674624372939409</id><published>2010-04-05T17:17:00.001+02:00</published><updated>2010-04-05T17:43:30.703+02:00</updated><title type='text'>Contro la mente procedurale</title><content type='html'>Negli allevamenti automatizzati il mangime viene erogato ad orari stabiliti, magari anche la musica si attiva a tempo e le uova scorrono negli appositi scivoli. La vita della gente in questi tempi arimanici scorre regolare automatizzata. Non sono i computer a renderla così ma una mentalità, quella procedurale elevata alla massima potenza dalle piattaforme (ERP per primi) di una certa informatica figlia di Von Neuman e non certo di Wiener. La procedura è positiva quando serve per non dovere pensare sequenze già consolidate come se fossero ogni volta nuove. Il fatto è che, per evitare di scegliere e di pensare, si finisce per prendere in considerazione solo le situazioni per le quali esista una procedura. Così ragionano le istituzioni. Così prospera la corruzione. Così si stritola il diritto del singolo e del debole. Così si uccide l'originale. Così si diventa ciechi verso il nuovo. Così si perde l'uso dei sensi. Così si appiattiscono e si involgariscono i gusti. Così si sclerotizza la civiltà. Così ci si ammala, si ghettizza, si odia, si muore nella totale stupidità del tripudio della mente procedurale, il silenzio del bello e del buono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPod Touch&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-3826674624372939409?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/3826674624372939409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/04/contro-la-mente-procedurale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3826674624372939409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9704909/posts/default/3826674624372939409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/04/contro-la-mente-procedurale.html' title='Contro la mente procedurale'/><author><name>Ennio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07979968419471232589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_ew1Rf8dYnMY/TKkEmZ4qpzI/AAAAAAAAA7M/gzLVrMuQuUc/S220/Foto+36+gray.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9704909.post-5099050280598921492</id><published>2010-03-06T10:55:00.000+01:00</published><updated>2010-03-06T11:11:59.508+01:00</updated><title type='text'>Dietro Apple che rigetta iHitler confronto sulla democrazia con Google</title><content type='html'>Questo è l'esempio che mostra la differenza fra l'atteggiamento della nuova Google filo Clintobamiana-capitalista (il principio è che la Clinton non sta esportando democrazia, ma un modello di dominio neo-capitalista per compensare la crisi interna senza risolvere le contraddizioni socio-economiche) e la post-comunarda Apple: una dice "business is business" anche se uso il bullismo per farlo senza assumermi responsabilità; l'altra, non mi gioco la faccia e quando qualcosa si porta dietro la mia immagine deve avere il mio consenso, perché la democrazia non è demagogia e men che meno dissolutezza. Ecco perché, oltre che per evidenti ragioni di una dubbia onestà che fa invidia al peggiore Bill Gates d'epoca, l'incompatibilità fra le due che segna la cultura digitale e l'economia dell'innovazione di questi tempi a venire, è genetica e sostanzialmente radicata nei valori profondi, oltre che - sicuramente - di business. E noi, pur legittimamente prendendo il meglio e il più conveniente da tutti, presto o tardi non potremo che schierarci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'ultima segnalazione: non sottovalutiamo le dimissioni del responsabile di MobileME: Apple potrebbe prepararsi per compensare lo scollamento del Cloud (il nostro computer diffuso) di Google dal progetto iTouch!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.macitynet.it/macity/aA42600/lautore_di_imussolini_propone_ihitler_ma_apple_lo_boccia.shtml&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Postato con BlogPress dal mio iPod Touch&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9704909-5099050280598921492?l=ilfranti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfranti.blogspot.com/feeds/5099050280598921492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilfranti.blogspot.com/2010/03/dietro-apple-che-rigett
